La scomparsa di Aldo De Matteo
ROMA - La morte di Aldo De Matteo, avvenuta domenica 5 settembre a Roma a seguito di un male inesorabile, è una grave perdita per il mondo degli italiani all’estero. Militante nelle ACLI sin da giovane (era nato a Pizzo Calabro il 15 agosto 1939) Aldo lo conoscevamo e lo apprezzavamo sin dagli anni settanta quando dava forte impulso ai rapporti internazionali e quindi al movimento aclista diffuso tra i lavoratori italiani all’estero in Europa e oltreoceano.
De Matteo ha fatto parte della Presidenza nazionale delle ACLI, prima come vice presidente delle ACLI e poi come presidente del Patronato, fino al 1989. E’ l’anno in cui lascia ogni carica per presentarsi alle elezioni europee. Primo dei non eletti per la DC nella circoscrizione Sicilia-Sardegna, diviene parlamentare europeo nel 1992. Nello stesso anno viene eletto senatore.
Negli anni successivi ha un ruolo di rilievo nel PPI quale responsabile Esteri e componente per lo stesso partito del Consiglio Generale per gli Italiani all’estero. E’ anche segretario generale del Movimento Europeo e, in questi ultimi anni, da membro del CGIE, fa parte dello staff del Ministro per gli Italiani nel mondo mettendo a disposizione di Tremaglia, insieme ad altri esponenti di vario orientamento politico, la sua grande esperienza del mondo dell’emigrazione e le sue capacità di tecnica legislativa.
De Matteo ha sempre tenuto a conservare il suo rapporto con le ACLI e l’ultimo Congresso lo aveva eletto componente del Collegio nazionale dei Probiviri. Presso la sede nazionale della ACLI si è aperta la camera ardente mentre i funerali sono stati fissati per le ore 10,30 di martedì 7 nella Chiesa di Nostra Signora della Salette nell’omonima piazza situata nel quartiere di Monteverde. (Inform)