Integrazione degli immigrati, una delle sfide fondamentali per l’Unione Europea
Presentato a Groningen un "manuale europeo dell’integrazione"
ROMA - L’integrazione degli immigrati: per l’Unione Europea una delle sfide fondamentali del futuro. A sottolinearlo, in una recente audizione al Comitato parlamentare Schengen, Europol e immigrazione (presso la Camera dei Deputati), il Capo dell’Unità immigrazione e asilo della Direzione generale giustizia e affari interni della Commissione Europea Sandra Pratt.
La quale, facendo osservare che l’integrazione deve riguardare non soltanto il mercato del lavoro, ma anche i profili sociali, culturali e quello civico e che "se dovremo accogliere un numero maggiore di immigrati, è necessario sin d’ora integrarli nella nostra società", aveva annunciato la pubblicazione, in novembre, di un manuale europeo sull’integrazione elaborato da un ‘gruppo di punti di contatto nazionali sull’integrazione’ (una rete nata nell’ottobre 2002 su richiesta del Consiglio GAI, il Consiglio cui partecipano i Ministri della Giustizia oppure degli Affari Interni dei Paesi membri UE). Ruolo principale del gruppo, che si incontra cinque o sei volte all’anno sotto la presidenza della Commissione, è quello di condividere le esperienze e le migliori pratiche in materia di integrazione, rafforzando il coordinamento a livello nazionale ed europeo. Il gruppo ha lavorato in particolare alla preparazione del manuale sull’integrazione attraverso una serie di seminari ai quali hanno partecipato esperti degli Stati membri.
E, come annunciato da Sandra Pratt, il manuale è stato presentato - a Groningen (Paesi Bassi) - nel corso della prima riunione dei ministri in materia di integrazione sotto la Presidenza olandese.
Il manuale (una seconda pubblicazione è prevista per il 2006) annovera, in 84 pagine, le "migliori pratiche" in materia d’integrazione, dai corsi impartiti alle persone arrivate recentemente fino all’incoraggiamento alla partecipazione civica, passando dal dialogo inter-religioso. Vengono formulate raccomandazioni agli Stati membri e un allegato pratico mira ad aiutare a passare dalla teoria alla pratica in sei fasi (il manuale può consultato all’indirizzo http://europa.eu.int/comm/justice_home/index_en.htm).
Aprendo la riunione di Groningen, il ministro olandese dell’immigrazione Rita Verdonk ha ribadito la necessità che i Paesi dell’Unione Europea riescano in una politica dell’integrazione degli immigrati per contrastare la radicalizzazione delle società. Nei vari Paesi, ha ricordato il ministro, i giovani musulmani non si sentono integrati nella società: fattore che aumenta il rischio di tendenze radicali. E i problemi "aumenteranno se non facciamo niente", ha avvertito Verdonk, invitando allo scambio delle "migliori pratiche" e a lavorare per un approccio comune dell’integrazione. (S.P.-Inform)