Strage in Ossezia. Il Veneto in prima linea per i soccorsi ai feriti di Beslan
Zanon alle comunità islamiche: "Fate sentire le vostra voce contro il terrorismo. Un patto tra Istituzioni venete e Islam"
VENEZIA - Il Veneto è in prima linea nei soccorsi ai feriti nella strage terroristica perpetrata nella scuola di Beslan: il primo carico di medicinali, attrezzature e materiale sanitario di consumo, forniti dalle Ulss venete n. 2 (Feltre), 9 (Treviso) e 18 (Rovigo), nella tarda serata di ieri è giunto, con un aereo C 130 messo a disposizione dalla Protezione civile nazionale, nella capitale della Repubblica russa di Ossezia.
"La richiesta - spiega il Vicepresidente della Regione nonché Assessore alla sanità, Fabio Gava - ci è arrivata dalla Protezione civile nazionale ieri mattina alle 10.00. Nonostante fosse domenica e l’aereo dovesse partire dall’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) entro le ore 21.00 della sera, il personale delle tre Ulss si è immediatamente attivato con straordinaria professionalità e partecipazione umana, rendendo possibile l’invio del materiale".
Sono stati inviati 9 bancali di medicinali e materiale di consumo che erano stoccati presso la farmacia dell’Ulss 18 di Rovigo (provenienti anche da altre aziende). Fra i medicinali, in particolare, sono stati inviati antibiotici, antinfiammatori, disinfettanti, soluzioni reidratanti e saline, materiale per la disinfezione delle ustioni; fra il materiale di consumo, prevalentemente sono stati inviati guanti, bende e siringhe. Materiale analogo è stato reso disponibile anche dall’Ulss di Treviso. L’Ulss di Feltre, infine, ha fornito un ecocardiografo doppler con 2 sonde e stampanti.
Il tutto è stato raccolto da un camion rimorchio della protezione civile che, scortato dalle forze dell’ordine, ha consegnato il carico di aiuti a Orio al Serio dove era in attesa il C 130 dell’aeronautica che trasportava anche un ospedale da campo messo a disposizione dall’ANA. Altre aziende sanitarie venete stanno mettendo a disposizione ulteriore materiale che sarà inviato nei prossimi giorni.
Intanto l’Assessore ai flussi migratori Raffaele Zanon ha lanciato un appello alle comunità islamiche che vivono nella regione "a darsi voce, a uscire pubblicamente con un messaggio chiaro e inequivocabile contro il terrorismo e la violenza e a manifestare la disponibilità a stringere un patto d’azione con le istituzioni venete che sancisca i principi universali di pacifica convivenza e dialogo tra culture e religioni, il rispetto dei diritti umani, il ripudio del fanatismo, della violenza e del terrorismo". La Regione sta lavorando in queste ore per organizzare un incontro con i responsabili dei consigli islamici del territorio veneto proprio su questi temi, ha spiegato Zanon. Per il quale "il terrorismo va combattuto con strategie politiche e culturali che l’Europa e l’Occidente tutto, malauguratamente, hanno dimostrato di non aver ancora maturato in modo organico e compatto". Intorno al terrorismo va fatta "terra bruciata e su questo il comportamento deve essere corale coinvolgendo istituzioni, mass media, popolazione". Per Zanon inoltre va operata "una netta e non più rinviabile scelta di dialogo a tutto campo con le realtà islamiche moderate, non dimentichiamo che i paesi arabi sono solo una piccola percentuale dell’Islam, un dialogo che non si fermi alla chiacchiera oziosa e inconcludente, ma che poggi su obiettivi di riconoscimento reciproco, di conoscenza vera, di cammino comune e condiviso e non di comunità che vivono fianco a fianco ma sono estranee, e magari nemiche, l’una con l’altra". (Inform)