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INFORM - N. 200 - 8 ottobre 2004

Il Presidente del Consiglio a Tripoli

Gheddafi a Berlusconi: "Gli italiani espulsi potranno tornare in Libia"

Il 7 ottobre: da Giornata della vendetta a Giornata dell’amicizia verso l’Italia

TRIPOLI - 7 ottobre: non più giornata nazionale della "vendetta", bensì dell’"amicizia" verso gli italiani. Che nel 1970 furono espulsi dalla Libia e che ora, anche se non riavranno i beni confiscati, potranno tornare per rivedere i luoghi nei quali hanno vissuto. Il leader libico Muhammar Gheddafi lo ha promesso al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della sua visita ufficiale a Tripoli. La promessa del colonnello libico, fatta proprio il 7 ottobre, durante l’inaugurazione del nuovo gasdotto dell’Eni (che collega Mellitah a Gela, in Sicilia), si può considerare il primo risultato del nuovo corso dei rapporti tra Roma e Tripoli.

Il 1 settembre 1969 Gheddafi prese il potere… e il destino di 20 mila italiani fu inesorabilmente segnato. Nei drammatici giorni della jalaa (della cacciata) gli esuli furono costretti a compiere a ritroso il viaggio dei 20 mila che nel 1938 erano sbarcati in terra libica. Il 7 ottobre è finora la festa della vendetta contro l’Italia: una giornata rievocativa dell’espulsione dei connazionali dal Passe e delle confisca di tutti i loro beni, compresi i contributi previdenziali. D’ora in poi non lo sarà più. Si apre una nuova pagina.

Ora colui che li cacciò ricorda che il ritorno degli esuli era all’ultimo punto dei negoziati aperti dal precedente governo italiano, ma in considerazione del ruolo giocato dall’"amico Berlusconi" anche nella revoca dell’embargo decisa dall’Unione Europea alla Libia, "si è deciso di anticipare questo capitolo".

Una promessa, quella del leader libico, in risposta alla precisa richiesta di Berlusconi, che ha dichiarato pubblicamente di ‘‘aver ricevuto una delegazione di anziani italiani, che hanno avuto l’onore di nascere sulla terra libica. Mi chiedevano di venire a visitare, con i loro parenti la casa e i luoghi dove sono nati. Chiedo al leader Gheddafi di consentire che questo avvenga, per lasciare il passato alle nostre spalle e guardare insieme al futuro di amicizia dei nostri due popoli’’.

"Chiederemo al popolo libico di consentire agli anziani italiani che sono ancora in vita di tornare dove sono nati e cresciuti" ha detto Gheddafi, sottolineando che "L’Italia è un amico della Libia" e che se "nel passato il 7 ottobre ci incontrammo sul campo di battaglia e di vendetta, oggi ci incontriamo da amici".

Concetto ribadito anche da Berlusconi: ‘‘I nostri due popoli da qui in avanti saranno sempre dalla stessa parte, saranno sempre, sempre amici". Libia e Italia, ha aggiunto, "hanno sempre collaborato anche nei momenti più difficili degli ultimi anni".

Molto soddisfatto il Vicepresidente Gianfranco Fini. "E’ – ha commentato - un importante risultato che da tempo abbiamo richiesto e auspicato". Fini dà atto a Berlusconi della "forte determinazione con la quale si è battuto per raggiungere questo obiettivo" e a Gheddafi della "volontà di superare le divisioni del passato per inaugurare una nuova grande stagione di amicizia tra i due popoli".(S.P.-Inform)


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