Regione Veneto - L’11 novembre sarà la "Festa della tradizione veneta"?
VENEZIA - Creare una "Festa della tradizione veneta": è la proposta contenuta in un disegno di legge approvato dalla Giunta regionale su relazione dell’Assessore alla cultura Ermanno Serrajotto.
"L'idea - spiega Serrajotto - ha preso corpo pensando non tanto ad una celebrazione formale quanto a iniziative concrete per rafforzare nei Veneti lo spirito di appartenenza ad una realtà storica, culturale e sociale e per consolidare un legame tra le conoscenze del passato e le prospettive di sviluppo futuro della nostra regione. E quale data sarebbe più indicata per questa festa regionale dell’11 novembre, giorno di San Martino, per il significato che tale giornata assume nella tradizione popolare e agricola del Veneto?".
Infatti il periodo vicino al giorno di San Martino Vescovo corrisponde, secondo tradizione, ad un momento di breve miglioramento climatico, con giorni di sole e temperature un poco più miti delle medie autunnali, che è noto come "estate di San Martino".
Nel mondo contadino era una ricorrenza di festa per la conclusione dell'annata agraria; cadeva infatti subito dopo gli ultimi lavori stagionali, prima dei rigori invernali, quando si entrava in una fase di pausa delle attività dell'agricoltura ed era possibile procedere a cambiamenti che nel normale regime produttivo sarebbero stati d'ostacolo. Inoltre la figura di San Martino evocava, su un piano simbolico, un forte legame con la terra e con chi la lavorava. La saldatura fra San Martino ed il mondo rurale avviene anche su due elementi molto concreti, la solidarietà e i ripetuti spostamenti nella campagna effettuati dai contadini.
I loro trasferimenti avvenivano sempre per necessità, e culminavano appunto nel giorno di San Martino Vescovo. Essi erano così diffusi al punto che l'espressione fare San Martino ha finito per indicare per antonomasia il trasloco. "La Regione - aggiunge Serrajotto - è impegnata in un’azione tesa a favorire la conoscenza di molte tradizioni legate al mondo contadino veneto che il tempo e le trasformazioni economiche rischiano di mandare nell’oblio. Sarebbe un peccato che si perdesse traccia del fatto che tutto il ciclo dell’anno si snodava attraverso una serie di celebrazioni popolari e religiose. La nostra proposta è quella di assumere la festa di "San Martino" come momento forte per valorizzarle tutte".
In questa direzione, la Regione ha già dato il proprio sostegno finanziario al "Progetto S. Martino" attraverso cui l’associazione culturale "Ea Congrega del Tabaro" di Mogliano Veneto (Treviso) intende rivalutare, riportandolo e radicandolo alla quotidianità e alla contemporaneità, l’alto senso di carità e di aiuto che il santo ha insegnato. Il progetto prevede un censimento di tutti i luoghi legati alla figura di S. Martino; manifestazioni di tipo culturale, turistico e gastronomico e una mostra itinerante sulla ricca iconografia che riguarda il santo. (Inform)