* INFORM *

INFORM - N. 182 - 15 settembre 2004

"Il ruolo della comunità pakistana nell’economia italiana"

A Roma, un incontro tra imprenditori italiani e pakistani presenti nel nostro Paese. Una piccola comunità molto attiva sul territorio nazionale

ROMA - Una comunità di recente insediamento in Italia, non particolarmente numerosa se rapportata ad altre ma sicuramente molto attiva e fra le più integrate sul piano economico. E’ la comunità pakistana, al trentaseiesimo posto nella graduatoria delle collettività immigrate, che con le sue 30.506 unità - tanti sono, secondo dati del Viminale di inizio 2004, i residenti con permesso di soggiorno - rappresenta sicuramente una risorsa per il nostro Paese.

Il 60 per cento dei pakistani lavora come dipendente (in particolare modo nell’agricoltura e nei servizi turistico-alberghieri), il 20 per cento come imprenditore. L’imprenditoria pakistana è particolarmente vivace nel commercio al dettaglio, nell’importazione dei prodotti ortofrutticoli, nei servizi per gli immigrati (come punti telefonici e trasferimento all’estero di denaro). Una comunità, presente soprattutto nelle regioni settentrionali (dove si concentra il 74 per cento dei residenti in Italia, Lombardia in testa, con il 44 per cento del totale), che reinveste molto i proventi della sue attività nell’economia italiana. Secondo dati forniti dall’Ufficio Italiano Cambi, nel 2003 le rimesse ufficiali inviate dai pakistani nel loro Paese sono state di 254 mila euro. Nel 2002 erano stati 338 mila euro e nel 2001 516 mila. Un segnale concreto della sempre maggiore integrazione, se non altro sul piano economico, di questi immigrati.

Un ruolo, dunque, rilevante nella nostra economia e che può dare slancio ai rapporti tra Italia e Pakistan. Un ruolo sul quale è stato posto l’accento nel corso di una conferenza svoltasi a Roma, presso l’Hotel Excelsior. Un incontro fortemente voluto da imprenditori della comunità pakistana per confrontarsi con gli imprenditori italiani sui temi economici e i rapporti tra i due Paesi. Con il chiaro obiettivo di incentivare i rapporti commerciali tra pakistani e italiani, creando al contempo un coordinamento tra gli imprenditori pakistani presenti nel nostro Paese.

"Motore" della conferenza, la prima di una serie a venire, Sonia Lidia Cordaro. Agente generale per Roma della Aurora Assicurazioni, Cordaro da anni intrattiene rapporti con la comunità del Paese asiatico e ne conosce a fondo, come ha tenuto a sottolineare "capacità e serietà". Una donna, come evidenziato da diversi convenuti all’incontro, impegnata verso la comunità anche sul piano più strettamente umano. Alla conferenza, coordinata da Martino Radaelli (Lombardia Assicurazioni e Finanza Srl), ha portato il suo saluto l’Ambasciatore del Pakistan in Italia, Mirza Qamer Beg, che ha sottolineato l’importanza della prossima visita, prevista a fine settembre, del Presidente Pervez Musharraf, per il rilancio dei rapporti tra l’Italia e il suo Paese. Il diplomatico pakistano ha posto inoltre l’accento sulla rilevanza di incontri come quello organizzato da Cordaro per promuovere scambi, favorire lo sviluppo del Pakistan e valorizzare la collettività pakistana in Italia. Alla conferenza, alla quale ha presenziato il sen. Domenico Kappler (membro della Commissione Finanze), sarebbe dovuto intervenire il Vice Ministro all’Economia Mario Baldassarri che ha fatto pervenire il suo saluto e i suoi auguri ai partecipanti tramite Radaelli. Anche Adolfo Urso, Vice Ministro alle Attività Produttive con delega al Commercio Estero, impegnato alla Fiera del Levante, ha fatto giungere il suo saluto tramite l’avv. Claudio Ferrazza.

Urso, che incontrerà il Presidente Musharraf, guarda con grande interesse agli scambi economici tra i due Paesi. Ma non manca di sottolineare anche che i rapporti di affari mai devono essere disgiunti dai rapporti umani, auspicando tra italiani e pakistani una sempre maggiore conoscenza ed amicizia.

Tra i partecipanti all’incontro, il Presidente della Comunità pakistana a Roma, Janzeb Hashmi. Hashmi, che vive da 14 anni nel nostro Paese e ha testimoniato della capacità di integrazione dei suoi connazionali a Roma (in tutta la provincia ne risiedono 1.468) e in tutto il territorio nazionale, ha indicato nella introduzione della tecnologia italiana nel suo Paese la strada per favorire lo sviluppo del Pakistan, a sua volta ricco di materie prime e con manodopera capace e a basso costo. Ch. Shabir, Presidente della neonata Federazione dei Pakistani in Italia, ha dal canto suo rimarcato la svolta politica ed economica data al suo Paese dal Presidente Musharraf. Una politica che può e deve costituire un incentivo per gli investitori stranieri, compresi quelli italiani, in un Pakistan che ha in cantiere anche grandi opere infrastrutturali.

E se Renzo Barbarossa (Direttore della Banca Unipol), ha messo in evidenza l’importanza di servizi assicurativi e bancari per gli immigrati pakistani e delle altre etnie, Giuseppe Bombaci (Direttore Commerciale Western Union-Angelo Costa S.p.A, azienda leader nel settore del trasferimento di denaro all’estero) e Barbara Manni (Travelex, azienda leader nel cambiovaluta e nei pagamenti) hanno posto l’accento sui servizi per il trasferimento del denaro, sottolineando le capacità degli imprenditori pakistani e la rilevanza delle rimesse inviate dai pakistani nel loro Paese. Tra gli interventi, anche quello di un membro della Caritas di Roma, Shamir, che ha portato il saluto di Mons. Di Tora e ha ricordato la figura di Mons. Di Liegro, che si adoperò molto per gli immigrati pakistani e diede impulso alla loro comunità.(Simonetta Pitari-Inform)


Vai a: