Svizzera - Un nuovo sindacato per affrontare le nuove sfide del mondo del lavoro
Assenti nella direzione di UNIA i rappresentanti dei lavoratori migranti che costituiscono oltre il 50 per cento di tutti gli iscritti
BASILEA - La giornata del 16 ottobre troverà certamente spazio nella storia del movimento operaio svizzero. In questo giorno a Basilea è stato scritto l’ultimo atto di una lunga riflessione sul futuro delle organizzazioni sindacali. È nato, per volontà di cinque sindacati: FLMO, SEI, FCTA, Unia e ACG, il nuovo sindacato UN1A. La nuova organizzazione rappresenterà contrattualmente e politicamente, oltre ai 200 mila iscritti, centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori occupati nei settori dell’edilizia, dell’industria, dell’artigianato e del settore terziario. A sancire l’atto di nascita di UN1A c’erano 1300 delegati che all’unanimità hanno votato a favore del nuovo sindacato. Tra di loro c’erano anche rappresentanti dei lavoratori migranti che costituiscono, nell’UN1A, oltre il 50 percento di tutti gli iscritti.
Al congresso di Basilea ci sono stati momenti di intenso dibattito sindacale e politico che hanno avuto il loro apice con la presentazione della mozione delle sezioni ticinesi. I delegati della Svizzera italiana hanno proposto all’UN1A di indire un referendum per impedire che la libera circolazione dei lavoratori, sancita dagli accordi bilaterali con la UE, non divenga uno strumento in mano al padronato per smantellare e svuotare i contratti collettivi di lavoro (CCL) e per dare avvio, con l’aiuto degli uffici per il lavoro interinale, ad una campagna al ribasso dei salari minimi sanciti dagli accordi contrattuali dopo lunghe e dure lotte sindacali. Un dibattito dai toni duri ma sempre nella logica di un sindacato che vuole essere il garante degli interessi dei lavoratori indigeni e della manodopera al seguito di imprese dei paesi europei che svolgono attività lavorative in Svizzera. Le misure di accompagnamento, richieste a suo tempo dai sindacati, non vengono applicate o sono inesistenti come, purtroppo, anche le Commissioni tripartitiche preposte a fare rispettare l’applicazione degli accordi sottoscritti.
La maggioranza dei delegati ha respinto la proposta della sezione sindacale ticinese e ha votato per la controproposta del Comitato centrale, che non misconosceva le ragioni e le preoccupazioni dei sindacalisti ticinesi, ma chiedeva di aspettare il dibattito e le decisioni del parlamento che affronterà la questione nella prossima sessione. Al Parlamento ed al governo si chiedono misure di accompagnamento più efficaci agli accordi bilaterali e di controllare e garantire, tramite le Commissioni tripartite, il rispetto e l’applicazione dei CCL. Anche la Consigliera federale Micheline Calmy-Rèy, intervenuta al congresso, ha garantito il suo impegno a favore delle richieste del sindacato.
Alla guida di UN1A sono stati chiamati gli ex presidenti della FLMO e del SEI Renzo Ambrosetti e Vasco Pedrina. È stato eletto un nuovo Comitato centrale e tutte le commissioni amministrative e sindacali. Quello che manca nella direzione del nuovo sindacato è la presenza di rappresentanti dei lavoratori migranti che come detto costituiscono oltre il 50 per cento di tutti gli iscritti. I delegati hanno accettato una dichiarazione d’intenti, proposta dal Comitato centrale congiunto, con la quale il sindacato s’impegna, nel corso del prossimo mandato a integrare maggiormente i lavoratori migranti iscritti. Altresì a garantire al prossimo congresso, tra quattro anni, una giusta rappresentanza di questi lavoratori nelle strutture centrali (Comitato direttivo) e in quelle periferiche (sezioni e regioni). Sinceramente, anche con questo palliativo, la proposta ci sembra poca cosa dopo tanti anni di nostro impegno sindacale e di lotte per dare forza e mezzi al movimento svizzero dei lavoratori. Questo è un tema sul quale ritorneremo e che interessa tutti coloro che hanno a cuore il futuro del sindacato e della "nostra" società. Come abbiamo fatto finora continueremo ad impegnarci per sostenere, anche criticamente, il nuovo UN1A dibattendo su tutte quelle questioni che possono fare avanzare il movimento di tutti i lavoratori e renderlo atto ad integrarli socialmente e politicamente. Al congresso sono intervenuti anche Ruth Dreyfus gia consigliera federale, Paul Rechsteiner presidente dell’Unione sindacale svizzera, Hans-Jürg Fehr presidente del Partito Socialista svizzero ed alcuni rappresentanti delle organizzazioni sindacali internazionali. (Bruno Cannellotto-Inform)