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INFORM - N. 180 - 13 settembre 2004

Voto ai veneti all’estero nelle elezioni regionali: la richiesta ribadita in un documento unitario delle Associazioni del Triveneto

LAGGIO DI CADORE - Nell’ambito di un Seminario formativo per i dirigenti dell’Associazione Trevisani nel Mondo, che si svolge per la quarta volta presso il Soggiorno Alpino dell’Associazione Famiglie Rurali in Laggio di Cadore, si è tenuta una assise a carattere triveneto sul tema "Associazionismo dell’emigrazione", coordinata da Riccardo Masini e con le relazioni base di padre Luciano Segafreddo direttore del Messaggero di sant’Antonio-edizione italiana per l’estero e Luciano Alban esponente di Comites, Caves, Acli e Atm in Svizzera. Sulla nota e dibattuta questione dello Statuto regionale veneto è stato redatto il seguente documento conclusivo.

"Le Associazioni venete, friulane e trentine rappresentanti il mondo dell’emigrazione triveneta, che conta una decina di milioni di concittadini oriundi residenti all’estero di cui circa due milioni e mezzo con diritto di voto , riunitesi a Laggio di Cadore (Belluno), su iniziativa della Trevisani nel Mondo, sabato 11 settembre 2004:

RINNOVATO l’impegno dell’unità dell’Associazionismo Triveneto, già sottoscritto dodici anni fa con la costituzione dell’UTRIM ( Unione Triveneti nel Mondo, ispirata dall’on Dino De Poli, presidente della stessa, dell’Ulm e di Fondazione Cassamarca) ;

INDIGNATE per l’intollerabile esclusione dei nostri concittadini triveneti nel mondo da ogni diritto civile e democratico , ignorandone l’esistenza nelle relative bozze dello Statuto regionale;

CHIEDONO:

- il giusto e doveroso riconoscimento della pienezza dei diritti di cittadinanza ai concittadini residenti all’estero: con la concessione del diritto di voto, attivo e passivo, da esercitarsi all’estero, e con una adeguata rappresentanza nel Consiglio Regionale;

- il coerente rispetto di quanto già riconosciuto dalla legge n. 459/02, a livello nazionale, che prevede l’elezione di parlamentari italiani dalle circoscrizioni estere;

- un’uniformità di comportamenti tra tutte le Regioni italiane, affinché non abbia a verificarsi che un’assurda applicazione della "devolution" produca discriminazioni inconcepibili tra gli uni e gli altri, calpestando così diritti fondamentali e paritari sanciti dalla Costituzione Italiana". (Inform)


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