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INFORM - N. 176 - 8 settembre 2004

Italia, ponte del dialogo fra culture: presentata alla Farnesina una importante iniziativa

E’ nata la "Rete italiana" della Fondazione Euro-Mediterranea per il Dialogo fra le Culture "Anna Lindh"

Sequestro volontarie italiane in Iraq - Sessa: "Azione barbara e inqualificabile che ha colpito due operatrici di pace". L’Unità di Crisi segue incessantemente gli sviluppi.

ROMA - Era una convinta europeista e una donna in prima linea nella battaglia per la difesa dei diritti umani Anna Lindh, Ministro degli Esteri svedese assassinata l’11 settembre 2003.

A lei è intitolata la Fondazione Euro-Mediterranea per il Dialogo fra le Culture, fortemente sostenuta dal nostro Paese. Voluta dall’Unione Europea nell’ambito del Partenariato Euro-Mediterraneo istituito dalla UE con la Conferenza Euro Mediterranea di Barcellona (1995), la Fondazione è stata varata nel corso del semestre di Presidenza italiana. Sua sede centrale Alessandria d’Egitto, la città nella quale sorse tre secoli prima di Cristo la celebre Biblioteca che, con i suoi settecentomila volumi, toccava ogni branca del Sapere umano. La città nella quale grandi uomini potevano studiare in piena libertà filosofia, geografia, meteorologia, anatomia, geometria, astronomia e dove le culture si incontravano, si confrontavano, dialogavano.

La Fondazione "Anna Lindh" - a sostegno della quale l’Italia mette a disposizione un 1 milione di euro nell’arco di tre anni - è chiamata ad assolvere compiti davvero non facili nell’attuale momento storico: promuovere il dialogo e, con esso, la pace nonché l’affermazione dei diritti umani e delle libertà politiche nei Paesi euromediterranei. Una Fondazione "rete di reti nazionali", che devono interagire senza mai perdere di vista questi obiettivi fondamentali. "Una rete di reti nazionali" della quale l’Italia, con il MAE in prima fila, è promotrice e nella quale entra a pieno titolo.

Nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina è stata costituita ufficialmente la "rete italiana" che interagirà con la sede centrale della Fondazione e con le reti dei Paesi euromediterranei attraverso la Fondazione "Laboratorio Mediterraneo" di Napoli, organizzazione Onlus e capofila della rete nazionale. Il battesimo è avvenuto l’8 settembre, con un incontro presieduto dal Direttore Generale per il Mediterraneo e il Medio Oriente, Riccardo Sessa al quale hanno preso parte Istituzioni pubbliche e private impegnate in ambito euromediterraneo e rappresentanti degli Assessorati alla Cultura di regioni e città italiane.

Una riunione svoltasi in un momento drammatico che vede il nostro Paese, ha detto il Direttore Generale Sessa aprendo i lavori e portando il saluto del Ministro Frattini, "toccato da un'azione barbara e inqualificabile che ha colpito due operatrici di pace, Simona Pari e Simona Torretta, che si trovavano da anni in Iraq al servizio della causa della pace e che si muovevano in uno spirito di dialogo, comprensione e tolleranza". La Farnesina è impegnata con tutte le sue strutture e l'Unità di Crisi segue incessantemente gli sviluppi. Intensi contatti con istituzioni e rappresentanti dei gruppi religiosi e sociali iracheni sono in corso in particolare attraverso l'Ambasciata d'Italia a Baghdad.

Ricordando che il dialogo fra culture "può essere una delle risposte migliori alla drammatica situazione che ci troviamo ad affrontare" ed evidenziando il forte significato della riunione che ha dato alla rete di istituzioni che in Italia alimenteranno la Fondazione Euro Mediterranea, Riccardo Sessa ha messo in guardia da facili e pericolose semplificazioni in merito alla difficilissima situazione internazionale. Si tratta di "una guerra che non mette contro Islam e Occidente ma tutto il mondo civile, compreso quello islamico, contro il fondamentalismo", ha chiarito Sessa. Invitando, infine, a lavorare sempre in favore del dialogo interculturale e a far decollare il "progetto della convivenza" nel "rispetto delle diversità": la Fondazione con le sue reti, in primis quella italiana, deve alimentare questi valori. D’altronde, ha rivendicato con orgoglio Sessa, "il nostro Paese per storia, posizione geografica, e tradizione ha delle enormi potenzialità e può svolgere un ruolo di traino e di ponte nell'esercizio del dialogo fra le culture delle due sponde del Mediterraneo".

La sollecitazione ad aiutare gli europei, e non solo quelli che si affacciano direttamente sul ‘Mare nostrum’, a ritrovare la loro "antica vocazione mediterranea", è arrivata da Salvatore Bono. Il Presidente della SIHMED (Società degli Storici del Mediterraneo) nonché membro, designato dal Governo, del Comitato Consultivo della Fondazione Euro Mediterranea per il Dialogo fra le Culture, ha invitato ad una riflessione profonda volta ad una maggiore "conoscenza e comprensione delle realtà mediterranee", evitando "sovrapposizioni, confusioni e schematizzazioni" delle diverse problematiche.

Michele Capasso, Presidente della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, ha evidenziato il ruolo dell’Italia nel favorire il dialogo fra le culture, fra le società civili. Capasso ha poi indicato come fine prioritario la costituzione di una "rete fluida e aperta" a tutti gli organismi interessati, "senza gerarchie interne" e ha proposto, tra l’altro, la creazione di un sito Internet, da realizzarsi in 4 lingue (italiano, francese, inglese e arabo) nel quale riportare storia e attività della Fondazione Euro Mediterranea nonché la lista delle reti nazionali, documenti, attività proposte e attività realizzate dalla rete italiana.

Andrea Amato, Presidente IMED- Istituto per il Mediterraneo, ha rilevato la necessità di coinvolgere nel dialogo le società civili, andando al di là delle pure relazioni economiche, e a operare mettendo al centro di tutto "la democrazia, come risposta alle aberrazioni che stiamo vivendo".

Sono intervenuti, tra gli altri, Mario Polverini (Consigliere diplomatico del Ministero della Istruzione) e Fabio Claudio De Nardis (Ministero Beni e Attività Culturali), che hanno posto l’accento sul ruolo del Dicastero nella promozione del dialogo fra culture. Polverini ha ricordato come, fra l’altro, nel semestre di presidenza italiana UE si siano poste le basi per uno "spazio euromediterraneo" dell’istruzione. Il ministro De Nardis ha ricordato il progetto del suo Dicastero per una Accademia del Mosaico (a Venezia o in Sicilia); il mosaico è, infatti, una importante testimonianza dell’antichissima "koinè", dell’unità culturale che lega la riva nord e la riva sud del Mediterraneo. (Simonetta Pitari-Inform)


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