* INFORM *

INFORM - N. 226 - 8 novembre 2004

Svizzera - La preoccupazione per i salari mobilita migliaia di lavoratori

La manifestazione UN1A a Berna. Su con i salari! Niente dumping salariale!

BERNA - Ore quattordici di sabato 6 novembre: l’imponente corteo colorato percorre le strade cittadine. Più di 15.000 persone hanno risposto all’appello lanciato dal neonato sindacato Unia e si sono riunite per partecipare alla manifestazione "Su con i salari! Niente dumping salariale!", sventolando numerosi striscioni con le loro rivendicazioni e la nuova bandiera bianco-rossa di Unia. Una delegazione del Canton Giura ha sfilato spingendo un drago sputa-fuoco di oltre cinque metri: "Questo drago simboleggia il movimento sindacale che ha la forza e la volontà di imporre le sue rivendicazioni nelle trattative contrattuali e nella protezione contro il dumping salariale", ha spiegato un lavoratore di un’azienda metalmeccanica che accompagnava il drago.

Nella Piazza federale il corteo è stato accolto dalle canzoni di Edoardo Bennato. Il cantautore italiano ha eseguito alcuni brani tratti dal suo ultimo album "L’uomo occidentale", dando un saggio delle sue convinzioni personali e politiche: abbiamo il dovere di lottare per imporre una maggiore giustizia e per impedire lo sfruttamento delle persone.

I due co-presidenti del sindacato Unia - Vasco Pedrina e Renzo Ambrosetti - hanno duramente criticato il dumping salariale praticato dai datori di lavoro e il mancato aumento dei salari reali. Vasco Pedrina ha lanciato un monito alle autorità e ai datori di lavoro: "se continuerete a giocare con il fuoco, risponderemo con lo sciopero, il boicottaggio e il referendum contro l’estensione della libera circolazione delle persone". Anche Renzo Ambrosetti ha formulato una pesante critica: "è irresponsabile compromettere i vantaggi del luogo di produzione Svizzera, ricorrendo alla pressione sui salari, al prolungamento degli orari di lavoro e allo smantellamento dei contratti collettivi di lavoro e del servizio pubblico". Gli interventi dei due co-presidenti sono stati seguiti dal toccante appello lanciato dall’operaia del Giura Maria Wuillemin Costa, che ha esortato le sue colleghe e i suoi colleghi a difendersi perché mai e poi mai i datori di lavoro saranno disposti a pagare salari migliori. Fabienne Blanc-Kühn, membro del Comitato direttore Unia, ha invece denunciato il persistere della disuguaglianza retributiva. In alcuni rami professionali le donne continuano a guadagnare tra il 18% e il 25% in meno rispetto agli uomini. Catherine Laubscher, membro della direzione del settore Terziario del nuovo sindacato Unia, ha infine dedicato il suo intervento al referendum lanciato pochi giorni fa contro il lavoro domenicale: "lottiamo per garantire al personale della vendita una domenica non lavorativa. Ci battiamo per imporre questo requisito minimo della qualità di vita".

Al termine della manifestazione i presenti hanno approvato una risoluzione per ribadire le loro rivendicazioni: l’attuazione di misure di accompagnamento efficaci contro il dumping salariale e sociale nell’ambito della libera circolazione delle persone, un aumento salariale del 2-3% per tutti e la fine della disuguaglianza retributiva a scapito delle donne. I manifestanti hanno inoltre ribadito il loro appoggio all’eventuale decisione di Unia di lanciare il referendum contro l’estensione della libera circolazione delle persone. (Bruno Schmucki-L’Avvenire dei Lavoratori/Inform)


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