* INFORM *

INFORM - N. 193 -30 settembre 2004

Angola e Toscana, insieme per la difesa dei minori

FIRENZE - Un paese distrutto dalla guerra, che solo il 4 aprile 2002 ha visto iniziare il processo di pacificazione che ha posto fine ad un conflitto, durato ininterrottamente per 41 anni, iniziato nel lontano 1961. L’Angola è uno dei paesi africani dove la speranza è rinata, dove oltre che alla ricostruzione materiale si pensano e si programmano politiche innovative in più settori, per organizzare uno stato moderno. Il 29 settembre una delegazione angolana ha incontrato Angelo Passaleva, vicepresidente della Regione Toscana e assessore alle politiche sociali. La delegazione è in Italia per osservare e studiare le politiche sociali del nostro paese. A due anni dalla fine della guerra sono oltre 6.000 i minori orfani che hanno bisogno di assistenza e di cura e la scelta di Firenze, come punto cardine del viaggio, è dovuta dalla presenza della sede Unicef presso l’Istituto degli Innocenti e dall’interesse mostrato verso le politiche sociali della nostra regione, ritenute all’avanguardia.

"Non abbiamo niente da insegnare - afferma Passaleva. L’Angola non è la Toscana, ma ho riscontrato una tensione umana e politica che ci accomuna nell’impegno che mettiamo nel trovare risposte concrete ai problemi che affliggono i minori, nella nostra regione come in Angola". Passaleva ha inoltre ricordato come ormai il nostro territorio abbia superato l’epoca degli orfanotrofi e degli istituti chiusi per minori. "Oggi la nostra politica si basa sulle case famiglia, sugli affidi familiari e sulle adozioni. In questo momento importante per il futuro dell’Angola siamo molto felici di contribuire al dibattito interno sulle scelte da effettuarsi a tutela dei minori - ha continuato l’assessore. I problemi che affliggono i bambini toscani e angolani sono in parte simili, anche se i contesti sono diversi: bambini immigrati abbandonati, violenze, abusi, talvolta anche tra le mura di casa, prostituzione minorile, adolescenti che vivono travagliate esperienze con la giustizia. Il percorso che oggi iniziamo con la dottoressa Eufrazina Maito, deputata a definire nuove politiche per la cura dell’infanzia in Angola, auspico possa trasformarsi in un cammino condiviso, in un proficuo scambio di esperienze utile a definire e ampliare una diffusa cultura a sostegno dei piccoli in difficoltà." (cl-Inform)


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