Riforme costituzionali: il dibattito alla Camera
Sul numero dei parlamentari della Circoscrizione Estero muro contro muro fra maggioranza ed opposizione
ROMA - Una Camera dei Deputati meno affollata rispetto ad oggi, ma sicuramente rappresentativa dei nostri connazionali all'estero quella che emerge dal dibattito parlamentare sulla legge di modifica della seconda parte della Costituzione tuttora in corso a Montecitorio. Con l’approvazione dell'articolo 2 della riforma costituzionale, che ha ottenuto 217 sì e 156 no, sono stati infatti fissati gli aspetti numerici della nuova assemblea che sarà composta da 500 parlamentari nazionali e da 18 deputati della Crcoscrizione Estero. Un salto numerico, quello compiuto dai rappresentanti dei nostri connazionali nel mondo, che non è però occasionale, ma va interpretato in un'ottica compensativa per l'ormai certa eliminazione dal futuro Senato federale (che sarà eletto nel 2011) dei sei seggi della Circoscrizione Estero. Un aggiornamento delle posizioni, volto a mantenere il complessivo numero di parlamentari in rappresentanza delle nostre collettività nel mondo, frutto però di un dibattito complesso e ricco di contrasti.
Nel momento cruciale della discussione, quando cioè si è dibattuto e respinto - con 206 no e 174 si - il subemendamento del deputato Giancarlo Bressa (Margherita-U) che chiedeva di riportare a 12 il numero dei deputati della Circoscrizione Estero, il confronto è diventato più intenso e se da una parte numerosi senatori, come Riccardo Marone (Ds), Marco Boato (Verdi) e Antonio Boccia (Margherita) hanno posto in evidenza il rischio che i 18 deputati degli italiani all'estero possano incidere in maniera eccessiva sugli equilibri del Parlamento, dall'altro lo stesso Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, è intervenuto per ricordare (verdi Inform n. 197) l'ormai raggiunta parità dei diritti fra i nostri connazionali all'estero e quelli in Patria e per auspicare su questa tematica un'azione congiunta delle forze di maggioranza e d'opposizione. Il Ministro ha inoltre rilevato come a tutt'oggi, se venisse applicato anche alla circoscrizione Estero lo stesso rapporto che sussiste fra i parlamentari in Italia ed i loro elettori - pari ad un eletto ogni 115.000 abitanti - i nostri connazionali nel mondo dovrebbero essere rappresentati da almeno 31 deputati.
Di tutt'altro parere invece Ugo Intini (Sdi) che, nel ribadire il rischio della creazione di un gruppo parlamentare di pressione troppo numeroso e forte, si è detto convinto della necessità di eliminare questo "pasticcio" con un referendum. Segnaliamo inoltre, insieme all'intervento del deputato di An Nicolò Cristaldi che ha elogiato gli italiani nel mondo ed ha chiesto di non dimenticare la loro piena appartenenza al nostro Paese, la voce fuori dal coro del capogruppo dei Ds alla Camera Luciano Violante che, al fine di definire in maniera preventiva ed univoca i compiti e le funzioni delle nuove assemblee parlamentari, ha sostenuto l'esigenza di un rinvio del dibattito sulla composizione della Camera e del Senato. Un'ulteriore riflessione su questa tematica è stata chiesta anche da Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita, che pur ritenendo eccessiva l'incidenza del 4% sull'assemblea dei deputati eletti all’l'estero, ha chiesto un momentaneo accantonamento.
Della necessità di ritornare alle origini della riforma ha invece parlato l’on. Gerardo Bianco (Margherita) che ha inoltre auspicato l'istituzione di un'Assemblea costituente che, alla luce della volontà popolare, rielabori la parte seconda della Carta costituzionale. Da ricordare infine - oltre all‘intervento del deputato dei Ds Valerio Calzolaio che ha sottolineato l'esigenza di recuperare con una rapida bonifica delle liste anagrafiche gli 800 mila italiani all'estero tuttora esclusi dalle consultazioni elettorali – l’esito delle votazioni sull'articolo 3 della riforma che ha anche portato alla scontata approvazione (con 409 voti favorevoli e solo 10 contrari) dell'emendamento, proposto dall'opposizione e accolto dalla maggioranza, che contemplava la soppressione dei sei senatori della circoscrizione Estero. (Lorenzo Zita-Inform)