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INFORM - N. 173 - 3 settembre 2004

Convegno MCL sulle riforme istituzionali e il ruolo dei cattolici

Mirabelli, l’anno scorso metà sentenze della consulta hanno riguardato conflitti fra Stato e Regioni.

Costalli, riforme istituzionali più solide se i cattolici ritrovano una vera unità, abbandonando i collateralismi con i partiti

SENIGALLIA - Nel 2003 oltre la metà di tutte le sentenze della Corte costituzionale hanno riguardato il contenzioso fra Stato e regioni. Lo ha detto l’ex presidente della Consulta Cesare Mirabelli, intervenuto il 3 settembre a Senigallia, al convegno promosso dal Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), dedicato alle riforme istituzionali e al ruolo dei cattolici. Secondo Mirabelli oggi "è in atto una sorta di crisi di fiducia reciproca tra la struttura centrale dello Stato e le strutture territoriali. Ciò non prefigura nulla di buono sul cammino del federalismo. La garanzia delle autonomie locali - per Mirabelli - è un principio garantito dalla Costituzione, ma dobbiamo rispettare il limite fondamentale della unità e della indivisibilità dello Stato".

"La ricetta per uscire da questa situazione è quella di creare dei meccanismi non rigidi in materia di devolution, ma flessibili, capaci cioè di generare di volta in volta le scelte piu’ giuste. Ad esempio utilizzando il sistema delle deleghe, invece che delle indicazioni precise di competenze, cosi’ da sviluppare in modo organico un criterio di sussidiarietà che oggi appare indispensabile per la gestione delle dinamiche sociali e delle stesse scelte politiche".

Nella relazione introduttiva al convegno, il presidente di Mcl Carlo Costalli si era soffermato sui rapporti tra le associazioni e i movimenti cattolici, rilanciando la politica del dialogo, ma ponendo anche alcune condizioni perché questo dialogo possa davvero aver luogo.

"Da tempo - ha detto Costalli ai dirigenti nazionali e territoriali di Mcl - è in corso una nuova stagione di convergenze tra le diverse aggregazioni del laicato cristiano che si manifesta in una volontà chiara di pensare e lavorare insieme, valorizzando le reciproche identità e differenze. Mcl saluta con grande soddisfazione l’avvio di questo nuovo clima, che fa da apripista ad una stagione che si annuncia importante e significativa per tutta la società italiana. Tuttavia, ci sono questioni che non vanno sottaciute. Anzitutto, occorre superare, nel mondo dell’associazionismo, le manie di protagonismo, le rivendicazioni di primati, gli atteggiamenti di chi ritiene di detenere l’esclusiva della rappresentanza della sensibilità cattolica, distribuendo pagelle a destra e a sinistra. Tutto ciò in passato ha danneggiato una proficua collaborazione fra le varie realtà associative. E’ finito il tempo dei primi della classe, dei diritti di veto, del dialogo solo con alcuni e preferibilmente della propria parte. Va poi superata quella sottile forma di collateralismo con i partiti politici che ha caratterizzato alcune associazioni, specie con i partiti della sinistra. Troppe volte si è assistito ad un appiattimento su posizioni di parte. I cattolici non possono delegare ad altri la loro rappresentanza, ma devono assumere in prima persona, sporcandosi le mani, la difesa delle proprie convinzioni e dei valori più cari, a cominciare dalla libertà, fino al rispetto per la vita umana fin dal concepimento, alla difesa del matrimonio fra uomo e donna, alla libertà di educazione per i bambini, all’impegno in difesa dei più deboli e dei poveri, al rispetto del Creato".

"Vi sono poi i temi più propriamente ‘politici’, di fronte ai quali - ha detto Costalli - bisogna essere chiari e concreti. Alcune questioni rappresentano una sfida a cui non si può rispondere con la fuga negli slogan: il cosiddetto federalismo, che rischia di frantumare in modo irreversibile l’unità dello Stato e del Paese, senza apportare alcun beneficio reale alla popolazione e alla società tutta; l’assetto dello Stato, che non può prevaricare i cittadini, distribuendo i poteri istituzionali in modo squilibrato; la ormai incontenibile immigrazione di extracomunitari che non può essere gestita in modo emotivo; il rapporto con i musulmani che va ricondotto dentro binari di correttezza e reciprocità, isolando estremismi e voglie di sopraffazione; la difesa dell’identità cattolica dalle forme di nichilismo e laicismo dilaganti. Su tutti questi temi la voce dei gruppi e movimenti deve essere forte e chiara, così come deve essere netta la distinzione rispetto alle scelte dei partiti, ai disegni propagandistici e alle strumentalizzazioni di parte’’.

"Le identità sono molte e così i carismi, ha proseguito Costalli, ma la fede è unica, e ci rammenta sempre che primo compito dei cristiani è annunciare il Vangelo, laddove essi sono, nel modo in cui possono. Nel rispetto delle identità, a cominciare dalla propria possiamo meglio dialogare fra di noi e soprattutto con gli altri. Il nostro punto di riferimento è la dottrina sociale della Chiesa, sempre, e non solo quando ci fa comodo; vogliamo essere dentro la storia, e non fra le nuvole o accucciati nei pressi dei partiti o degli organi di stampa che vanno per la maggiore". (Inform)


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