* INFORM *

INFORM - N. 222 - 3 novembre 2004

Gli ex contrattisti del Consolato di Mendoza (Argentina) si rivolgono al Ministro Tremaglia

"Discriminati e scaricati dopo avere dato il massimo per contribuire a migliorare i servizi per la collettività italiana"

MENDOZA – "La situazione che ci vede attualmente coinvolti è quanto meno paradossale. Dapprima ‘licenziati in tronco’ e poi riassunti da una ditta esterna per lo svolgimento di prestazioni come ‘digitatori’, eseguendo di fatto le stesse funzioni in condizioni precarie, con una retribuzione di circa 1100 pesos argentini (pari a 344 euro mensili). D’altra parte i contratti di digitazione, come previsto dalla stessa legge che li istituì tempo addietro, non vengono intesi, per il loro carattere di temporaneità, come strumento destinato a rafforzare l’organico consolare, bensì a potenziare saltuariamente il solo settore anagrafe".

A denunciare la loro situazione "paradossale", in una lettera a Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel mondo, sono quattro ex contrattisti del Consolato di Mendoza. "Non Le nascondiamo, Signor Ministro, di sentirci considerati come cittadini italiani di serie B, discriminati e scaricati dopo aver dato il nostro massimo impegno per contribuire a migliorare i servizi offerti alla collettività italiana", scrivono i firmatari della missiva che lanciano un appello al Ministro per gli Italiani nel Mondo "affinché il lavoro da noi svolto nei due anni precedenti non venga vanificato".

Un appello mirato, in quanto la figura dei contrattisti assunti in loco per la bonifica, l’aggiornamento e l’allineamento dei dati delle anagrafi consolari con l’Aire nasce con legge a firma del Ministro Tremaglia. Si sentono trascurati dal Ministero degli Esteri gli ex contrattisti. I quali, ricordato come i Consolati, con il sostegno dei Comites, si siano fatti "parte attiva nel sensibilizzare il Ministero per gli Italiani nel mondo e tutte le Autorità di Stato sull’opportunità di una tempestiva e favorevole soluzione del problema" sollevato dai contrattisti nel mondo, sottolineano che "la linea di sostanziale silenzio finora adottata dal Ministero Affari Esteri non ha peraltro affievolito la nostra determinazione nel rivendicare un pronto rinnovo dei contratti scaduti". Rinnovo che consentirebbe di "continuare a svolgere con entusiasmo e dedizione il nostro lavoro in vista dei possibili referendum consultivi del prossimo anno e delle elezioni politiche in programma per il 2006".

Come già altri contrattisti nei Consolati italiani anche quelli di Mendoza denunciano come le carenze di personale creino disagi notevoli nella struttura consolare e fra la collettività italiana. Con il mancato rinnovo dei contratti l’organico consolare si è ulteriormente ridotto, cosicché "solamente 9 persone (5 di ruolo, 3 contrattisti a legge italiana ed 1 a legge locale) sono rimaste a produrre un’enorme mole di lavoro alle dipendenze di un ufficio consolare che ha come riferimento le province di Mendoza, San Juan e San Luis, con una superficie pari a quella dell’Italia, e una collettività di circa 30.000 cittadini anagrafati con circa 25.000 richieste di cittadinanza tuttora da evadere e per lo meno altrettante in attesa di accettazione". "Nonostante le reiterate segnalazioni del Capo Missione al Mae - rimarcano - questo Consolato continua a scontare la mancata sostituzione di due contrattisti a legge italiana. Costoro non sono mai stati rimpiazzati perché il Ministero, interpellato al riguardo, ha ripetutamente sostenuto che la loro partenza era stata compensata dall’arrivo di noi contrattisti a legge locale assunti con le leggi che recano il Suo nome".

I contrattisti, che ringraziano il Ministro Tremaglia "sin d’ora per quanto potrà fare a sostegno della nostra causa comune davanti al Mae", si dicono consapevoli delle attuali difficoltà di bilancio. Ma ritengono anche che "l’impegno economico richiesto per la nostra riassunzione sarebbe minimo rispetto ai vantaggi che ne deriverebbero per la continuità dei servizi consolari". E confidano che in sede di approvazione della Finanziaria 2005 "il nostro appello venga adeguatamente recepito". (Inform)


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