Commissione Europea: Frattini nella squadra di Barroso
Fini prossimo Ministro degli Affari Esteri? La composizione della Commissione europea
BRUXELLES - Franco Frattini si prepara a fare le valigie: lascia l’incarico di Ministro degli Affari Esteri, ricoperto dal 14 novembre 2002, per Bruxelles. Entrerà infatti nella nuova squadra di Barroso, al posto di Buttiglione, come commissario alla giustizia e sicurezza e vice presidente. Entro il 18 novembre sarà votata la fiducia. "Ho accettato con entusiasmo" ha commentato Frattini a Bruxelles per il Consiglio europeo, sottolineando di conoscere "'molto bene" il settore del quale si occuperà e che è destinato ad avere "uno sviluppo eccezionale nei prossimi cinque anni". Frattini si è detto anche pronto a "stimolare, se sarà necessario, l'Italia, a cominciare dal mandato di cattura europeo, affinché tutti i paesi procedano in questo quadro omogeneo" . E ha spiegato di voler interpretare "un ruolo di rappresentanza dell'Europa": che vuole dire anche "fare crescere la dimensione europea" in settori strategici come le politiche migratorie, la sicurezza dei cittadini e le libertà civili. Settori che "debbono avere unanime riconoscimento in Europa".
Ora, in Italia, ci sarà un rimpasto di governo. E Fini, attuale Vice Presidente del Consiglio è il candidato numero uno per la Farnesina. Ma sull’ipotesi Fini Frattini non si sbilancia e si limita a dire: "La politica estera italiana si è sviluppata secondo una linea di continuità voluta in questi anni dal governo italiano. Io ne sono stato interprete e chi verrà dopo di me continuerà ad esserne interprete".
Ed ecco la nuova Commissione Europea scelta dal neo Presidente José Barroso.
Relazioni istituzionali e vice presidente: Margot Wallstrom (Svezia); Impresa e industria e vice presidente: Guenther Verheugen (Germania); Trasporti e vice presidente: Jacques Barrot (Francia); Giustizia, libertà e sicurezza e vice presidente: Franco Frattini (Italia); Affari amministrativi e antifrode e vice presidente: Siim Kallas (Estonia); Informazione e media: Viviane Reding (Lussemburgo); Ambiente: Stavros Dimas (Grecia); Affari economici e monetari: Joaquin Almunia (Spagna); Politiche regionali: Danuta Huebner (Polonia); Pesca: Joe Borg (Malta); Bilancio: Dalia Grybauskaite (Lituania);
Scienza e ricerca: Janez Potocnik (Slovenia); Istruzione e cultura: Jan Figel (Slovacchia); Sanità e tutela consumatori: Markos Kyprianou (Cipro); Allargamento: Olli Rehn (Finlandia); Aiuti umanitari: Louis Michel (Belgio); Energia: Andris Pielbas (Lituania); Concorrenza: Neelie Kroes (Olanda); Agricoltura: Mariann Fischer Boel (Danimarca); Relazioni esterne: Benita Ferrero-Waldner (Austria); Mercato interno: Charlie McCreevy (Irlanda); Lavoro e politiche sociali: Vladimir Spidla (Repubblica Ceca); Commercio: Peter Mandelson (Gran Bretagna); Politiche fiscali e doganali: Laszlo Kovacs (Ungheria). (Inform)