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INFORM - N. 181 - 14 settembre 2004

A Trento "legionari tedeschi" partiti un mese fa da Ratisbona

Hanno camminato a piedi per 600 chilometri, vestendo le corazze dei legionari romani. L'impresa si è conclusa nell'Area archeologica del SASS

TRENTO - Hanno impiegato quasi un mese, ma i dodici studenti universitari di Regensburg (Ratisbona ) ce l'hanno fatta e sabato 11 settembre, poco dopo mezzogiorno, hanno raggiunto Trento (Tridentum ), la mèta del loro lungo viaggio a piedi attraverso le Alpi.

Erano infatti partiti da Regensburg a metà agosto, con l'obiettivo di raggiungere - dopo 600 chilometri percorsi a piedi con tappe giornaliere di 30 chilometri - lo splendidum municipium di Tridentum, seguendo le tracce ormai cancellate dalla storia della Legio Tertia Italica Antoniana , che in epoca romana era di stanza proprio a Ratisbona , in quella che oggi viene chiamata Germania.

L'impresa dei giovani studenti universitari tedeschi, però, assume un particolare significato anche folcloristico e spettacolare, se si pensa che la lunghissima camminata è stata compiuta vestendo l'abbigliamento tipico dei legionari romani e usando attrezzature "d'epoca" come tende, utensili vari e altri oggetti di uso quotidiano. Un modo simpatico di calarsi nei panni dei legionari e percorrere gli ambienti naturali un tempo attraversati dagli eserciti romani.

L'arrivo a Trento ha avuto un duplice risvolto: il primo " istituzionale", con l'incontro davanti al Municipio con il sindaco Alberto Pacher; il secondo più "storico" con la visita allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas (S.A.S.S.) sotto piazza Cesare Battisti, in cui è stata ufficialmente siglata la fine dell' impresa.

Al S.A.S.S. era presente Gianni Ciurletti, soprintendente ai Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento. "Numerosi furono i Trentini - ha detto Ciurletti in un breve indirizzo di saluto, - che durante l'impero romano militarono nella Legio Tertia Italica , e che andarono a stabilirsi in numerosi castelli e insediamenti posti lungo il Danubio per presidiare il confine contro i 'barbari'. Altrettanti Trentini, poi, svolsero in quegli stessi luoghi una vasta e varia attività commerciale. È noto in particolare Caio Valerio Mariano, patronus coloniaeTridenti , che tra le numerose altre cariche rivestì quella di praefectus annonae , ossia responsabile del vettovagliamento delle truppe sul Danubio. E a questo proposito ricordiamo anche un'altra figura interessante, anche se meno nota, quella di Lucius Tenatius Essimnus , che commerciò vini tra la nostra regione e quella del Danubio e del quale sono rimaste tracce indelebili a Passau, proprio alla convergenza tra i fiumi Danubio, Inn e Ilz". I dodici giovani "romani" di Ratisbona , quindi, hanno riproposto in qualche modo questi contatti antichi tra le due città. "La vostra impresa - ha concluso il dott. Ciurletti, - per certi aspetti ricorda quella vissuta esattamente 1.600 anni fa, quando nell'anno 404 d.C. il generale romano Stilicone, cadute ormai le inutili difese lungo il Danubio, riportava le truppe romane dal limes settentrionale verso i nuovi confini attestati lungo le Alpi." . (Mauro Neri-Inform)


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