Discusse a Chianciano Terme le prerogative e le finalità operative dei Direttori diocesani della Migrantes
Proposta l'istituzione in ogni diocesi di un segretariato di coordinamento dell'attività socio- pastorale per i migranti
ROMA - Il convegno nazionale dei Direttori diocesani della Migrantes sul tema "Benedetto colui che viene" (Chianciano Terme 27-30 settembre) è stato caratterizzato da tre relazioni guida, che hanno dato vita ad approfonditi dibattiti, e dalle testimonianze di alcuni tra i tanti che affrontano quotidianamente e in prima persona le problematiche della mobilità umana. Presenti all'incontro 250 fra direttori diocesani e collaboratori in rappresentanza di 117 diocesi. Mons. Bruno Maggioni, il primo relatore del convegno, si è soffermato sulla visione biblica delle migrazioni. In pratica il punto di partenza da cui scaturisce quella spiritualità migratoria che dovrebbe ispirare l'operatore pastorale e tutta la comunità cristiana. Della visione ecclesiologica ha invece parlato mons. Pietro Fietta. Docente del Seminario di Treviso e parroco in un'area ad alta presenza di immigrati, egli ha ricordato come l'accoglienza dello straniero, fondata sul dialogo, rappresenti un segno di sensibilità evangelica del cristiano e gli consenta di scoprire la sua dimensione di "essere per l'altro". E' stata poi la volta della docente di Geopolitica all'Università di Napoli Giuliana Martirani. Approfondendo il tema "La novità dell'altro: paure e ricchezze", ha messo in evidenza come la presenza del diverso possa produrre nella collettività un'istintiva reazione di allarme e di autodifesa. Atteggiamenti negativi che potranno essere stemperati e superati solo attraverso un sereno confronto.
Tra le numerose testimonianze, che si sono intercalate alla relazioni, quelle dei coniugi Flaviano e Monica Ravelli per il settore dei circhi e luna park, di Gianluca Galliani e German Kolchenko per i marittimi, dell'albanese Linda Kristo, collaboratrice pastorale in una parrocchia di Macerata, e a nome delle comunità italiane all'estero di Sergio Locatelli, un emigrato che vive da 40 anni in Svizzera.
Nel dibattito, che è stato analizzato in chiusura di convegno da mons. Silvano Ridolfi, ha preso la parola anche il Direttore generale della Migrantes mons. Luigi Petris che, pur esprimendo soddisfazione per la vitalità della Migrantes in tante diocesi, ha però sottolineato la necessità di esortare con coraggio e di richiamare alle loro responsabilità i parroci che si confrontano con il fenomeno migratorio. Un "gregge", quello dei migranti, che corre spesso il rischio di rimanere sperduto. Petris, dopo aver evidenziato lo spirito missionario e l'impegno delle suore che quotidianamente si trovano in prima linea con i migranti, ha sottoposto all'attenzione dei partecipanti anche un ampio studio sul ruolo, le funzioni e le prerogative del Direttore diocesano Migrantes. Il documento, dopo l'esame e il suggello della Commissione Episcopale per le Migrazioni, sarà inviato ai Vescovi delle varie diocesi.
Il Direttore nazionale della pastorale per gli Italiani nel mondo, don Domenico Locatelli, ha invece annunciato la nuova dimensione europea del Convegno nazionale della Migrantes che si terrà a Bellaria-Igea Marina dall'11 al 14 aprile 2005. All'incontro, che cercherà di individuare attraverso il confronto fra gli operatori migratori piste di lavoro comuni - che trovino ispirazione anche nella memoria missionaria fra gli italiani all'estero - prenderanno parte i delegati nazionali, i missionari e gli altri operatori pastorali delle Missioni cattoliche italiane in Europa insieme che si confronteranno con gli addetti alla pastorale degli immigrati in Italia.
Il Presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, cardinale Stephen Fumio Hamao, presente per tutta la durata del convegno, ha illustrato la recente Istruzione pontificia: "Erga migrantes caritas Christi" ed ha ribadito la sua soddisfazione di sentirsi accolto "quale amico tra gli amici". E’ stata infine presentata l'indagine conoscitiva della Migrantes sulla situazione nelle Chiese locali che, pur evidenziando un contesto di luci ed ombre, ha però fatto intravedere buone prospettive per l'eventuale costituzione in ogni diocesi di un segretariato che consenta di coordinare in una pastorale d'insieme le varie forze socio- pastorali che si occupano dei migranti. La proposta è già stata sintetizzata nella Lettera alle comunità cristiane "Migrazioni e Pastorale d'insieme". Un documento, ispirato alle risultanze del Convegno di Castelgandolfo dal titolo "Tutte le genti verranno a te", che è stata approvata dal Consiglio Episcopale Permanente e che sarà presto trasmesso a tutte le diocesi. (Goffredo Morgia-Inform)