* INFORM *

INFORM - N. 226 - 8 novembre 2004

A colloquio con la Consigliera Franca Eckert Coen

Il Comune di Roma punta sulle politiche della multietnicità

ROMA - In una società in cui la mobilità è divenuta fattore imprescindibile ed inevitabile, il confronto, la conoscenza reciproca, la comunicazione sono essenziali per facilitare un effettivo dialogo fra le diverse comunità. E obiettivo del Comune capitolino è promuovere una convivenza pluralistica tra etnie, favorire l’integrazione in una città come Roma, da sempre - e la prova è nella sua storia - a vocazione multietnica e multicurale, puntare all’intercultura.

Franca Eckert Coen è, dal 2001, Consigliera delegata dal Sindaco Veltroni alle Politiche della Multietnicità, un Ufficio con un "ruolo trasversale" tra i vari assessorati mirato a sostenere l’integrazione nelle politiche settoriali dell’amministrazione comunale.

Un compito non facile il suo ma che lei, ci dice con un largo sorriso, ha accettato "fin dal primo giorno, con grande entusiasmo".

Diverse le iniziative che Franca Eckert Coen sta portando avanti. Tra esse, un ciclo di incontri in Campidoglio con gli scrittori migranti che scrivono in italiano (v. Inform n. 223 del 4 novembre).

Ma ve è un’altra, assai rilevante, che attiene alla sfera della cittadinanza.

Un’iniziativa alla quale lei tiene molto, Consigliera.

Moltissimo. E’ un progetto promosso per informare dei propri diritti gli immigrati e i figli degli immigrati. I figli degli immigrati nati in Italia o che risiedono qui da oltre 10 anni, al compimento della maggiore età hanno diritto alla cittadinanza italiana. Ma molti non lo sanno perché non vengono informati.

Informare, dunque, la prima cosa da fare. Ma bisogna tenere conto anche di altri problemi, come i cavilli burocratici che ostacolano il percorso verso la cittadinanza. E, mi creda, si tratta di problemi di non poco conto. Puntiamo a dare agli immigrati la possibilità di conoscere esattamente quali sono i loro diritti e, nello stesso tempo, vogliamo coinvolgere sempre più anche i romani sui temi della cittadinanza, dell’integrazione…Per fare ciò abbiamo creato un gruppo di giovani, attualmente sono 15 giovani ma auspichiamo che nel tempo il gruppo vada allargandosi, che hanno fatto un periodo di "autoformazione" sfociato nella messa in scena dello spettacolo "Cittadini invisibili" (in giugno, nel teatro romano Ambra Jovinelli, ndr). E il prossimo 16 novembre si svolgerà una iniziativa di rilievo in Campidoglio. Nella Sala Giulio Cesare esimi giuristi, magistrati, avvocati e il Presidente del Consiglio comunale (Giuseppe Mannino, ndr) terranno, per così dire, una "pubblica udienza" sul tema della cittadinanza. Saranno ascoltate le testimonianze di chi ha ottenuto la cittadinanza e di chi, per diversi motivi, non ce l’ha; dibatteranno coloro che sono pro o contro la legge. Il pubblico, che spero sarà rappresentato da numerosi giovani, potrà anche dare un voto al "comportamento" dello Stato italiano sul tema della cittadinanza. Poi, il nostro progetto proseguirà nelle scuole: i giovani parleranno con gli studenti, per informarli e coinvolgerli. E la speranza è di formare un gruppo sempre più imponente che porti avanti l’iniziativa.

Il Comune di Roma, dunque, è molto attivo sul fronte delle politiche per la multietnicità.

Il Sindaco Veltroni tiene moltissimo a questo tipo di politiche. Considerato che la multietnicità si sta trasformando sempre più in multiculturalità e interculturalità: la lingua, le tradizioni e così via dell’immigrato arricchiscono e valorizzano la società in cui risiede. E, allo stesso tempo anche la cultura dell’immigrato si arricchisce, si trasforma, se le politiche dell’inclusione, dell’integrazione vengono fatte in maniera appropriata. Ho notato, in questi anni di lavoro, che se il nostro è senz’altro un Paese molto tollerante ed ospitale rispetto ad altri, e la cosa mi è stata confermata da molti stranieri, è anche vero che manca in Italia una politica della multiculturalità. Si va per tentativi. E se pensiamo che non esiste nemmeno un ministero dell’immigrazione… Si guarda spesso all’immigrato come a un problema di sicurezza del quale si occupano il ministero dell’Interno e della Giustizia o come qualcuno del quale si fa carico, a livello locale, l’assessorato ai servizi sociali. Lo straniero è, invece, una persona con le sue esigenze, la sua cultura, la sua religione, con una sua capacità di integrazione e come tale va considerato, senza fare di ogni erba un fascio.

Dalla primavera scorsa in Consiglio capitolino siedono consiglieri "aggiunti", eletti dalle comunità straniere (4 in rappresentanza di Europa, Asia-Oceania; Americhe; Africa; altri 19 sono stati eletti nei consigli municipali della capitale). Un passo avanti nel processo di integrazione. Ma, di fatto, resta ancora fuori il voto amministrativo agli immigrati, anche se qualche comune comincia a muoversi in questa direzione. E Roma?

Fare entrare rappresentanti degli stranieri è stato un primo passo, una prova generale per il futuro. Sediamo sugli stessi scranni e parliamo a lungo. La parola è importante anche se credo che il dialogo, in senso pregnante, si ottenga solo con la "pari dignità", e pari dignità non c’è ancora perché per gli immigrati non c’è il diritto di voto. Siamo in contatto con Genova, che ha modificato (nel luglio scorso, ndr) lo Statuto comunale per dare il diritto di voto attivo e passivo agli stranieri, e con quei Comuni che sono orientati in questa direzione. Anche se la questione divide i giuristi e si dice che bisognerebbe cambiare la Costituzione per accordare il voto amministrativo, va sottolineato il coraggio da parte di amministrazioni comunali di fare questo passo. E, per quanto ci riguarda, il Sindaco Veltroni sta spingendo molto affinché nel nostro comune anche gli stranieri possano presto votare. (Simonetta Pitari-Inform)


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