* INFORM *

INFORM - N. 187 - 22 settembre 2004

Su "Tribuna Italiana" del 22 settembre l’editoriale del direttore Marco Basti

L’alba di un’altra beffa?

BUENOS AIRES - La Camera ha approvato, nel quadro delle riforme istituzionali nel quale è impegnata la maggioranza, la creazione del nuovo Senato delle Regioni. Una modifica approvata dai deputati della maggioranza con l’astensione della maggior parte degli onorevoli rappresentanti dell’opposizione: 299 i sì, 27 i no, 182 gli astenuti. Un cambiamento che comporterà la soppressione dei sei senatori previsti dall’articolo 55 della Costituzione, per rappresentare gli italiani residenti all’estero, da eleggere nella Circoscrizione Estero, creata con la modifica dell’articolo 48 della Costituzione. Quindi, come paventavamo la settimana scorsa, ci toglieranno i nostri sei senatori, ancora prima di poter toglierci lo sfizio di eleggerli per la prima volta. A meno di ulteriori ripensamenti del Senato.

A questa mazzata, passata senza problemi e senza che il cosiddetto mondo dell’emigrazione si rendesse praticamaente conto, si aggiungono altri episodi inquietanti.

Citiamo due a noi molto vicini. Uno è il mancato rinnovo dei contratti degli impiegati consolari, assunti due anni fa, con contratti a termine. E’ vero che si trattava di contratti a termine. Ma è anche vero che si tratta di personale più che indispensabile e che non sono state annunciate altre assunzioni di personale, né di ruolo, né a contratto, né locale, né secondo le leggi italiane, per sostituire quelli che dovranno andare a casa a metà novembre. Intanto però, è generale la richiesta di una soluzione sia da parte dei responsabili delle sedi consolari, che ammettono che con l’uscita dei contrattisti i consolati rischiano la paralisi. Naturalmente a danno degli italiani residenti all’estero.

Un altro episodio inquietante è, per chi risiede a Buenos Aires, l’indefinizione sui lavori di ristrutturazione in corso nella nuova sede consolare di via Reconquista. A più di un anno dalla possessione dell’edificio, che da ogni parte si ritiene indispensabile per dare un servizio consolare che sia all’altezza di cittadini dell’Italia e non di un Paese del terzo mondo, non si sa ancora quando potrà essere aperto al pubblico. Questo nonostante l’impegno delle autorità diplomatiche, l’insistenza dei dirigenti della collettività e il deciso intervento del ministro Tremaglia.

Ma ci sono anche altri gravi segnali che fanno pensare che qualcosa non stia girando per il verso giusto. La settimana scorsa il Cdp del CGIE ha esaminato i capitoli della nuova Finanziaria dedicati agli Italiani all’Estero. Prevedono tagli per ben 1400 milioni di euro, che quasi sicuramente provocheranno la paralisi di circa 50 Comites. C’è anche l’annuncio di tagli ai fondi per i Patronati che operano all’estero, mettendo in difficoltà anche questo strumento di sostegno ai lavoratori italiani all’estero. Riduzioni di fondi anche per i capitoli della legge 153 sui corsi d'italiano all’estero.

Forse non siamo bene informati. Forse siamo troppo allarmati, tanto da sembrare allarmisti. Forse alla fine si risolverà tutto in modo positivo. Ma non possiamo non preoccuparci per quello che vediamo: l’addensarsi all’orizzonte di grosse e scurissime nubi per il mondo degli italiani all’estero. Il peggio è che ciò avviene nell’indifferenza, l’apatia e il silenzio della collettività e dei suoi dirigenti.

Ripetiamo che forse stiamo sbagliando, che forse stiamo esagerando, che forse non vediamo le cose come veramente stanno. Ma se invece vedessimo giusto, la nostra rappresentanza al Parlamento italiano sarebbe ridimensionata, perché saremmo presenti a una sola delle Camere. Se vedessimo giusto, la possibilità di votare diventerebbe una chimera per molti connazionali, visto che la bonifica dell’Anagrafe si fermerebbe. Se non ci sbagliassimo rivedremo file lunghissime davanti alle sedi consolari, lunghe attese, turni a futuro, corruzioni per i turni, ecc. Se vedessimo giusto, i soldi per Comites, per assistenza, per i corsi d’italiano, per i Patronati, l’anno prossimo non saranno sufficienti per sostenere i servizi agli italiani residenti all’estero, in molti casi destinati ai meno abbienti.

Potremmo fare molte illazioni sull’origine di tutti questi segnali d’allarme, di questi episodi che annunciano problemi per gli italiani nel mondo. Tra l’altro è allarmante l’assenza di dichiarazioni del ministro Tremaglia su tutte queste questioni, e siamo certi che il silenzio non dipende dalla sua adesione alle misure che si stanno prendendo ma dalla sua impossibilità di contrastarle.

Forse stiamo esagerando, forse stiamo sbagliando, ma non vorremmo azzeccare nel vedere in tutti questi episodi l’alba di una nuova beffa. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)


Vai a: