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INFORM - N. 190 - 27 settembre 2004

Seminario internazionale dell'Inca-Cgil sulla sicurezza dei lavoratori atipici

Gli interventi del Sottosegretario Sacconi e del Presidente dell'Inca Amoretti

ROMA - Nel 2003 quasi un milione di lavoratori in Italia hanno denunciato infortuni sul lavoro. Una statistica preoccupante - gli incidenti registrati nel nostro Paese rappresentano un quinto di tutti gli infortuni denunciati in Europa - che, pur essendo rimasta numericamente stabile negli ultimi tre anni, appare però in piena evoluzione per quanto riguarda la distribuzione degli infortuni fra le varie tipologie dei lavoratori. Fra il 2001 ed il 2003 sono infatti notevolmente aumentati gli incidenti delle categorie lavorative più deboli, come ad esempio gli extracomunitari (oltre 100.000 infortuni) e gli interinali (12.000 incidenti). Un segnale d'allarme, sinonimo delle difficili condizioni in cui sono costretti ad operare questi lavoratori, che il Patronato Inca-Cgil ha voluto cogliere promuovendo a Roma, presso l'Hotel Parco dei Principi, una serie di tavole rotonde sulla sicurezza e la tutela in Europa e in Italia. Nel corso dell'incontro sono inoltre state presentate le risultanze del progetto " Formazione e informazione sulla salute e la sicurezza, in un ottica di genere, nei settori del lavoro atipico". Un'iniziativa formativa di lunga durata - promossa in collaborazione con l'Istituto di formazione francese "Emergences" ed il "Labour Research Departiment" della Gran Bretagna - che è stata seguita - il progetto si concluderà il 30 settembre dopo 11 mesi di incontri formativi e seminari - da almeno 300 lavoratori, delegati ed operatori della sicurezza sul lavoro.

La tavola rotonda è stata introdotta dal rappresentante della Presidenza Inca - Cgil Umberto Sacconi che ha ricordato la necessità di attuare al più presto la legge di riforma dei patronati e ha espresso preoccupazione per la possibilità che vengano ridotti i fondi per queste strutture di tutela sociale. E' stata poi la volta del coordinatore del progetto promosso dall'Inca sulla sicurezza dei lavoratori atipici Valerio Zanellato che ha sottolineato come a tutt'oggi il lavoro flessibile stia sempre più diventando precario, giovanile ed al femminile. Zanellato ha inoltre evidenziato la scarsa efficacia della legge 626 sugli infortuni nel mondo del lavoro che negli ultimi undici anni, il lasso di tempo della sua applicazione, non ha portato sostanziali miglioramenti.

Il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, dopo aver auspicato un riflessione degli stessi patronati sulle loro disfunzioni che ne migliori l'efficienza, ha annunciato che il nuovo testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sarà redatto in via definitiva solo dopo una costruttiva fase di concertazione con le Regioni, i sindacati e le parti sociali. Secondo il Sottosegretario l'approccio alla nuova 626, in via di preparazione, sarà basata sia sull'elaborazione di opportune regole, sia sul raggiungimento di specifici obiettivi, come ad esempio la creazione di una rete sociale che integri sui luoghi di lavoro il controllo istituzionale. In questa bozza normativa si prevede inoltre che l'approccio alla sicurezza non sarà più segmentato fra le varie tipologie dei lavoratori, ma farà riferimento, per quanto concerne le responsabilità, al contesto ambientale di lavoro dove opera l'occupato. Sacconi, dopo aver ricordato che il nuovo testo unico sulla sicurezza rimarrà in fase di elaborazione per almeno sei mesi, ha anche evidenziato l'esigenza di inserire nella riforma alcune clausole che premino, come avviene per le polizze assicurative automobilistiche, le imprese più meritevoli nel campo della tutela dei lavoratori.

Della necessità di non esagerare con la flessibilità contrattuale, una realtà che finisce con l'indebolire i diritti del lavoratore, ha invece parlato il Presidente dell'Inca Cgil Aldo Amoretti che ha anche posto in evidenza come a tutt'oggi manchi una cultura della sicurezza anche fra gli stessi occupati. Nel ricordare l'esigenza di superare la separazione tra il lavoro di tutela dell'Inca e l'attività della Cgil tesa al miglioramento delle condizioni lavorative, Amoretti ha poi sottolineato, rispondendo alle critiche sull'inadeguato funzionamento dei patronati, come la riqualificazione di queste strutture parta proprio da un migliore funzionamento della Pubblica Amministrazione. Con una P.A. più efficiente, che tenda a semplificare le procedure amministrative, gli uffici di patronato potrebbero infatti dedicare il loro tempo anche a nuovi settori di intervento sociale.

E' infine intervenuta la Segretaria Nazionale della Cgil Paola Agnello Modica che ha ribadito come la frammentazione produttiva abbia finito con l'indebolire la posizione degli occupati nei confronti dei datori di lavoro. Pur dichiarandosi pronta al confronto con il Governo sulla riforma della legge 626 e sulle eventuali semplificazioni di altre norme per la sicurezza ormai datate la sindacalista si è però dichiarata scettica sulla possibilità che questa proposta possa trasformarsi in una concreta occasione di dialogo. (Goffredo Morgia-Inform)


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