"One Billion": le ferite invisibili alle vittime delle guerre e del terrorismo Il 3-4 dicembre Congresso internazionale a Roma
Gli interventi del Presidente della Regione Lazio Storace, del Presidente della Provincia di Roma Gasbarra e del Direttore della Caritas Diocesana Di Tora
ROMA - Promuovere un piano di azione internazionale per la cura delle "ferite invisibili" che colpiscono la psiche di circa un miliardo di persone nel mondo e che sorgono a seguito di conflitti bellici e di episodi di violenza privata e terrorismo. Questo l’obiettivo del Congresso internazionale "One Billion" che avrà luogo a Roma il 3-4 dicembre, organizzato dalla Caritas Diocesana in collaborazione con l’Harvard University di Boston, l’Istituto Superiore della Sanità e l’Istituto Studi Superiori Assunzione. Per l’occasione converranno nella capitale oltre 50 Ministri della sanità di altrettanti Paesi. L'evento, che ha ottenuto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e verrà patrocinato dai Ministeri della Salute, degli Esteri, dell’Interno e della Difesa, è stato finanziato dalla Regione Lazio, dalla Provincia e dal Comune di Roma, dalla Farnesina, dall'OIM, dall'Istituto Superiore della Sanità e da altre strutture pubbliche e private.
Il Congresso internazionale rappresenta la fase conclusiva dell'omonimo progetto "One Billion" che gli organizzatori dell'incontro hanno avviato sin dal 2001 quando, nell'ambito della Conferenza di Sarajevo, si definì un'agenda programmatica per lo sviluppo della salute mentale nei Paesi belligeranti. Nel corso dell'appuntamento congressuale dai Ministri della Sanità sarà sottoscritto un specifico "Action Plan" - un documento redatto dall'équipe di ricercatori guidati dal professor Richard Mollica della Harvard University e finalizzato alla promozione di politiche sanitarie coordinate per la salute mentale- e sarà presentato il libro dal titolo "Trauma and the Role of Mental Health in Post - Conflict Recovery". Una pubblicazione, indirizzata alla comunità scientifica ed al mondo della cooperazione internazionale, che approfondirà le implicazioni sanitarie, economiche, istituzionali e migratorie connesse ai traumi mentali post- bellici e da violenza.
La presentazione alla stampa dell'evento è stato introdotta dal Direttore della Caritas Diocesana di Roma Guerino Di Tora che, dopo aver ripercorso il lungo cammino e le tappe fondamentali del progetto "One Billion", ha ricordato che dal congresso romano scaturirà una proposta concreta, volta all'implementazione dei programmi operativi di salute mentale, condivisa dai Governi e dalla comunità, scientifica. "La storia - ha spiegato Di Tora sottolineando come nemmeno l'avvento della democrazia dopo un conflitto possa alleviare la sofferenza provocata dalla violenza - anche nelle epoche più recenti ha dimostrato che la crudeltà dell'uomo non ha limiti. Anche quando il pericolo incombente cessa - ha proseguito il Direttore della Caritas romana - chi è stato colpito troverà sempre ricordi e circostante in cui le sofferenze e le paure riaffioreranno. Sono le ferite invisibili, quelle dell'anima, che per essere lenite hanno bisogno di cure ed interventi specialistici" Di Tora, nel sottolineare le difficoltà che rallentano il difficile percorso verso la pace, ha ricordato i 25 di attività della Caritas romana in Italia e nel mondo e la necessità di coinvolgere nel progetto "On Billion", al fine di dare continuità alle iniziative coordinate di sostegno psichico, i Governi che vivono nell'emergenza e gli organismi di cooperazione internazionale. "Aiutare le vittime della violenza - ha concluso Di Tora- è il passo più importante per seminare la pace".
Il Presidente della Regione Lazio Francesco Storace che si è soffermato sulla necessità di portare all'attenzione dell'opinione pubblica i disturbi della psiche connessi alle violenze di guerra e a quelle private. Problemi post-traumatici che fino ad oggi, nonostante dal 1980 siano stati riconosciuti ufficialmente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, non sono stati affrontati con iniziative organiche. Dopo aver ricordato lo stanziamento fornito dalla Regione Lazio - anche per far fronte a queste emergenze mentali - al poliambulatorio della Caritas romana, Storace ha evidenziato l'esigenza di promuovere un'adeguata accoglienza per gli immigrati che arrivano in Italia e nel Lazio. Una presenza in continua crescita, secondo le recenti stime del rapporto Caritas nel Lazio vivono e lavorano 369.000 stranieri regolari, che per Storace dovrà essere affrontata, al fine di garantire agli immigrati l'accesso ai servizi fondamentali come la sanità, con uno sforzo comune tutte le Istituzioni. Ha infine ricordato sia la consistente attività della Regione Lazio in favore delle vittime dei conflitti - lo scorso anno sono stati portati nel Lazio e curati 97 cittadini stranieri di cui 87 minori - sia l'imminente stanziamento di 500.000 euro per la costruzione nel Kenya di un villaggio per l'assistenza dei bambini sieropositivi.
Da Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma- che ha chiesto la collaborazione della Caritas per l'elaborazione di progetti in favore dei tanti romani bisognosi che abbandonano la Capitale per trovare più facili opportunità di vita nella Provincia - è stato invece sottolineato come il Congresso internazionale sulle "ferite invisibili" si coniughi ad una nuova forma di partecipazione degli enti locali sullo scenario internazionale. Un diverso percorso che va al di là della semplice collaborazione promozionale fra strutture locali e si sviluppa su progetti concreti di sostegno alla persona e finalizzati al ritorno all'armonia sociale della comunità. Una nuova frontiera del dialogo fra enti locali, fondata sulla necessità di dare risposte adeguate ai bisogni sanitari, scolastici, ambientali e lavorativi della persona, che prende vigore proprio mentre i Governi evidenziano i loro limiti per quanto riguarda la pacificazione mondiale. "Nel mondo c'è chi finanzia la guerra - ha proseguito Gasbarra nell'auspicare che il tema della pace esca dall'emergenza ed entri nell'era della pianificazione - e credo che iniziative come queste della Caritas possano portare ad una nuova stagione dei finanziatori della pace". Dal presidente della Provincia è stato inoltre proposto di approntare, nell'ambito del Congresso "One Billion", un tavolo operativo degli enti locali che possa accompagnare, mettere in rete e, ove possibile, anticipare le iniziative dei Governi attraverso la realizzazione di progetti specifici.
Tra gli altri interventi, oltre a quello del Ministro plenipotenziario Lucio Alberto Savoia che ha confermato l'interesse e l'appoggio finanziario del Ministero degli Esteri per questo progetto della Caritas, segnaliamo la riflessione di Gianni Muscettola, docente di Psichiatria dell'Università di Napoli Federico II e rappresentante del Comitato Scientifico dell'iniziativa, che ha ricordato come a tutt'oggi, nonostante i danni ed i costi dei traumi postbellici siano ben conosciuti, sia stato fatto ben poco per il recupero e la ricostruzione mentale degli individui colpiti. Per far fronte a questa lacuna il progetto "One Billion" si prefigge dunque di sensibilizzare su queste problematiche i Ministri della salute dei Paesi interessati e di favorire la nascita di una nuova politica che, attraverso interventi formativi ed educativi, consenta di creare idonee strutture tecniche capaci di intervenire in prima battuta nei vari Paesi. (Goffredo Morgia-Inform)