In Baviera saranno smantellati i corsi di lingua e cultura di madrelingua
Le Acli si rivolgono all’Ambasciatore Fagiolo e al Console Generale Scarlata
MONACO DI BAVIERA - Lo scorso 14 settembre il Consiglio dei Ministri della Baviera, su proposta del Ministro della Cultura e dell’Istruzione Monika Hohlmeier, ha deciso di cancellare, nell’arco dei prossimi cinque anni, i corsi di lingua e cultura di madrelingua (MEU). Una notizia "passata quasi in silenzio e che lascia esterrefatti per la rapidità deliberativa ma, soprattutto, per la gravità dei contenuti e delle conseguenze", scrive il Presidente delle Acli della Baviera Carmine Macaluso in una lettera aperta all’Ambasciatore d’Italia in Germania Silvio Fagiolo. Macaluso (che si è rivolto il 10 ottobre anche al Console d’Italia a Monaco Francesco Scarlata, chiedendo la convocazione di tutto il corpo docente MEU in Baviera ), chiede all’Ambasciatore Fagiolo di intervenire presso le autorità bavaresi e il governo italiano, "al fine di rivedere posizioni assunte e, soprattutto, comprendere come, attraverso quali eventuali alternativi percorsi, salvaguardare il diritto sancito al mantenimento della propria lingua e cultura".
Le Acli Baviera esprimono "veemente protesta e dissenso" e denunciano "la gravità di scelte politiche che all’integrazione antepongono l’assimilazione". La decisione di "smantellare a azzerare" i corsi, fa osservare Macaluso, è stata presa senza consultare e coinvolgere le parti: genitori, insegnanti, espressioni associative o politiche straniere. "Dall’alto la mannaia cala impietosa e cancella istituzioni, in Baviera, che da decenni, in tanti casi uniche, garantiscono il mantenimento della lingua e cultura madre" . Una grave decisione che non penalizza soltanto la collettività italiana ma va a colpire, più in generale, gli aspetti multiculturali della realtà tedesca, osserva Macaluso. Il Consiglio dei Ministri della Baviera ha motivato il voto ponendo l’accento sulla priorità dell’insegnamento tra le comunità straniere della lingua tedesca: con le risorse risparmiate, eliminando i corsi di lingua e cultura, verranno finanziati ulteriori interventi nella fascia prescolastica a sostegno dell’apprendimento precoce del tedesco.
Ma il Presidente delle Acli in Baviera ricorda che proprio in occasione della recente Conferenza di Berlino "I ragazzi italiani nel sistema scolastico tedesco: problemi e prospettive"- promossa dall’Ambasciata d’Italia e alla quale hanno preso parte anche rappresentanti di spicco della Conferenza federale tedesca dei Ministri della cultura e pubblica istruzione - era stata ribadita "la doppia raccomandazione di accogliere l’invito della Commissione europea di diffondere lo studio delle lingue nei sistemi scolastici nazionali e di rivalutare, con i fenomeni dell’emigrazione all’interno dell’Europa, i processi d’apprendimento della lingua e cultura d’origine, condizione necessaria non solo per un equilibrio della personalità ed identità del discente, ma soprattutto per il successo scolastico e di fattiva integrazione". In terra bavarese risiedono e lavorano circa 100 mila connazionali, il flusso migratorio dall’Italia non si è arrestato, e vi è concentrato il 10 per cento della popolazione scolastica italiana in Germania. "Per l’assistenza scolastica si spende meno dell’1 per cento dei complessivi 15 milioni di euro che lo Stato italiano investe in Germania" ricorda Macaluso sottolineando come la Conferenza di Berlino abbia "ridato slancio e respiro al dibattito sul successo scolastico italiano in Germania " e come le parti sociali siano "pronte ad un contributo di idee ed azione per uscire da un labirinto di fallimenti e frustrazioni". "I tagli annunciati in Baviera smorzano la fiducia in una condivisa volontà di cooperazione ed impongono nuove riflessioni, strategie e determinazioni", conclude il Presidente delle Acli Baviera.
Come accennato, oltre che all’Ambasciatore Fagiolo, Macaluso ha scritto anche al Console generale d’Italia a Monaco, Francesco Scarlata. E "interpretando una forte esigenza dei colleghi insegnanti e coinvolgendo il Consolato e la Circoscrizione consolare di Norimberga" ha chiesto la convocazione di tutto il corpo docente MEU in Baviera, "per una necessaria esaustiva informazione ed una comune riflessione sui passi da intraprendere".Anche nella lettera a Scarlata il Presidente Acli Baviera ribadisce come sia "perlomeno inadeguata la forma attraverso cui un’intera categoria debba apprendere decisioni politiche di gravità notevoli non solo per il proprio futuro professionale, ma soprattutto per conseguenze che interessano l’intera collettività italiana ed oltre, senza essere stata minimamente avvisata o coinvolta nei processi deliberativi". Macaluso motiva la richiesta di convocazione: l’Assemblea, che potrà essere aperta al contributo di tutte le forze sociali e di rappresentanza, "dovrà porsi la legittima domanda sulle azioni da intraprendere per garantire in Baviera, per le giovani generazioni d’italiani, un costruttivo percorso d’apprendimento della lingua e cultura d’origine, in alternativa, se veramente la decisione d’azzerare i corsi d’italiano fosse irrevocabile".
Sarà inoltre "importante conoscere i passi che il Governo italiano intende intraprendere", poiché "l’aspetto politico della trattativa richiede un interlocutore di pari livello, per unificare gli sforzi nella difesa degli interessi e di diritti sanciti in Europa per le minoranze etniche e/o per gli emigranti". I connazionali in Baviera, "consapevoli del positivo contributo fornito in decenni di permanenza e di lavoro ritengono di potere continuare ad alimentare circuiti virtuosi e rappresentare un elemento d’arricchimento nella società tedesca in quanto italiani, con un apporto autentico ed originale". Ma, avverte Macaluso, "per permettere questi processi l’approccio, il mantenimento e l’opportunità d’approfondimento della propria lingua e cultura, rimane una tappa ed una premessa irrinunciabile". (Inform)