Regione Veneto: sottoscritta una dichiarazione comune da Zanon e Associazioni Islamiche
No al terrorismo, sì a un tavolo istituzionale. Nel documento si chiede anche il rilascio delle volontarie italiane
VENEZIA - "Un documento importante, che pone il Veneto all'avanguardia della politica nazionale in questo settore, e che sancisce l'avvio di una fase di rapporti durevoli e positivi tra Regione e Comunità islamiche del Veneto nel perimetro del rispetto della Costituzione, della legalità e delle identità reciproche".
Questo il commento di Raffaele Zanon, Assessore ai flussi migratori della Regione Veneto, al termine dell'incontro che si è tenuto a Palazzo Balbi, sede della Giunta Veneta, con i rappresentanti delle Associazioni Islamiche costituite regolarmente nel territorio della Regione Veneto
E' stata sottoscritta una posizione comune tra la Regione Veneto e le Comunità Islamiche del Veneto in merito al rifiuto del terrorismo, della lotta armata, di ogni guerra, della violenza e per l'istituzione di un Tavolo Istituzionale tra Regione e Associazioni Islamiche per costruire una cittadinanza responsabile. Tale posizione, espressa in un documento che richiede anche il rilascio delle due volontarie italiane rapite in Iraq, Simona Pari e Simona Torretta, è la seguente: "Crediamo profondamente nei valori della Pace, della Giustizia, del rispetto della vita umana e della convivenza pacifica tra i popoli, forti della Tradizione che ci rende capaci di confronto e di scambio con popoli portatori di altre culture, consapevoli che non è la violenza il mezzo per risolvere le controversie.
Per rendere concreta tale premessa: chiediamo come cittadini del Veneto e del mondo il rilascio, immediato e senza condizioni, di tutti gli ostaggi rapiti in Iraq e in particolare delle due volontarie italiane; rifiutiamo ogni guerra, particolarmente quella fatta in nome della religione, che costringe a chiudere le porte di quel dialogo costruttivo che costituisce un patrimonio di civiltà raggiunto dai popoli del bacino del Mediterraneo e che caratterizza i rapporti fra il sud dell’Europa, il nord Africa, il Sub-Sahara e il Medio Oriente; respingiamo la violenza, il terrorismo e il fanatismo compiuti in nome di qualsiasi ideologismo; invitiamo ad isolare chiunque inciti alla lotta armata e si proponga di propagandare il terrorismo come mezzo di lotta politica; proponiamo l’istituzione di una prima struttura di coordinamento che riunisca intorno ad un Tavolo Istituzionale i rappresentanti delle realtà islamiche legalmente costituite nella nostra regione e i rappresentanti delle istituzioni per poter costruire insieme con percorsi di cittadinanza responsabile attraverso il dialogo e il confronto democratico, il Veneto di domani".
Erano presenti all'incontro Guerfi Mohammad, del Consiglio islamico di Verona; Layachi Kamal, del Consiglio Islamico di Vicenza; Wael Farhat dell'Organizzazione Islamica Internazionale di Venezia; Djane Massaer dell'Associazione Mouridi Musulmani di Venezia; Toussef Tadil del Consiglio Islamico di Treviso; Jahn Abdul Karrim dell'Associazione Islamica di Lonigo (Vicenza), Masud Esmaillou dell'Unione dei Musulmani Iraniani in Italia di Venezia. (Inform)