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INFORM - N. 216 - 26 ottobre 2004

Regione Toscana: "Pegaso d’oro" all’astrofisica Margherita Hack

Martini: "Ricerca, creatività ed innovazione su cui investire". Hack: "Solo la ricerca può aiutarci a tornare competitivi"

FIRENZE - "Il nostro Pegaso è un cavallo alato pronto a volare verso le stelle" sottolinea il presidente della Toscana, Claudio Martini. E non poteva dunque esserci premio più adatto per Margherita Hack, che delle stelle ha fatto uno ragione di vita, la più importante. All’astrofisica fiorentina il presidente Martini ha consegnato il Pegaso d’oro straordinario 2004. Un cavallo mitologico che è stato anche emblema dei combattenti toscani durante gli anni difficili della lotta al nazifascimo e della Resistenza, prima di diventare il simbolo della Regione. "Un segno di speranza, il segno oggi della lotta ‘disarmata’ per la libertà e la crescita umana" aggiunge Martini. Che ripercorre velocemente tutta la vita dell’astrofisica, la "prima donna che ha diretto un osservatorio astronomico in Italia", a Trieste. E ne ha fatto da poco più di "un club di astrofili qual era, una meta ambita di lunghi soggiorni da parte di ricercatori da tutto il mondo".

La nascita a Firenze, l’infanzia in via Ximenes, astronomo, a due passi da Arcetri e dalla casa di Galileo, quindi gli studi classici e la facoltà di fisica. Martini accenna anche all’appassionato antifascismo a cui Margherita non ha mai rinunciato, al suo ruolo più recente nella lotta alla discriminazione contro le donne. Poi la lunga e brillante carriera di osservazioni al telescopio e di ricerche in astrofisica: Arcetri e l’istituto di ottica a Firenze, Parigi, Utrecht in Olanda, Berkeley in California, Princeton nel New Jersey e tanti altri. Al fianco degli astronomi più importanti. Ha scritto molto la Hack: 250 lavori su riviste internazionali e numerosi testi universitari, anche una singolare "Storia dell’astronomia dalle origini al Duemila ed oltre" che completa quella "Storia dell’astronomia dalla sua origine fino all’anno 1811" scritta dal poeta-filosofoco Giacomo Leopardi. "Viviamo l’epoca in cui il progresso scientifico occupa tutta la nostra vita e in cui scelte ed opportunità - sottolinea Martini - implicano ricadute sull’esistenza ed il futuro di ciascuno. Basti pensare all’energia o alle biotecnologie per comprendere che sempre più la politica sarà chiamata a fare scelte che avranno effetti sugli equilibri delicati che regolano l’esistenza. In questa prospettiva è indispensabile che ci sia uno spazio pubblico dove affrontare le scelte e valutarne gli effetti e diffusa e disponibile una cultura in grado di orientarsi in terreni complessi".

La Hack dal canto suo punta il dito accusatore sulla classe politica "che ci governa e non capisce che se l’Italia vuol tornare a essere competitiva deve incoraggiare la ricerca scientifica e non affossarla, e impedire che i giovani, come sta accadendo, siano costretti ad andarsene all’estero". L’astrofisica ha subito puntato sul tema dei tagli ai fondi per la ricerca. "E’ dalla ricerca, dalla ricerca delle cosiddette scienze pure, come per esempio l’astrofisica, che possono scaturire scoperte e innovazioni capaci di mantenere competitivo un Paese. La classe che ci dirige, incompetente e arrogante, fa solo delle controriforme che in questo settore, come in altri, dalla giustizia alla sanità, ci amareggiano e distruggono tutto ciò che è stato realizzato sino a oggi". La Hack ha ricordato come la scienza astrofisica italiana abbia continuato a ottenere importanti successi, e come la Toscana sia stata in prima fila: al secondo più grande telescopio al mondo, recentemente inaugurato, ha contribuito l’osservatorio fiorentino di Arcetri, a Cascina (Pisa) è stato realizzato un enorme interferometro, strumento che dovrebbe finalmente rivelare quelle onde gravitazionali, previste da Einstein ma mai misurate sin qui. Risultati importanti, per i quali occorre che la ricerca venga incoraggiata, e in particolare i giovani ricercatori: "Le maggiori scoperte scientifiche le fanno i giovani. Ma i giovani devono avere tranquillità economica per potersi dedicare ai loro studi: una tranquillità che con contratti da co.co.co., certamente non possono avere". (Inform)


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