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INFORM - N. 218 - 28 ottobre 2004

Il Comites di Francoforte sulla "precaria situazione" del Consolato

"Ogni riduzione di personale aumenta la disparità di trattamento tra connazionali in Italia e all’estero"

FRANCOFORTE - "Lo Stato italiano nega di fatto ai propri cittadini residenti in Germania i normali servizi di cui usufruiscono i cittadini residenti in Italia". E’ questa la conclusione alla quale è giunto il Comites di Francoforte, presieduto da Stefano Lobello, dopo un esame dell’organico del Consolato italiano. Il Comites di Francoforte in un documento chiede ufficialmente che "venga reintegrato l'organico consolare, ultimamente composto da 37 persone, incluso quello dell'ufficio scuola, ed in particolare che vengano immediatamente coperte le tre posizioni vacanti". Perché "ogni riduzione del personale del Consolato aumenta ulteriormente la disparità di trattamento da parte dello Stato italiano dei cittadini residenti all'estero rispetto ai cittadini residenti in Italia". E anche i 10 contrattisti per l’aggiornamento dell’anagrafe stanno per terminare il loro rapporto di lavoro...

Per dare meglio l’idea della "precarietà della situazione", il Comites ha analizzato le funzioni svolte dal Consolato, confrontandole innanzi tutto con quelle delle istituzioni italiane. Il Consolato di Francoforte attualmente dispone di un organico massimo di 37 persone per 135 mila italiani residenti nella circoscrizione. Mentre un Comune italiano con una popolazione di circa 2 mila abitanti ha un organico di circa 5 persone. Questo significa che mentre nel Comune italiano si ha un rapporto impiegato/cittadino di 1 a 400, per il Consolato il rapporto impiegato/cittadino è di 1 impiegato ogni 4 mila persone. E non consiste solo in ciò lo sbilanciamento. Il Comites fa osservare che i Consolati, compreso quello di Francoforte, svolgono anche altre funzioni (questura, prefettura, ufficio notarile, ufficio di promozione commerciale, assistenza sociale a bisognosi e carcerati, ufficio visti). Senza poi contare l'estensione territoriale della circoscrizione (superiore a quella della Toscana) e le distanze tra cittadino e ufficio (a volte superiori ai 300 km).

Una enorme mole di lavoro per il Consolato di Francoforte, svolto "in un contesto che diventa sempre più difficile", fa notare il Comites evidenziando come la riduzione delle erogazioni sociali decisa dallo Stato tedesco abbia "esasperato" la già difficile situazione dell'ufficio di assistenza sociale sommerso da richieste di contributi da parte di connazionali disagiati. "Non è certo compito dello Stato italiano surrogarsi allo stato tedesco, ma ‘l'assalto’ del Consolato da parte dei connazionali bisognosi è una realtà che deve essere gestita" avverte il Comites. Anche il confronto con amministrazioni consolari di altri Paesi UE "porta ad un risultato alquanto deprimente". Esempio: il Consolato francese a Francoforte, ha un organico di 20 persone per 20 mila residenti in circoscrizione: 4 volte di più del Consolato italiano. E va tenuto presente che il Consolato francese non deve affrontare i tipici problemi della difficile emigrazione italiana come assistenza sociale e problematiche scolastiche.

Una situazione davvero difficile quella del Consolato di Francoforte, che andrebbe risollevata con "l'adattamento dell'organico alle necessità della popolazione residente". Invece il Comites vede totalmente ignorate le proprie richieste: "l'organico non solo non è stato aumentato, ma è de facto diminuito". Anche perché a fine anno scadrà il contratto agli impiegati temporanei assunti per la riorganizzazione e la informatizzazione dell’anagrafe. Il Comites sottolinea la necessità che il Consolato "disponga di un'anagrafe aggiornata che sia alla base di una corretta lista degli elettori" in vista del possibile referendum del 2005 (sulle riforme costituzionali, ndr) e, soprattutto delle elezioni politiche del 2006. Pena il rischio di privare il cittadino del diritto al voto. "Il tanto pubblicizzato voto degli italiani all'estero si rivelerà soltanto una misera bolla di sapone se non si riuscirà a garantire l'effettiva partecipazione dell'elettorato. Ciò sarà inevitabile se non vi sarà un intervento immediato sull'organico consolare", sottolinea il Comites. Ricordando che il Console di Francoforte ha minacciato la chiusura dell’ufficio anagrafe se non disporrà di personale adeguato e che altri Consolati (come quello di Hannover) sono stati già costretti a chiudere temporaneamente l'ufficio passaporti. (Inform)


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