Un’opera frutto della collaborazione di artisti trentini e australiani e di studenti
"Tracciando il tempo": murale a Trento dedicato all’emigrazione trentina
Iva Berasi ai giovani: "Ciò che abbiamo oggi è stato costruito con fatica e fiducia da chi ci ha preceduti, in Trentino e in terre lontane"
TRENTO - Da oggi Trento si è arricchita di una nuova, importante opera d’arte. Si chiama "Tracciando il tempo - i segni dell’emigrazione trentina", è realizzata con tecnica mista, murales e mosaico, ed è dedicata alle migliaia di trentini che, nei decenni passati, lasciarono la loro terra per cercare fortuna altrove, spingendosi fin nelle Americhe o in Australia.
Inaugurata dall’Assessore provinciale all’emigrazione Iva Berasi, alla presenza di numerose autorità, dei non meno numerosi " trentini d’oltreoceano", giovani e meno giovani, e degli artisti trentini e australiani che l’hanno realizzata - assieme agli studenti dell’Istituto d’arte "Vittoria" - l’opera fa mostra di sé sulla parete sud dell’edificio ex Poste Dogana, di fianco alla stazione ferroviaria.
"Un luogo fortemente simbolico - ha ricordato l’Assessore Berasi - perché testimone di tante partenze per ‘l’altro mondo’, e quindi di tante separazioni, di tanti abbracci, ma anche di tante promesse.
Questa iniziativa - ha proseguito l’Assessore - è particolarmente importante perché nel capoluogo ancora non esisteva un’opera d’arte che ricordasse l’epopea dell’emigrazione. Ve ne sono all’estero, realizzate per iniziativa delle comunità trentine, ma non qui. Noi speriamo che quest’opera parli soprattutto ai giovani, perché siano consapevoli che ciò che abbiamo oggi è stato costruito con fatica e fiducia da chi ci ha preceduti, in Trentino ma anche in terre lontane".
Il lavoro, come dicevamo, è frutto di una stretta collaborazione fra artisti trentini ed australiani. Per parte italiana, Paola De Manincor, la nota pittrice di Lavis che ha lasciato segni importanti della sua opera anche in Australia e Brasile, Giuseppe Lampariello, scultore di Trento che collabora con il Mart e ha acquisito vasta esperienza in Italia e all’estero, il giovane artista Andrea Casna di Lavis e il pittore Andrea Tomaselli di Strigno, emigrato in Australia, esperto di meridiane (il quale ha vinto recentemente una gara per arredare la piazza più importante di Melbourne).
Per la parte australiana, il progetto è stato sostenuto da Arts Victoria, (l’Ente culturale della Stato del Victoria), dal Royal Melbourne Institute of Technology, dall’Institute Specialized Skills, fondazione privata che fa parte dell’Università Deakin di Melbourne. Hanno direttamente partecipato alla realizzazione la ceramista, oltre che scrittrice, Alison Peake e, per la parte pittorica, Dianne Beevers, che è anche docente di storia dell’arte presso il Royal Melbourne Institute of Technology.
Il progetto è stato ulteriormente arricchito dal coinvolgimento dell’Istituto Statale d’Arte "Alessandro Vittoria" di Trento. Il suo dirigente, Sergio Filosi, ha subito colto il valore ed il significato dell’iniziativa, assicurando la partecipazione degli studenti Valentina Bertotti, Nadia Brugnara, Francesca Casna, Anna Deflorian, Roberta Eccel, Sabrina Forti, Eleonora Raffini, Stefano Salizzoni.
A scoprire l’opera, oggi, dopo le canzoni del Coro della Polizia Municipale, ed i saluti ai tanti ospiti (fra cui il salesiano padre Ferruccio Bertagnolli, partito dal Trentino per l’Australia nel lontano 1956, gli studenti provenienti da diverse comunità trentine all’estero che in questi giorni stanno facendo un corso di formazione per animatori culturali organizzato dal servizio emigrazione della Provincia, e gli artisti presenti, come la De Manincor, Tomaselli, la Beevers), è stato uno dei più anziani emigrati trentini, Alcide Bernardi.
Ed è stato, davvero, un momento commovente per molti dei presenti. Quei colori, quelle figure stilizzate di uomo e donna affacciate sul mondo, quelle stelle in rilievo che ricordano le "altre stelle" (fra cui la celeberrima Croce del Sud) sotto alle quali sognano oggi i discendenti dei tanti trentini emigrati all’estero a partire dalla metà del XIX secolo, assumono un significato forte e profondo: quello di una fratellanza che rinnova, giorno dopo giorno, fra i trentini che sono rimasti e quelli che sono andati, fra i "vecchi" protagonisti dell’emigrazione e i "giovani" che oggi ne riscoprono la memoria.
Ricordiamo infine che con l’occasione le Poste italiane hanno allestito in piazza Duomo e piazza Dante, oltre che nei giardini della Provincia dirimpetto all’edificio ex Poste Dogana, un gazebo per l’annullo postale dedicato agli emigrati trentini all’estero.
L’opera "Tracciando il tempo - i segni dell’emigrazione trentina"
Al centro di questa imponente "opera verticale", che copre tutta una parete dell’edificio ex Dogane, figura una grande meridiana, simbolo del tempo che passa inesorabilmente, ma reca traccia delle radici del passato e di futuri germogli. Sullo sfondo sono idealmente raffigurati i luoghi del mondo e simboli che richiamano l’emigrazione (la nave, la rotaia, la lettera, il timbro postale). In un contesto di linee curve, nella parte superiore una carta nautica idealizza terre lontane e il difficile percorso dell’emigrante; nella parte inferiore è tratteggiata una mappa che localizza il Doss Trento, primo insediamento della città.
Due grandi figure, un uomo e una donna, camminano verso la Croce del Sud, la costellazione dell’emisfero australe, antico riferimento per i naviganti. Uniti nell’abbraccio, rappresentano l’amore come elemento di forza essenziale per sostenere scelte di vita decisive. Il loro sguardo, rivolto alle cinque stelle, interpreta la partenza animata da sicura speranza, pur nell’incognita della nuova terra.
L’opera misura m. 10,70 x 5.80. Sono stati applicati, su intonaco, pigmenti minerali e silicati liquidi di potassio. L’intervento è stato realizzato a rilievo con mosaico ceramico su calotte in acciaio.(Marco Pontoni/Inform)