* INFORM *

INFORM - N. 166 - 10 agosto 2004

DOCUMENTAZIONE

CGIE - Relazione dei rappresentanti dell’Argentina all’Assemblea plenaria

Premessa

La comunità italiana in Argentina (paese dove circa il 50% della popolazione é di origine italiana) dagli ultimi dati ricavati é costituita da quasi 650 mila cittadini italiani di passaporto, ai quali vanno aggiunti 200 mila italo argentini che hanno manifestato la volontà di essere riconosciuti cittadini italiani.

Nell’affrontare le diverse tematiche concernenti la nostra comunità in Argentina, siamo partiti dalla consapevolezza che alla luce dei cambiamenti avvenuti nella stessa comunità, è necessario riproporre le diverse tematiche nell’ambito di un nuovo equilibrio tra diritti individuali e diritti collettivi, tra diritti del lavoro e diritti di cittadinanza.

Passiamo ad individuare gli ambiti d’intervento possibile, partendo dai grandi temi affrontati sino ad oggi.

Rete consolare e servizi ai cittadini

La rete consolare in Argentina è composta da 9 Uffici di prima categoria, e da tempo si auspica l’apertura di altre sedi consolari soprattutto nel cordone del Gran Buenos Aires.

Di fronte alla crisi argentina, ed alla conseguente domanda di servizi consolari, si sono assunte 95 persone (solo 5 a tempo indeterminato) che hanno costituito un sollievo per risolvere la mole di lavoro cumulata nel tempo . Il rischio che si pone oggi, é che alla scadenza del contratto (settembre 2004) si mette seriamente in crisi il funzionamento dei Consolati, e gli storici ritardi ed inadempienze nei servizi che essi offrono, rischiano drammaticamente di acutizzarsi.

Senz’altro, rendere stabili questi contratti, oltre che garantire dei posti di lavoro alle persone, contribuirebbe a continuare un lavoro di aggiornamento e consolidare i risultati raggiunti, soprattutto nell’anagrafe, e nello smaltimento delle pratiche di cittadinanza. E’ impensabile ed assolutamente anacronistico fare a meno del personale contrattato, considerando che ancora ci sono gravi limiti nell’erogazione dei servizi ai cittadini e quindi gravi limiti all’esercizio dei diritti del cittadino. Infatti, in vista alle consultazioni elettorali sarà prioritario garantire ai cittadini italiani l’esercizio al voto.

Forse non é superfluo ricordare, solo a modo di esempio, che nella circoscrizione consolare di Buenos Aires, risultano iscritti all’anagrafe ben 260.000 cittadini, mentre quei cittadini che hanno ricevuto la scheda elettorale nelle passate elezioni dei Comites sono stati 108.000 !!!

Sul Consolato Generale di Buenos Aires bisogna aggiungere che è stata acquistata una nuova sede (com’è il caso di altre circoscrizioni consolari) dove sono sorti dei problemi di agibilità che auspichiamo siano salvati quanto prima, così come d’altra parte si é impegnato personalmente il Ministro per gli italiani nel mondo.

Garantire il diritto di voto all’estero

Il referendum abrogativo del 15 giugno 2003 costituì la prima esperienza di voto per gli italiani all’estero. Gli italiani in Argentina hanno dimostrato un forte interesse ed un’attiva partecipazione quasi in 42 % sul totale delle schede elettorali inviate.

Costatiamo che garantire il voto a tutti gli aventi diritto per una corretta riuscita delle prossime consultazioni elettorali, trova però un grave ostacolo nell’allarmante discrepanza tra i dati delle anagrafi consolari ed i dati contenuti nell’elenco degli elettori giunto dal Ministero dell’Interno. Nella realtà la percentuale di per sé bassa contenuta nell’elenco del Ministero, è a sua volta ulteriormente penalizzata dal fatto che oltre il 20% dei dati sono incompleti o riportano errori.

Costatiamo che garantire il voto a tutti gli aventi diritto per una corretta riuscita delle prossime consultazioni elettorali, trova però un grave ostacolo nell’allarmante discrepanza tra i dati delle anagrafi consolari ed i dati contenuti nell’elenco degli elettori giunto dal Ministero dell’Interno. Nella realtà la percentuale di per sé bassa contenuta nell’elenco del Ministero, è a sua volta ulteriormente penalizzata dal fatto che oltre il 20% dei dati sono incompleti o riportano errori.

che rimane senza soluzione ed in forma arbitraria, l’impossibilità del riacquisto della medesima da parte degli italiani naturalizzati argentini. Inoltre, permane una grave disparità di trattamento che produce discriminazione verso le donne che non possono trasmettere la cittadinanza ai figli nati prima il 1948.

Costatiamo che garantire il voto a tutti gli aventi diritto per una corretta riuscita delle prossime consultazioni elettorali, trova però un grave ostacolo nell’allarmante discrepanza tra i dati delle anagrafi consolari ed i dati contenuti nell’elenco degli elettori giunto dal Ministero dell’Interno. Nella realtà la percentuale di per sé bassa contenuta nell’elenco del Ministero, é a sua volta ulteriormente penalizzata dal fatto che oltre il 20% dei dati sono incompleti o riportano errori.

si é conclusa, che i dati riferiti per il 2004 evidenziano una considerevole riduzione dei finanziamenti ( di circa il 20% da 10.385.090 Euro nel 2003 a 8.419.900 per quest’anno) destinati all’assistenza diretta Ció a fronte di un considerevole aumento degli italiani che hanno bisogno di assistenza e che si trovano al di sotto della soglia della povertà.

Un altro dato inquietante é dato dal fatto che il fondo comune Stato-Regioni di 2,5 milioni di Euro che si era costituito nel 2002 per dare sollievo a numerosi cittadini italiani, non si é ancora distribuito ( o si sono solo ricevuti 200.000 Euro) . Per il resto, nonostante l’emergenza di un sollecito intervento, il Governo italiano, attraverso il suo Ministro per gli italiani nel mondo, non ha ancora informato sul perché non é stato distribuito il fondo succitato.

Di fronte a questo grave problema, e sebbene la necessità di istituire una prestazione a carattere assistenziale, diretta ai cittadini italiani emigrati all’estero che si trovano in condizioni di indigenza e che non possono usufruire di analoghi trattamenti nei paesi di residenza, costituisce una vecchia rivendicazione del mondo dell’emigrazione, l’acuirsi dei bisogni in quest’area del mondo, merita una risposta efficace e definitiva.

Dall’esplosione della crisi in Argentina, dall’Italia le Regioni, le organizzazioni sociali, politiche hanno manifestato la loro volontà attraverso iniziativi che aiutano a mitigare la drammatica situazione degli italiani, soprattutto gli anziani ed inabili, i quali soffrono di più gli effetti della crisi.

Da qui che consideriamo necessario la istituzione di un assegno di solidarietà per gli italiani residenti all’estero, norma che metterebbe ordine alla questione assistenziale, razionalizzando la distribuzione delle risorse erogate in questo senso, ed in coerenza all’esercizio dei diritti di cittadinanza.

Evidentemente, questo richiede di una normativa che consenta l’articolazione del bisogno non precluso dalla territorialità come variabile escludente, come dall’altra parte previsto dall’art. 38, 1 mo. comma della Costituzione Italiana.

Crediamo che da questo ambito istituzionale bisogna sensibilizzare al Governo, alle forze politiche e sociali affinché la questione assistenziale per gli italiani all’estero possa essere tenuta nella dovuta considerazione. Perché Se è vero che esistono problemi ed aspettative comuni tra gli italiani all’estero, é indispensabile mettere a fuoco le specifiche realtà, per poter identificare linee di azione diretta alla pianificazione degli interventi per l’emigrazione.

Chiediamo concretamente che la discussione sulla tematica assistenziale diretta agli italiani all’estero sia accolta nella Legge Finanziaria dello Stato prevista per il 2005, e che sia tenuta in considerazione la proposta dei Patronati del CE.PA Argentina relativa all’assegno di solidarietà.

Previdenza

In Argentina sono pagate circa 60 mila pensioni INPS (delle quali 2 mila del Ministero del Tesoro) che rappresentano circa 300 milioni di dollari all’anno.

Sul pagamento delle pensioni permangono problemi concernenti il pagamento delle maggiorazioni sociali e l’estensione del minimo di 516,00 euro a tutti i pensionati. Infatti, il governo ha stabilito l’anno scorso un coefficiente che fissa un reddito equivalente ai 516 Euro, che per l’Argentina é pari a 393, Euro. Ci chiediamo quali siano stati le variabili applicate per definire simile importo, visto che in paesi come questo dove non c’è uno Stato Sociale, ed in una età avanzato nella quale le persone anziane hanno bisogno di cure, servizi in genere, dovrebbe essere un importo più alto, e non più basso come hanno decretato.

Peraltro si verifica che ci sono ancora migliaia di pensionati che non hanno avuto l’aumento del beneficio sociale.

Rimangono lunghi i tempi di trattazione delle domande di pensione, nonostante si sia centralizzata la stessa per l’Argentina, sull’INPS di Venezia. Su quest’ultimo verifichiamo, (per informazioni ricavate dai Patronati e dai Consolati) che il nuovo ufficio competente crea troppi ostacoli burocratici nel riconoscimento del diritto, incluso chiedendo documentazione già inviata, o che per lo Stato convenzionato non é obbligatoria, come nel caso dei documenti di identità argentini che non hanno una scadenza nel tempo.

Lingua e cultura italiana

Con il voto e la rappresentanza, in tutte le sue articolazioni, come strumenti di relazioni democratiche delle comunità con il paese di origine, lo sviluppo ed il rinnovamento di questi rapporti, soprattutto in direzione delle generazioni nate nei paesi di insediamento, del tutto prevalente con il passare del tempo, dipenderanno soprattutto dalla coerenza, efficacia e continuità delle politiche di promozione culturale che saranno adottate.

Un fattore forte e specifico di identità è quello della lingua italiana all’estero richiesta in modo crescente.

Nello specifico dell’Argentina, da quando si é approvata la nuova legge "Federal de Educación" é stata avviata una politica di accordi mirati con le singole Provincie e Municipi per l’inserimento dell’italiano quale materia d’insegnamento (facoltativa) nelle scuole pubbliche.

Verifichiamo che c’è una maggiore domanda di insegnamento della lingua e cultura italiane. Infatti circa 77 mila studenti in 104 scuole private, 147 scuole pubbliche argentine e 15 scuole legalmente riconosciute o con presa d’atto, nonché i corsi di italiano organizzati dai Comitati della Dante Alighieri ed altre associazioni.

Le difficoltà economiche dell’Argentina non consentono di approfondire, per il momento, questo iniziativa. Bisognerà pensare ad un intervento di riorganizzazione in un ‘ottica di interculturalità, basato su questi possibili criteri: integrazione nelle scuole dei paesi di residenza; continuità dell’insegnamento nei diversi livelli formativi, razionalizzazione e qualificazione del sistema di gestione pubblico e privato; sistematica politica di formazione ai docenti.

Nuove generazioni ed integrazione

Partendo dalla considerazione che un paese come l’Argentina ha una popolazione di origine italiana numerosissima che ha cambiato la sua struttura sociale, siamo di fronte ormai alle "nuove generazioni", che cercano di costruire un rapporto con l’Italia partendo dall’identità culturale che includa integralmente le variabili socio-politiche ed anche economiche.

Quindi la partecipazione politica, la cultura, la formazione, il rapporto produttivo tra le imprese italiane ed argentine, sono alcuni elementi dell’interesse che riveste l’idea del modello italiano di sviluppo, soprattutto delle piccole e medie imprese, le quali sono sicuramente un fattore importante per integrare le nuove generazioni del nostro paese e per fermare l’esodo di tanti giovani che cercano di trovare fortuna nei paesi sviluppati.

Il documento porta la firma dei Consiglieri eletti (Luigi Pallaro, Mariano Gazzola, Maria Rosa Arona, Marcello Romanello, Francisco Nardelli, Adriano Toniut, Gerardo Pinto, Riccardo Buttazzi) e del Consigliere di nomina governativa, Mario Frizzera

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