* INFORM *

INFORM - N. 197 - 5 ottobre 2004

Scuole del Trentino e del Veneto unite per difendere la foresta amazzonica dell'Ecuador

Un progetto avviato dal missionario Giovanni Onore, professore di entomologia e direttore del Museo della Pontificia Università di Quito

TRENTO - Si chiama Otonga, ed è un pezzo di foresta amazzonica che si inerpica sulle pendici delle Ande, in Ecuador. Racchiude una varietà di specie vegetali e animali - ovvero una "biodiversità" - straordinaria, ma è minacciata dalle attività dell'uomo, sia quelle di tipo industriale sia quelle condotte dalle popolazioni locali, che vivono in condizioni di estrema povertà. Un progetto avviato da Giovanni Onore, missionario marianista, professore di entomologia e direttore del Museo della Pontificia Università di Quito, la capitale dell'Ecuador, sta provando però a difendere questo angolo di paradiso: attraverso una fondazione appositamente costituita allo scopo, la Fondazione Otonga, attraverso il sostegno di industriali (primi fra tutti quelli di Pordenone) ed amministrazioni regionali e provinciali, come la Provincia Autonoma di Trento, e soprattutto attraverso gli studenti delle scuole italiane. Si tratta di un progetto integrato, che prevede: l'acquisto di ettari di foresta, che vengono poi messi sotto stretta tutela, ma anche l'educazione e la formazione di giovani indios, per lo studio delle ricchezze ambientali della foresta, e per il lavoro di protezione e conservazione vero e proprio.

Un bel modo, insomma, per globalizzare la solidarietà; e al tempo stesso per fare incontrare culture, saperi, e stili di vita diversi. Più di 500 studenti, provenienti da scuole medie e superiori del Trentino e del Veneto, si sono dati appuntamento presso la sala della Cooperazione di Vi Segantini a Trento, per ascoltare dal prof. Onore, dal coordinatore del progetto Biodiversità Gianfranco Caoduro, e da altri esperti e volontari, come stanno andando le cose nel paese latinoamericano. L'occasione, la Quarta giornata nazionale della biodiversità. L’Assessore provinciale alla solidarietà internazionale Iva Berasi, ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento delle scuole di province diverse nonché l'enfasi posta sull'idea di cooperazione: sia nell'accezione di "cooperazione decentrata" (il rapporto di mutuo-aiuto che si crea fra territori diversi e si concretizza in progetti di solidarietà internazionale) sia come impulso dato dal Trentino alla nascita di cooperative nei Paesi in via di sviluppo. Il direttore dell'Iprase Passante ha detto che il tema della tutela della biodiversità richiama più in generale quello della convivenza: di lingue, culture, etnie, a cui tutti noi siamo chiamati a dare un contributo. È toccato al prof. Onore spiegare come si realizza concretamente l'attività di protezione della foresta pluviale dell'Ecuador: non tenendo fuori gli uomini - in particolare le popolazioni indie che l'abitano da sempre - ma coinvolgendoli attraverso progetti mirati soprattutto ad educare le giovani generazioni, nelle scuole, per far sì che queste imparino a gestire le risorse della foresta in maniera più oculata. Ma il progetto prevede anche l'acquisto vero e proprio di ettari di foresta che vengono posti sotto stretta tutela: attraverso la Fondazione Otonga (il nome deriva da quello di una delle tante specie viventi racchiude dalla foresta, un lombrico lungo quasi due metri), sono già stati acquistati ben 1.500 ettari di foresta vergine, grazie ai fondi raccolti nelle scuole italiane.

La prima scuola ad aderire all'invito è stata l'Ipsaa di Isola della Scala (Verona), che con il suo Progetto Biodiversità è riuscita a coinvolgere numerosi istituti scolastici del Triveneto, tra cui quelli trentini. 60.000 euro sono stati raccolti dagli studenti, con la vendita di piantine autoctone e di oggetti in tagua (avorio vegetale), permettendo così l'acquisto di altri 40 ettari di foresta Otonga. E’ stato presentato anche un altro progetto, sostenuto dalla Provincia di Trento assieme a quella di Bolzano e gestito dall'associazione Ecolnet. Si tratta del progetto Mariposa (dal nome della farfalla), che si sviluppa in un'area "a rischio" perché minacciata dai progetti di sfruttamento del petrolio da parte delle multinazionali. Il Trentino sostiene questa iniziativa con 56.000 euro in 3 anni. Al termine dell’incontro sono stati consegnati a Giovanni Onore i fondi raccolti quest'anno dalle scuole che hanno aderito al progetto. (m.p./Inform)


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