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INFORM - N. 221 - 2 novembre 2004

L’omaggio del Patronato Inca Cgil al Bois du Cazier

MARCINELLE - Nel quadro delle manifestazioni per il cinquantenario del Patronato Inca Cgil in Belgio, una delegazione composta dai massimi dirigenti e quadri provenienti da tutto il mondo, si è recata a Marcinelle, al Bois du Cazier, a rendere omaggio ai 262 lavoratori, di 12 nazionalità diverse, fra cui 136 italiani e 95 belgi. che l’8 agosto 1956 persero la vita nella tragica catastrofe mineraria. Erano presenti il Presidente dell’Inca Aldo Amoretti, il Presidente dell’Inca Belgio Elio Carozza, il Segretario Esteri Antonio Bruzzese e i responsabili Inca di Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Croazia, Slovenia, Venezuela, Australia e Brasile. Hanno accolto la delegazione italiana Silvio Di Luzio e gli ex minatori di Marcinelle, André Liesse e Serge Van Berghem, assessori della Città di Charleroi, Salvatore Cacciatori Presidente del Comites e una rappresentanza del Consolato di Charleroi.

Il ruolo giocato dall’Inca Cgil in quella tragica vicenda fu di notevole importanza: la struttura del Belgio, grazie principalmente all’avvocato Jacques Moins, fu infatti in prima linea per tutto il procedimento giudiziario, in difesa dei diritti dei lavoratori, delle vittime e delle loro famiglie. Di particolare interesse la testimonianza diretta dell’avvocato Jacque Moins: L’affaire Bois du Cazier si svolse in tre istanze: la prima al tribunale di Charleroi, la seconda presso la Corte d’Appello di Bruxelles e l’ultima presso la Corte di Cassazione. Solo il primo grado di giudizio ebbe esito negativo, soprattutto a causa delle forti pressioni esercitate sul magistrato ad opera dei potenti e ricchi proprietari delle miniere.

Ma nel rendere omaggio ai morti e alle loro famiglie - ha ricordato Carozza - dobbiamo anche ricordare i progressi che la legislazione sociale ha fatto dopo quella tragedia, non soltanto in Belgio ma anche in Italia, in Europa e nel mondo. Anche il coordinatore dell’Inca Belgio Stefano Tricoli ha affermato che la tragedia di Marcinelle è l’avvenimento che più d’ogni altro ha segnato l’inizio del processo d’integrazione sociale, economica, culturale e politica dei lavoratori immigrati, non soltanto italiani. A partire da quella tragica data, molte cose sono evolute: grazie all’intervento e alla mobilitazione dei sindacati, si produsse un autentico sconvolgimento del sistema sociale, con effetti progressivamente positivi sulle legislazioni sociali di quasi tutti i paesi dell’Europa. L’immagine del minatore è stata rivalutata dal punto di vista professionale e dei diritti. La figura più generale del lavoratore straniero ha acquisito maggiore dignità, visibilità e credibilità. Gradualmente gli italiani si sono avvicinati ad altre professionalità, e le loro condizioni di vita e di lavoro si sono fatte sempre più simili a quelle dei cittadini belgi di uguale livello sociale. (Inform)


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