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INFORM - N. 221 - 2 novembre 2004

Donne immigrate in Veneto: una Ricerca dell’Osservatorio Regionale per l’Immigrazione

Zanon: "La Regione sostiene politiche che pongono speciale attenzione alle donne immigrate". "Più rigore contro la clandestinità: il Veneto ha superato la capacità ricettiva"

PADOVA - "La Regione Veneto guarda con particolare interesse al mondo dell’immigrazione femminile, favorendo e sostenendo politiche attive nel territorio che pongano speciale attenzione alle donne immigrate". Lo ha affermato l’Assessore regionale alle Politiche dei flussi migratori, Raffaele Zanon, intervenuto a Padova al Forum delle donne immigrate in Veneto, nel corso del quale è stata presentata la ricerca sulla realtà femminile nella regione curata dall’Osservatorio Regionale per l’Immigrazione. Nei rapporti sull’immigrazione di Caritas e Migrantes e del Cnel, il Veneto compare come seconda regione in Italia per capacità complessiva di integrazione delle persone immigrate. Ma il Veneto è anche la terza con il maggior numero di donne straniere: il 10,5% è residente, il 9% soggiorna nel territorio. Il 68% delle donne si concentra nelle province di Verona (24%), Vicenza (23%) e Treviso (21%). L’Osservatorio Regionale, basandosi sui dati dell’anagrafe regionale sanitaria al 2004, stima gli immigrati presenti in Veneto sui 250 mila, di cui 117 mila circa sono donne: ciò significa che il trend della presenza femminile è in aumento rispetto ai cittadini di sesso maschile. Al 30 giugno scorso, le donne straniere imprenditrici erano il 22%, distribuite nei territori di Treviso (26%), Vicenza (17%), Verona (17%) e Padova (16%).

"L’immagine delle donne immigrate che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio - ha spiegato Zanon - è un’immagine di persone dinamiche che costruiscono un destino per sé e per i loro figli. La ricerca mette in luce anche la forte presenza di donne che giungono sole, con un progetto migratorio personale, lavoratrici che mandano i risparmi nei Paesi d’origine, dove i figli sono rimasti a studiare. Dai risultati dello studio possiamo constatare che la difficoltà maggiore che incontrano le donne immigrate è data dalla conoscenza della lingua italiana, che è lo strumento più importante ed efficace per una integrazione armoniosa. Questo Assessorato vuole ascoltare le donne immigrate perché la donna è il cuore della famiglia, è qualcosa che accomuna i veneti e le donne portatrici di culture diverse che vivono con noi". "Se da un lato la Regione Veneto prosegue nell’attivare veri processi di integrazione per gli stranieri regolari, dall’altro è quanto mai evidente come sia necessaria e prioritaria una politica che contrasti efficacemente il fenomeno dell’illegalità e della clandestinità - ha aggiunto l’esponente della Giunta veneta - Il Governo deve agire con urgenza per perfezionare la legge Bossi-Fini, per rendere più celeri le espulsioni e, con alle Regioni, deve impegnarsi per snellire le procedure burocratiche. In questo quadro sono convinto che si debba fare una svolta nell’introdurre il reato di permanenza in clandestinità sul territorio italiano, che consentirebbe alle forze dell’ordine di attivare opere di contrasto maggiori. Nel Nord Est, e in particolare nel Veneto - ha proseguito l’Assessore - non arrivano più dalle categorie produttive, in quantità così considerevole come prima, le richieste di forza lavoro straniera che hanno reso il Veneto una delle zone italiane di maggior attrazione per gli immigrati. E’ giusto dirlo: non siamo l’America; anzi, nella nostra regione si affaccia un pericolo: quello di dover licenziare o di mettere in cassa integrazione molti lavoratori".

Secondo Zanon "non si può far finta di non accorgersi di ciò che accadrà a breve: ci sarà un aumento delle espulsioni dal mercato del lavoro che riguarderà molti veneti e anche gli stessi stranieri regolari. Si impone, pertanto, una politica di rigore legata ad un utilizzo della manodopera già presente nel Veneto e tesa a favorire i processi d’integrazione per gli stranieri regolari che hanno bisogno impegni economici che, finora, ricadono solo su Regione e sistema delle autonomie locali". Zanon ha concluso evidenziando che "il Veneto ha superato la capacità ricettiva. Mancano 30 mila alloggi, siamo in una fase di ‘emergenza casa’ che investe in particolare gli anziani, le giovani coppie, le fasce deboli e i lavoratori stranieri regolari. Questo richiede grande cautela nell’affrontare le problematiche legate all’immigrazione, e di scongiurare sanatorie indiscriminate facendo una netta distinzione tra immigrazione regolare e non". (Inform)


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