Il Comites di Francoforte sul Meno in favore dei contrattisti. Le considerazioni del Presidente Stefano Lobello
FRANCOFORTE - Nella riunione avvenuta il 18 settembre il Comites di Francoforte, in virtù delle proprie conoscenze delle problematiche locali e dell’esperienza presso il Consolato Generale di Francoforte, ha preso posizione in merito al problema degli impiegati "contrattisti" al servizio dei consolati italiani nel mondo. Il Comites esprime il proprio parere, adducendo le seguenti considerazioni.
Nel Consolato Generale di Francoforte sono attualmente occupati X impiegati, assunti originariamente per lo svolgimento delle operazioni di aggiornamento dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Il rapporto di lavoro veniva instaurato in base alla normativa locale, la quale acconsente alla proroga della durata del contratto a tempo determinato sino ad un massimo di due anni. Nel caso di prosecuzione del rapporto lavorativo oltre detto termine, il contratto si converte per legge nella fattispecie al tempo indeterminato.
Il Comites non ha motivo di ritenere che i suddetti impiegati (i "contrattisti") non abbiano svolto le mansioni ed i compiti loro affidati in maniera efficiente e coscienziosa; anzi da quanto emerge dalle opinioni dell’amministrazione e del pubblico è possibile valutare assai positivamente il lavoro svolto da ciascuno di essi.
Le elezioni del Comites hanno messo in rilievo le gravissime inefficienze nel sistema di funzionamento dell’ufficio elettorale: ad un terzo degli aventi diritto non sono stati inviati i certificati elettorali. In vista delle elezioni politiche del 2006, considerata anche l’importanza storica che esse rivestono per l’instaurazione per la prima volta della Circoscrizione Estero, è assolutamente necessario disporre di personale in grado di provvedere all’aggiornamento dell’anagrafe, ciò per poter effettivamente garantire un corretto e democratico funzionamento del sistema elettorale. Il personale andrebbe pertanto aumentato e non diminuito.
Al Comites di Francoforte non è certamente sfuggito che i "contrattisti" venivano assunti originariamente con modalità non del tutto appropriate, ossia senza attuare una previa selezione condotta sulla base di un concorso pubblico; in tal maniera veniva impedito di concorrere al posto pubblico a molti potenziali candidati, eventualmente in possesso di migliori qualifiche. I "contrattisti" venivano assunti dopo aver svolto un semplice colloquio con i consoli, i quali non sempre sono in grado di valutare adeguatamente i criteri di assunzione, quali ad esempio la conoscenza della lingua tedesca, ritenuta di fondamentale importanza ad esempio per la corretta trascrizione degli indirizzi tedeschi.
Il Comites ritiene che sarebbe riconducibile senz’altro a criteri di maggior correttezza e democraticità instaurare un sistema di accesso ai posti di lavoro presso il consolato disciplinato dalle norme del concorso pubblico. Nella determinazione dei criteri di valutazione del concorso sarebbe opportuno prevedere un punteggio di favore unitamente ad un indice di preferenza per coloro che allo stato attuale svolgono già le loro funzioni quali contrattisti e che in particolar modo abbiano accumulato esperienza e dimostrato competenza in materia. Il Comites teme tuttavia che l’inevitabile burocraticità di un concorso possa mettere a serio rischio le esigenze di continuità nello svolgimento dei rapporti lavorativi in atto e teme che la creazione di posti temporaneamente vacanti possa creare gravi disagi nello svolgimento delle prossime elezioni.
Su tali premesse il Comites di Francoforte ritiene utile e necessario confermare i contratti di lavoro dei contrattisti ad oggi impiegati presso il consolato con le modalità che l’amministrazione consolare riterrà appropriate. Ricordiamo che secondo la mormativa locale la prosecuzione del rapporto lavorativo oltre il termine biennale conduce ad una conversione del contratto di lavoro a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, mentre vengono fatte salve tutte le altre disposizioni del contratto. (Stefano Lo Bello, presidente del Comites di Francoforte/Inform)