Riflessioni e considerazioni sull’ultima riunione del Comites di Maracaibo
MARACAIBO - Nella riunione del Comites del 15 settembre, nelle "Varie" si è toccato il tema del rinnovamento del personale che lavora nei Consolati italiani in Venezuela. Il tema in questione, introdotto dal Signor Margiotta, spiega come prossimamente, è dire per fine d’anno, il Consolato Italiano in Maracaibo rimarrà con la metà del personale che aveva all’inizio, a causa della scadenza del servizio dei contrattisti e del raggiungimento dell’età pensionabile per quelli di carriera. Bisogna premettere che si è avuto il piacere di avere la partecipazione di due dei nuovi membri eletti del CGIE specificamente dei Dottori Michele Coletta e Nello Collevecchio i quali sono intervenuti dicendo che i tre membri del CGIE hanno già segnalato a Roma questa problematica sollecitando allo stesso tempo una soluzione tempestiva in quanto ai gravi problemi di carattere anagrafico, di servizi consolari, e nel futuro elettorali che potremo avere nella circoscrizione. I membri del CGIE hanno continuato dicendo che Roma aveva già dato una prima risposta su questo tema dicendo che la Finanziaria aveva ridotto notevolmente le spese di questo tipo e pertanto le sedi consolari non potevano contare sul cambio del personale uscente in quanto non si sarebbero potuti aprire nuovi concorsi; tema sul quale i sindacati insistono. Con la finalità di risolvere questo problema e di migliorare e snellire il lavoro per i servizi consolari, il Dott. Nello Collevecchio ha spiegato che a Caracas (con il beneplacito dell’autorità consolare), nell’Hobby della Casa d’Italia è stata fatta una prova di efficienza aprendo una "Finestra Consolare".
I risultati sembrerebbero soddisfacenti in quanto fino a questo momento si sono aggiornate più di mille schede consolari oltre ad altri servizi. Il suggerimento dato da Collevecchio è quello di procedere in questa direzione, ma io personalmente ho dei dubbi circa l’aspetto legale ed etico di questa iniziativa che riveste senza dubbio una partecipazione attiva ed efficiente nella risoluzione dei problemi dei nostri connazionali. I dubbi hanno fondamento sulle seguenti considerazioni: 1) le istituzioni o uffici che potrebbe autorizzare il Consolato, per la loro collaborazione, sono quelli che dal punto di vista giuridico-legale hanno dei legami con lo stesso Consolato e/o con il Governo italiano; 2) queste istituzioni sono il Comites, i Patronati, le Associazioni regionali e le Associazioni che ricevono sussidi dal Governo italiano per l’aiuto dei connazionali; 3) le varie Associazioni italiane sorte in Venezuela con fini sportivi, di divertimento o semplicemente di incontro e culturali, non hanno la dovuta competenza per partecipare a questo tipo di lavoro sociale. Inoltre, si creerebbe un interesse di parte in quanto ne beneficerebbe solamente quel gruppo di connazionali appartenenti a quell’associazione o club; mentre l’idea originale è quella di beneficiare i connazionali con scarse risorse economiche e non di favorire ulteriormente quelli che possono pagare le mensilità del Club.
In conclusione, io penso che l’appoggio che dovrebbe ricevere il Consolato in questo periodo di transizione deve provenire dalla disponibilità del Comites in prima istanza, dai Patronati in seconda istanza e infine dalle distinte Associazioni regionali che in qualche modo rivestono un certo grado di competenza. Molta attenzione dovranno osservare i funzionari pubblici che affideranno gli incarichi; in quanto è facile esporsi a critiche.
Per chiudere su queste considerazioni e riflessioni, personalmente spero che nella prossima riunione si possa concretizzare qualcosa che cominci a essere operativo immediatamente, per lo meno nella nostra circoscrizione, e dimostrare alla comunità a cui apparteniamo che il loro voto non è stato solamente un segno sulla cartolina elettorale. (Giuseppe Malandrino, Segretario del Comites di Maracaibo/Inform).