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INFORM - N. 212 - 21 ottobre 2004

Luciano Neri (Cgie) va alla guerra…

ROMA - "Le scelte del Governo impongono al Cgie una profonda riconversione del suo profilo ed una più forte affermazione di autorevolezza e di autonomia nella rappresentazione delle aspettative e dei valori dei milioni di nostri connazionali all'estero". Lo ha dichiarato Luciano Neri - vice coordinatore della Margherita per gli Italiani nel mondo, nonché Consigliere Cgie - facendo riferimento, fra l’altro, alla prossima finanziaria, alle riforme costituzionali, ai "tagli drastici dei sostegni per gli italiani all'estero".

Ma Neri è fortemente critico nei riguardi dell’Esecutivo anche per le recenti dichiarazioni di suoi esponenti: cosa che "rilancia l’idea di un’italietta istituzionalmente e culturalmente arretrata", provocando ricadute negative per l’immagine dell’Italia nel mondo. Non solo: "Tutto ciò viene sentito, e pagato, soprattutto dai nostri connazionali residenti all'estero". Neri, lancia in resta, scende nel campo di battaglia: "la nostra legittimazione" va trovata "sempre più nella capacità di comprendere i problemi delle nostre comunità all’estero, nel saper indicare risposte operative, nella attivazione di iniziative politiche, sociali ed istituzionali evidenti. Evidenti nei tempi, negli obiettivi, nei protagonisti, negli interlocutori e nella controparte".

E’ ora di superare - aggiunge il rappresentante della Margherita nel Cgie - "un consociativismo negativo, un atteggiamento da ‘notte in cui tutte le vacche sono nere’ che tende a presentare un Cgie ‘indistinto’ e tutto proiettato a fare il ‘bene degli italiani all’estero’. Per cominciare a riconoscere la differenza tra chi i tagli li fa e chi li contrasta, tra chi smantella i servizi e chi li vuole mantenere e qualificare, tra chi vorrebbe cancellare i patronati e chi rafforzarne l'insostituibile e storico ruolo di assistenza e protezione sociale, tra chi mina l'unità del Paese e chi la vuole mantenere all'interno di un federalismo solidale" e "tra chi sta con le madri di Plaza de Majo e chi con i dittatori criminali, tra chi crede in Bush e chi nell’Europa, tra chi ha voluto la guerra e chi è contrario".

Per Luciano Neri, queste sono le basi sulle quali "costruiremo il nuovo Cgie a partire dalla prossima sessione" (Roma, 6-11 dicembre), "acquisendo finalmente le stesse modalità di confronto e di distinzione sui problemi che animano il dibattito in Parlamento, nelle istituzioni e tra i cittadini italiani residenti in Italia". (Inform)


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