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INFORM - N. 217 - 27 ottobre 2004

Al Cnel un convegno dell’Uil Pensionati sull'evoluzione del sistema previdenziale

Critiche dal Segretario generale Miniati alla riforma del welfare e alla finanziaria del Governo

ROMA - "Questo incontro sulla previdenza si inserisce nel complesso dibattito che stiamo affrontando con il Governo per vedere come la socialità possa essere messa all'ordine del giorno con la dovuta correttezza economica e finanziaria. Oltre alla questione della riduzione della pressione fiscale occorrono infatti certezze sulle prestazioni previdenziali che devono garantire dignità di vita ai pensionati italiani ovunque essi si trovino e versino i contributi. Si tratta quindi di vedere come lo Stato rimetta al centro della riflessione la spesa sociale per gli anziani che tanto hanno fatto per il nostro Paese in termini di impegno lavorativo sia in Italia che all'estero". Il Segretario generale aggiunto della UIL Adriano Musi ha spiegato così gli obiettivi e le finalità del convegno-seminario, organizzato il 26 ottobre al Cnel dalla Uil Pensionati in collaborazione con la Uil confederale, dal titolo "La previdenza cambia: che succede?".

L'incontro, dopo l'indirizzo di saluto del Presidente del Cnel Pietro Larizza che ha ripercorso il lungo iter legislativo del sistema pensionistico italiano ed ha sottolineato la necessità di separare la previdenza dall'assistenza, si è aperto con l'intervento del Segretario generale della Uilp Silvano Miniati che ha in primo luogo espresso un giudizio negativo sulla legge delega in materia previdenziale e sull'insieme delle politiche economiche e sociali della prossima finanziaria. Per Miniati se verrà confermato il modello di "welfare residuale" del Governo, che prevede servizi solo per i più poveri, si passerà infatti da una tutela di diritto ad un'assistenza "dell'elemosina", erogata cioè solo in presenza di eventuali risorse. "Una riflessione generale sul welfare è necessaria - ha poi proseguito Miniati ricordando l'esigenza di approfondire i grandi mutamenti in atto nella nostra società- non però per smantellarlo, ma per innovarlo ed arricchirlo". Per quanto riguarda invece la legge finanziaria Miniati, nel definirla "inefficace e dannosa per le classi più deboli ", ha sottolineato come questa manovra non preveda alcun tipo di risposta per il crescente disagio economico, sociale ed assistenziale degli anziani e delle persone non autosufficienti. Una lacuna che il prossimo 29 ottobre, nell'ambito di apposite assemblee aperte che avranno luogo in ogni Regione, saranno portate all'attenzione dei parlamentari eletti nei vari collegi.

Agostino Siciliano, Segretario nazionale della Uil Pensionati, ha poi approfondito gli aspetti salienti della delega previdenziale varata nell'agosto 2004. Una legge che è stata molto contestata dai sindacati soprattutto per la non reversibilità del bonus per il posticipo del pensionamento anticipato - un meccanismo non contemplato per i lavoratori pubblici - l'innalzamento obbligatorio e senza progressività dell'età pensionabile (65 anni per gli uomini e 60 per le donne) e per i contenuti della futura definizione, tramite delega, dei regimi speciali a favore delle categorie che svolgono lavori usuranti. Tra gli altri interventi segnaliamo quello del docente universitario Giuseppe Alvaro che ha sottolineato l'esigenza di salvaguardare il potere d'acquisto dei pensionati italiani. A tutt'oggi infatti, secondo i dati del Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell'Inps, il 68% delle pensioni rogate non supera i 750 euro mensili. Una fascia retributiva, quest'ultima, che copre l'84% delle donne pensionate. Dopo aver auspicato una maggiore tutela delle donne presenti sul mercato del lavoro, Alvaro ha evidenziato sia la necessità di riformulare, sulla base di nuove e aggiornate documentazioni statistiche, le proiezioni del Ministero del Lavoro sull'andamento della spesa pensionistica dei prossimi 50 anni, sia l'incompatibilità fra l'attuale sistema contributivo e la sempre maggiore flessibilità del mercato del lavoro. Una contraddizione sociale che impoverirà gli anziani di domani.

"Il ruolo dei patronati - ha spiegato nel corso dell'incontro il Presidente dell'Ital-Uil Giampiero Bonifazi - sta cambiando soprattutto a causa dello stato di incertezza che si determina sempre di più nella popolazione a fronte delle varie modifiche del sistema di welfare ed in particolare nei confronti del contesto pensionistico. In ogni modo non sono solo gli anziani a preoccuparsi in modo esclusivo della previdenza ma, fortunatamente, anche i giovani cominciano ad interessarsi a queste problematiche. I patronati - ha proseguito Bonifazi sottolineando come a tutt'oggi gli operatori dei patronati non siano solo tecnici previdenziali ma operino ormai a tutto campo nel sociale - stanno cambiando anche per quanto riguarda le consulenze che sono sempre più approfondite, di qualità e pertinenti alla gestione della previdenza integrativa. Una competenza, affidataci dalla legge, che ci spinge a spiegare alla gente le motivazioni, i pregi e le convenienze degli investimenti previdenziali". (Goffredo Morgia-Inform)


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