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INFORM - N. 211 - 20 ottobre 2004

Con la conferenza stampa di Franco Narducci conclusi i lavori del Comitato di Presidenza del Cgie

Gli italiani all’estero devono fare i conti con la Finanziaria 2005

Fondi ai Comites, rete consolare, informazione al centro dell’attenzione. Il CdP ha incontrato Gianni Letta

ROMA - Molta carne al fuoco ha messo il Comitato di Presidenza del Cgie nella tre giorni di lavoro alla Farnesina (18-20 ottobre). Problemi stringenti, e quanto mai attuali, che riguardano le comunità italiane all’estero e che devono forzatamente fare i conti con la prossima Finanziaria... Funzionamento della rete consolare, fondi per i Comites, ventilati tagli ai Patronati. Ma anche l’atteso rilancio di Rai International, l’informazione da e verso le collettività all’estero, il ruolo delle agenzie specializzate.

I capitoli di bilancio della Finanziaria 2005, che direttamente interessano le collettività all’estero, confermano sostanzialmente le somme messe a disposizione della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie nella Finanziaria 2004. Potrebbe sembrare una buona notizia. In realtà non lo è. Poiché, come ha rilevato il Segretario generale Franco Narducci nel corso della consueta conferenza stampa di fine lavori, non viene tenuto conto dei bisogni "reali e datati" delle collettività.

Il CdP che, ascoltata la relazione del Governo presentata dal Sottosegretario Mario Baccini, ha elaborato un documento da sottoporre all’attenzione dell’Esecutivo, chiede un potenziamento delle somme a disposizione della DGIEPM "quanto meno nell’ambito del 2 per cento previsto dal Governo come tetto dell’incremento della spesa".

L’insufficienza di risorse andrà sicuramente ad aggravare la già niente affatto brillante situazione della rete consolare, le cui attività potrebbero subire ulteriori, forti contraccolpi. Il CdP è preoccupato e a ragione, perché se a una rete consolare già in affanno, per carenza di personale e quant’altro, continuano ad essere decurtati risorse e organici è chiaro che tutto ciò avrà ripercussioni negative sulle collettività. E sulla bonifica e l’aggiornamento delle anagrafi. Il non completamento di questa importantissima operazione riproporrà le situazioni di impasse verificatesi già in passato. Non è una cosa che ci si possa permettere. Tanto più che, come ha ricordato Narducci, certe misure sono indispensabili per garantire ai cittadini italiani all’estero il diritto di voto in loco sia per i probabili referendum (riforme costituzionali, fecondazione assistita, ndr) sia per elezioni politiche del 2006. Per questo nel documento il CdP sollecita il Governo ad adottare come base l’anagrafe consolare integrata e confrontata con le anagrafi dei Comuni, "fornendo ai Consolati tutte le risorse necessarie".

E se si parla di Finanziaria non si può non parlare di fondi ai Comites o meglio, come ha precisato Narducci, "di recupero dei fondi dei Comites". Per evitare la paralisi della maggior parte di questi importanti organismi, il CdP chiede il reintegro della cifra decurtata con il cosiddetto decreto tagliaspese del luglio scorso: reintegro che riporterebbe l’importo del finanziamento a 1.140.000 euro. Non solo. Il CdP chiede anche che sia ripristinato il pieno ammontare dello stanziamento iniziale sul capitolo 3106: vale a dire 226.000 euro per consentire l’attività dei Comitati di coordinamento dei Presidenti dei Comites.

Preoccupazioni e richieste che il CdP non si è limitato ad esprimere nel documento. Ha incontrato il 19 ottobre il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta. Al quale è stata rappresentata l’esigenza di dare attenzione alle comunità all’estero, di non penalizzare ulteriormente la rete consolare, di fare in modo che la Finanziaria nel suo percorso in Parlamento non subisca delle modifiche che possano incidere ancora più negativamente sulla collettività. E poi, ancora i fondi per i Comites. Letta, ha spiegato Narducci, ha dato delle "risposte rassicuranti" in merito, impegnandosi a sostenere l’azione dei Ministri Frattini e Tremaglia.

Ma al Sottosegretario Letta è stata avanzata anche un’altra richiesta: la convocazione per il 2005 della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE che, per legge, deve riunirsi ogni tre anni. "Ci auguriamo che Letta possa adoperarsi" in tal senso, ha detto il Segretario generale Cgie. La Conferenza si riunì la prima volta nel marzo 2002. Una prima esperienza che "non ha prodotto i risultati sperati" , ha ammesso Narducci. Ribadendo tuttavia che essa è un importante strumento di programmazione degli interventi verso gli italiani all’estero e che mantenere il rapporto con le regioni nelle politiche di emigrazione "è fondamentale".

Altra questione affrontata in sede di lavori alla Farnesina, il ruolo dei Patronati e il paventato taglio al loro finanziamento. Il CdP, che ha incontrato i presidenti dei coordinamenti Cepa, Ecasa, Epasa, Cipre, ha ribadito il ruolo fondamentale dei Patronati in Italia e per gli italiani all’estero. In un ordine del giorno il CdP chiede di non tagliare loro i finanziamenti. Il taglio, sottolinea il CdP, comporterebbe un aggravio per le fasce più deboli della popolazione senza peraltro rappresentare un risparmio per lo Stato.

E poi l’informazione, da e per verso gli italiani all’estero. Il CdP ha incontrato il Direttore di Rai International Massimo Magliaro e il Presidente della Fusie, nonché Consigliere Cgie, Domenico De Sossi. Occorrono risorse per far fare un "salto di qualità" al canale per gli italiani all’estero che, ha osservato Narducci, "deve anche essere il tramite per la promozione del Sistema Paese". Il CdP a tale proposito sottolinea l’esigenza d concludere il rinnovo della Convenzione fra Presidenza del Consiglio e Rai International.

Questione Rai International in Canada. Rispondendo a una domanda di Inform, Narducci ha spiegato che per il momento non si registrano ulteriori sviluppi anche se continuano le pressioni della comunità in Canada affinché la situazione finalmente si sblocchi. Frattini, dal canto suo, ha sollecitato le autorità canadesi affinché sia data soluzione a questo grave problema e ha affrontato con loro anche la "questione voto" per gli italiani nel Paese nord americano. Altra annosa questione che, al contrario dell’Australia, ancora non ha trovato soluzione.

Non solo Rai International. Per puntare ad una sempre maggiore qualità delle agenzie specializzate, sollecitata dal Cgie, la DGIEPM ha deciso di fissare una serie di criteri oggettivi. "In questo modo si auspica un ulteriore passo per la specializzazione delle agenzie" ha commentato il Segretario generale.

Narducci sul fondo di solidarietà delle Regioni per l’Argentina

Infine, il Fondo di solidarietà delle Regioni per l’Argentina. Inform ha chiesto a Narducci delucidazioni riguardo la notizia che la maggior parte dei fondi sarebbero stati dirottati dalle Regioni verso altre destinazioni o ritirati perché non utilizzati. "Non mi pare che la cosa stia in questi termini - ha chiarito Narducci.- Vi è stato un dibattito molto acceso nell’ultimo anno soprattutto perché le delegazioni del Cgie in Sud America avevano sollecitato soluzioni e avevano rilevato un bacino di indigenza. Quello che è emerso a Buenos Aires (durante la riunione della Commissione Continentale America Latina, tenutasi recentemente, ndr) è che effettivamente siamo passati dalla ipotesi di intervento per i bambini di Tucuman a una ripartizione e attribuzione di questi fondi a tale bacino di indigenza. Tutto questo, devo dire, e io personalmente l’ho rimarcato a Buenos Aires, tagliando fuori il Cgie".

E’ stata fatta una ripartizione dei fondi cambiandone la direzione e ciò senza meccanismi di trasparenza. Dalle tabelle che ho visionato risulta che gran parte di quel fondo - il 70-80% - è stato distribuito in un’unica circoscrizione consolare. E non si capisce con quali meccanismi. Non si può, dopo che era stato insediato un Comitato tecnico a Buenos Aires di cui faceva parte anche la rappresentanza del Cgie dell’Argentina, prendere delle decisioni in modo così autonomo. Ma nella Commissione a Buenos Aires - ha sottolineato Narducci - non si è parlato affatto di fine di questo fondo". (Simonetta Pitari-Inform


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