* INFORM *

INFORM - N. 167 - 11 agosto 2004

Albelice Salvatore (Azzurri nel Mondo in Belgio) su Marcinelle 2004:

"La commozione, la vergogna e il defilé dei socialisti"

E’ una giornata di sole. Implacabile già nelle ore antimeridiane al cimitero di Bois du Cazier a Marcinelle. E in corso le svolgimento della cerimonia commemorativa della tragedia dell’8 agosto 1956. Quest’anno si nota meno presenze di persone che ogni anno spontaneamente e senza clamori vengono a raccogliersi in questa giornata di commemorazione, nell’esperienza di una commozione comune, palpabile e visibile nei tratti solcati degli sguardi sofferenti di figli, mogli e compagni sopravvissuti dei minatori vittime di quella sciagurata tragedia del 1956.

Il fulcro di questo momento di commozione collettiva è sempre stato l’uomo Mirko Tremaglia. Ancor più quest’anno, proprio perché egli stesso fisicamente sofferente, incarnava meglio il raccoglimento e la pietas religiosa.

Appoggiato, a volte sorretto dalle due stampelle, l’uomo Mirko Tremaglia, ministro dello Stato italiano, stoicamente non ha voluto mancare a un tale appuntamento; e non ha voluto far mancare neanche la forza e la vicinanza dell’intero popolo Italiano agli Italiani di Marcinelle, di Charleroi, del Belgio. Era la sua una partecipazione composta, serena tale che a sorreggerlo più che le due stampelle sembrava fosse quella gioiosa consapevolezza di poter condividere con i nostri connazionali il raccoglimento e la contrizione di questa giornata, elevata simbolo del lavoro e della sofferenza degli Italiani all’estero.

Solo grazie al ministro Tremaglia noi vediamo per la prima volta, dal 2001 in poi, il coinvolgimento totale del governo e del popolo italiani nei fatti e nella tragedia di Marcinelle. Stimolata da un tale esempio, la Rai produrrà anche uno sceneggiato sulla tragedia della miniera del Bois du Cazier. E’ solo col ministro Tremaglia, infatti e con l’attuale governo in carica che il lavoro, le sofferenze e i sacrifici dei lavoratori italiani all’estero sono riconosciuti, rispettati e valorizzati: è stato finalmente possibile ricostruire la memoria del lavoro degli italiani all’estero. Tutto questo è riscoperta di identità, comunanza di appartenenza e spirito di popolo. Tutto questo è commozione.

Tuttavia, fatto strano e curioso, quest’anno per la prima volta, attorno e questa spontanea manifestazione di pietas, abbiamo visto germinare ministri, deputati, uomini politici e sindacalisti belgi, tutti socialisti o di estrazione di sinistra, locali e nazionali, finanche il Comites locale a maggioranza di sinistra, i quali per la prima volta in 48 anni hanno deposto cuscini di fiore e ghirlande davanti ai monumenti commemorativi della tragedia di Marcinelle. Per la prima volta.

Fatto strano e curioso fino ad un certo punto, perché in realtà questa imponente presenza socialista, per la prima volta, il presidente del Senato belga, per la prima volta, il ministro presidente della Regione Wallona, per la prima volta, i sindacalisti della F.G.T.B., esponenti della sinistra belga e del Comites di sinistra, tutti li’ presenti a fare le prove generali di quella che fra due anni, nel cinquantenario della tragedia di Marcinelle, sarà l’appropriazione da parte del partito socialista e del sindacato F.G.T.B. di questo 8 agosto, giornata di alto valore commemorativo della memoria, del lavoro e del sacrificio dell’emigrazione italiana.

Già si possono immaginare questi stessi luoghi, ora e finora preposti al raccoglimento, alla contrizione e alla riflessione, divenire fra due anni il supporto di sventolanti bandiere rosse, di stridenti musiche retoriche a far da decorazione alla persona centrale di Elio Di Rupo, presidente del partito socialista belga e difensore dei diritti dei lavoratori solo nel suo forbito linguaggio. Questo stesso uomo che mai i luoghi sacri di Marcinelle hanno visto, lui, italiano, figlio di emigranti italiani (protagonisti o testimoni di quella lontana tragedia), raccogliersi in commemorazione e cio è grave proprio e soprattutto perché lui è un punto di riferimento politico di tanti italiani in Belgio.

Stiamo parlando dello stesso Elio Di Rupo, presidente del partito socialista belga, che nel 2001, allorquando il ministro Tremaglia del governo e del popolo italiano venne a rendere omaggio ufficiale alle vittime della tragedia di Marcinelle, impose all’allora sindaco di Charleroi di fede e parte socialista, di non predisporre alcuna accoglienza ufficiale e formale per il "fascista" Tremaglia.

Eppure si trattava di una circostanza in cui per la prime volta in 45 anni un governo italiano si inchinava davanti al sacrificio dei lavoratori emigrati riscattava agli occhi del mondo lo sciagurato mercimonio (vedi il protocollo di intesa italo-belga del 23 giugno 1946) e l’insensibilità dei precedenti governi italiani dal dopoguerra in poi, democristiani o di centro sinistra che fossero. Per costoro gli emigranti erano solo nomi anagrafici e metaforicamente "carne di macello" - come riconosce una melanconica canzone napoletana - abbandonati alle traversie e alla aleatorietà dei diversi luoghi di accoglienza.

Solo un governo italiano, dotato oltre che di intelligenza, anche di sensibilità, come quello di cui è parte il ministro Tremaglia, poteva recuperare la memoria storica della tragedia di Marcinelle, valorizzare e rendere omaggio al lavoro e ai lavoratori italiani nel mondo.

Ma, i socialisti belgi, furbi ed accorti come volpi, hanno compreso ora, per la prima volta, il forte valore simbolico della giornata dell’8 agosto, e già hanno messo in moto la loro macchina organizzativa; si sono mossi in sincronia i diversi ingranaggi: presidente del senato, ministro presidente di regione, sindacalisti, Comites e intellettuali di sinistra (vedi la redazione dell’opuscolo "Da Roma a Marcinelle", edizione Bois du Cazier con fondi regionali della UE, finito di stampare "ad hoc" nei primi di agosto 2004), per prepararsi ad appropriarsi, a discapito dello Stato italiano, di una tale giornata commemorativa del sacrificio e del lavoro degli Italiani all’estero da cui il defilé degli esponenti socialisti belgi ed italo-belgi nel cimitero di Marcinelle, scandito da una speaker, che mentre enfatizzava le cariche pubbliche delle autorità socialiste presenti, le succedeva di farsi sfuggire ogni tanto un "Monsieur Tremaglia", quando si trattava di nominare il rappresentante del Governo italiano. E che dire ancora della postura del presidente ministro socialista della Regione Wallona, che in una fase della cerimoniale deposizione delle corone, in modo indelicato e contrario ad ogni protocollo, si è collocato con tutta la sua stazza e per tutta la durata di questa cerimonia parziale, davanti alla persona del ministro Tremaglia, offuscando ogni tipo di ripresa televisiva.

Questo è il defilé dei socialisti e la vergogna dell’imposizione e del non riconoscimento altrui.

Infine, come appendice di questa tragedia di accaparramento, si pone la sortita del presidente del Comites, (comitato istituzionalmente apartitico), che si permette di accusare l’attuale governo Berlusconi di latitanza e di inadempienza nei confronti dei problemi e delle aspettative degli italiani all’estero.

In realtà, le sue sortite, così inopportune e inappropriate nel contesto di una giornata della commemorazione e della memoria, avevano più’ l’aria di rigurgiti intestinali che di meditazioni socio-politiche. Ma tant’è l’arroganza di certe persone!

Comunque sia, l’insipienza di questo presidente del Comites è stata adeguatamente fustigata della voce tonante del ministro Tremaglia, che ha ricordato a costui che gli unici provvedimenti (Aire, Comites, voto agli italiani, ecc.) a favore degli italiani all’estero sono stati quelli e solo quelli proposti dallo stesso Tremaglia e divenuti leggi dello Stato italiano con l’attuale governo di centro destra in carica.

Latitanti e indifferenti sono stati i precedenti governi di centro sinistra.

Come era calda, serena e commovente la voce del ministro Tremaglia quando, nel corso della cerimonia ha ricordato la figura di Bruno Zoratto e il vuoto che questo uomo ha lasciato nei cuori di tanta gente.

Questa stessa voce si è fatta, però, tonante ed imperiosa quando, per contrasto, egli ha dovuto rigettare le arroganti, vergognose ed infamanti accuse al governo Berlusconi, e quindi allo stesso ministero che egli rappresenta, avanzate dallo sprovveduto presidente del Comites di Charleroi.

Per concludere, quale è stato l’eco che la commemorazione delle vittime della tragedia di Marcinelle ha avuto nei media ufficiali belgi ? La RTBF ha zumato per tre secondi la figura del ministro Tremaglia, limitandosi a dire che c’è stata una commemorazione al cimitero di Marcinelle. La RTL-TVI, nel fare la stessa asettica comunicazione ha addirittura evitato di far vedere il ministro Tremaglia, quasi a voler preservare le coscienze dei telespettatori belgi dalla contaminazione visiva di un ministro del governo Berlusconi. (Albelice Salvatore, responsabile di Azzurri nel Mondo in Belgio)

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