In Italia il Presidente dell’Egitto Hosni Mubarak
Ciampi: "La responsabilità di costruire la pace è un dovere per tutti". "Italia unita nella lotta al terrorismo"
ROMA - "Tutti gli italiani piangono Sabrina e Jessica, le cui giovani vite sono state barbaramente stroncate a Taba, insieme a quelle di tanti innocenti di altre nazionalità, da mano terrorista. L’Italia proseguirà con forza, insieme con i governi e i popoli amanti della pace, la lotta al terrorismo fino a debellare questi nemici dell’umana convivenza’’. Questo il messaggio che il Capo dello Stato aveva inviato alla famiglia delle due giovani rimaste uccise nell’attentato di Taba. E l’11 ottobre dopo il colloquio in Quirinale con il Presidente egiziano Hosni Mubarak, Carlo Azeglio Ciampi ha nuovamente ricordato che "l’esecrabile attentato terroristico" ha "falciato tante vite innocenti a Taba: fra di esse le nostre due concittadine di Dronero". "Siamo vicini alla loro famiglia, partecipi del loro straziante dolore" ha detto il Presidente della Repubblica nell’incontro con la stampa. Sottolineando che "il terrorismo è un flagello che va combattuto e sradicato". Con il Presidente Mubarak, con il quale gli "incontri sono sempre stimolanti; riflettono un efficace dialogo politico, intensi scambi commerciali, una fruttuosa collaborazione nella difesa, nella cultura, nell’archeologia", "condividiamo, nel Mediterraneo, comuni obiettivi di stabilità, di progresso economico, di avanzamento sociale e civile". "Ci adoperiamo entrambi per dare contenuto al dialogo fra Occidente e mondo islamico", ha sottolineato Ciampi. Lanciando un monito alla nuova Commissione Europea che sta per insediarsi a Bruxelles. "Un Mediterraneo unito è protagonista. Diviso, diventa marginale", ha detto osservando anche che "non potrà esservi duratura pace nel Mediterraneo senza il superamento del conflitto israelo-palestinese". "Ho ben presente le considerazioni che ci trovarono concordi in un incontro con il Presidente Mubarak, all’indomani dei tragici attentati dell’11 settembre 2001, sulla perversa connessione tra terrorismo e conflitto israelo-palestinese; di conseguenza, sulla necessità di dedicare il massimo impegno al raggiungimento della pace in quella martoriata terra", ha precisato il Capo dello Stato constatando che "purtroppo, da allora non vi sono stati progressi nell’applicazione della road-map; la spirale della violenza si è aggravata. Troppi palestinesi vivono in una nera disperazione; troppi israeliani si sentono insicuri". "Se questa paralisi dovesse protrarsi, la ripresa del dialogo diventerà impossibile" ha avvertito Ciampi.
Per quanto riguarda l’Iraq, il Presidente ha evidenziato che lo svolgimento di una conferenza internazionale in Egitto nelle prossime settimane "potrà contribuire alla stabilizzazione" del Paese. E che per la UE la Conferenza "è anche un’occasione per presentarsi unita" e per i Paesi arabi e musulmani "il punto di partenza per un loro pieno impegno nella pacificazione dell’Iraq".
"La responsabilità di costruire la pace è un dovere per tutti" ha aggiunto Ciampi sottolineando che "l’Italia non ha partecipato all’intervento militare in Iraq nel marzo 2003. Su mandato del Parlamento vi ha inviato, dopo la conclusione del conflitto, un proprio contingente nel quadro di una missione umanitaria, oggi nell’ambito della Risoluzione 1546 dell’Onu". "L’Italia - ha concluso il Capo dello Stato - è unita nella lotta al terrorismo, convinta della necessità sia di sventare tragici attentati, sia di migliorare le condizioni economiche e sociali di popoli che vivono nella miseria e dove, più facilmente, può attecchire la propaganda del terrorismo". (Inform)