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INFORM - N. 229 - 11 novembre 2004

Danieli: "Arafat ha fatto esistere i palestinesi come popolo"

ROMA - "Lo straordinario merito di Arafat è stato quello di aver fatto esistere i palestinesi come popolo nel momento in cui erano stati cancellati dalla storia e dalla geografia della Terra e nell'averlo fatto in condizioni di difficoltà drammatiche, confrontandosi contestualmente con i regimi arabi e con Israele". Lo afferma il senatore della Margherita, Franco Danieli, vicepresidente della Commissione Esteri.

"Il grande merito di Arafat - prosegue Danieli - sta nell'aver portato il popolo palestinese all’accettazione dell'esistenza dello Stato di Israele e alla formulazione della proposta 'due popoli, due stati'. Israele perde con Arafat un interlocutore, uno dei pochissimi, speriamo non il solo, che aveva l'autorevolezza per imporre soluzioni politiche e di dialogo per porre fine al conflitto israelo palestinese. Solo chi scambia i propri desideri per la realtà può dare per scontata, con la scomparsa di Arafat, l'apertura di una nuova e positiva fase nel conflitto israelo palestinese. Il problema non era Arafat, ma la fine dell'occupazione e l'accettazione di una soluzione negoziale che preveda confini certi, soluzione fino ad oggi rifiutata da Sharon. Soluzione per la quale Bush non ha fatto niente e l'Europa troppo poco. Un falso storico imputa ad Arafat il fallimento degli accordi di Camp David, falliti in realtà perché Israele, e Baraq personalmente, a ridosso delle elezioni, rifiutò di definire alcunché per quanto riguarda i termini essenziali dell'accordo: confini certi, problema di Gerusalemme e soluzione concordata per il rientro dei profughi".

"I veri limiti di Arafat - conclude Danieli, responsabile per gli Italiani all’estero della Margherita - sono stati altri: la qualità della democrazia delle istituzioni palestinesi e, soprattutto, la sottovalutazione delle organizzazioni del fondamentalismo islamico, Hamas in particolare, che sono sempre state contrarie al processo negoziale e che si sono pericolosamente radicate, con una teologia fascista, all'interno della società palestinese, storicamente colta e laica". (Inform)


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