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INFORM - N. 220 - 30 ottobre 2004

Il Patronato Inca Cgil festeggia il mezzo secolo di attività in Belgio. I lavori conclusi dal Presidente Aldo Amoretti

BRUXELLES - Restituire nomi e volti alla storia di un’organizzazione che da cinquant’anni è impegnata nella tutela dei lavoratori italiani, è stata la motivazione con cui il Patronato Inca Cgil festeggia il mezzo secolo di attività in Belgio. I lavori sono stati aperti da Elio Carrozza, Presidente dell’Inca Cgil in Belgio, che nel suo intervento ha specificato come il ricordo non può cadere nella nostalgia e quindi l’anniversario oltre a "riscoprire la propria storia deve immaginare e tracciare il cammino per il prossimo futuro".

Antonio Bruzzese, responsabile del Segretariato Estero dell’Inca Cgil ha presentato la nuova iniziativa dell’Inca: un "Osservatorio per le politiche sociali in Europa", uno strumento per conoscere e per mettere in grado l’organizzazione di intervenire attivamente nella tutela dei diritti nella nuova Europa. Bruzzese ha sottolineato come in un momento in cui in Italia, qualcuno discute ancora sulla validità del Patronato, paesi come la Francia e la Turchia hanno chiesto alla Presidenza di avere elementi approfonditi di conoscenza sul tipo di attività svolta dal Patronato, in Italia e all’estero per i lavoratori italiani.

Antonio Panzeri, parlamentare europeo, ha messo in evidenza la situazione paradossale che sta vivendo il nostro Paese: a Roma si firma il Trattato Costituzionale della nuova Europa, con 25 Stati, mentre il Parlamento Italiano approva modifiche alla Costituzione che generano la frammentazione dell'Italia. La Costituzione Europea, se pur inadeguata in alcune parti, apre una fase nuova per tutta l'Europa, Panzeri ha paragonato questo evento all'adozione della moneta unica, ma l'Europa deve fare ancora molta strada verso il suo assetto politico-istituzionale definitivo. Troppi poteri sono ancora controllati dai singoli Paesi, la globalizzazione deve essere l'occasione per affermare, entro il 2010 il modello sociale europeo alternativo a quello Nord Americano e a quello del Sud Est Asiatico.

Concludendo i due giorni di lavori, il Presidente dell'Inca Aldo Amoretti ha ricordato le prospettive che si aprono nella nuova Europa, ribadendo le perplessità sull'impianto complessivo ma anche il valore che questa Costituzione porta per tutta l'Europa. "Non è mai facile conferire poteri a strutture sovrannazionali, anche il Sindacato non riesce a creare una CES forte, autonoma, svincolata dagli interessi particolari delle singole confederazioni". "L’Inca e la Cgil . ha aggiunto Amoretti - dovranno lavorare per garantire un sistema di diritti disponibili per tutti. Bisogna superare le stridenti differenze, sulla sanità ad esempio dobbiamo produrre un'idea di tutela che superi i sistemi sanitari nazionali. Discutere dialetticamente con la Cgil e trovare soluzioni nel sistema complesso della sicurezza sociale, L'Inca, i suoi operatori hanno le capacità, le competenze e la disponibilità per un confronto sereno e produttivo". (Inform)


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