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INFORM - N. 163 - 5 agosto 2004

Senato: indagine conoscitiva sulla campagna elettorale e l'esercizio del voto nella circoscrizione Estero

Le indicazioni del Ministro Adriano Benedetti, Direttore Generale del Mae per gli Italiani all'estero, per migliorare l'attendibilità delle liste elettorali e per accrescere le garanzie del voto per corrispondenza

ROMA - Alla vigilia dalla pausa estiva dei lavori parlamentari la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha ascoltato, nell'ambito dell'Indagine conoscitiva sulle misure da predisporre per la campagna elettorale ed il voto nella circoscrizione Estero, il Direttore Generale del Mae per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie Adriano Benedetti. Durante l'audizione Dopo aver ricordato che da un anno è attivo presso la Direzione Generale da lui diretta uno specifico Ufficio sulla materia elettorale, il Ministro Benedetti ha sottolineato il positivo rapporto di collaborazione instaurato in questo campo fra i Ministeri degli Esteri e dell’Interno ed ha auspicato la creazione, presso le singole sedi diplomatico-consolari, di ristrette unità permanenti che si occupino con continuità della questione del voto. Strutture permanenti che, in prossimità delle consultazioni elettorali, dovrebbero essere ampliate.

"La nostra rete all'estero - ha proseguito Benedetti ricordando l'esigenza di non disperdere l'esperienza in materia anagrafica ed elettorale dei 384 contrattisti che termineranno la loro esperienza lavorativa presso i Consolati a fine anno - se non sarà opportunamente rafforzata nella disponibilità di personale di ruolo ed a contratto, affronterà in condizioni difficilissime ogni futura prova elettorale, prima fra tutte quella ancor più impegnativa del voto per il Parlamento italiano". Una mancanza degli organici che è stata resa ancora più evidente dalle accresciute responsabilità dei Consolati sia nell'ambito della valorizzazione delle nostre collettività, voto all'estero e riacquisto della cittadinanza, sia sul fronte dell'immigrazione che ha visto crescere il maniera esponenziale le domande di ricongiungimento familiare verso l'Italia.

Benedetti ha poi affrontato la questione delle discrepanze anagrafiche fra liste consolari ed AIRE. Se da una parte infatti gli Italiani all'estero registrati nelle liste consolari superano di poco i 4 milioni, dall'altra sono 3.276.599 i connazionali segnalati nell'anagrafe aggiornata AIRE. Una discrepanza di circa 750.000 unità che, se si tiene conto dei cittadini registrati in via esclusiva nelle anagrafi comunali e sconosciuti ai Consolati (oltre un milione di connazionali), rischia di lievitare ulteriormente. A tutt'oggi infatti la "reale differenza numerica" fra schedari consolari ed elenco aggiornato su base AIRE è di ben 1.716.999 unità. Una notevole difformità, per il superamento della quale appare essenziale il contributo del 384 contrattisti in via di licenziamento, che, secondo Benedetti, non potrà essere risolta nemmeno attraverso il meccanismo di ripescaggio dell'elettore all'ultimo momento. Un'opzione di legge, che contempla il rilascio in tempi rapidi di un attestato da parte dei comuni di provenienza del potenziale elettore, che nelle passate consultazioni elettorali ha però consentito di inserire nell'elenco del Ministero dell’Interno solo 67.596 connazionali. In questo ambito appare difficilmente percorribile anche l'opzione che prevede la creazione, alfine di equiparare le varie banche dati, di una rete telematica fra i vari comuni. Un progetto, sicuramente ricco di prospettive, che si pone però al di là dei limiti temporali del prossimo impegno elettorale.

Una situazione difficile dunque - vi è il concreto rischio che oltre un terzo dell'elettorato all'estero rimanga escluso dalle prossime consultazioni politiche - che potrà essere superata attraverso una soluzione temporanea, sorretta da una normativa ad hoc, che attribuisca eccezionalmente ed in ordine alla prossima consultazione elettorale, una vigenza prevalente agli schedari consolari. Un'iniziativa normativa, con esclusivi fini elettorali, che non inficerà tutti gli altri effetti giuridici che discendono dalla formale appartenenza del cittadino all'AIRE.

Per quanto riguarda invece le intese con gli Stati per l'esercizio di tutte attività connessa al voto da Benedetti è stato evidenziato come a tutt'oggi, mentre permangono gli accordi semplificati stipulati con circa 110 Paesi in occasione dei referendum, sia necessaria una nuova negoziazione con gli altri 70 che fino ad oggi non hanno sottoscritto le intese. In questo contesto un caso a se stante è rappresentato dal Canada dove lo scorso anno è stato ottenuto solo un accordo parziale che consente l'esercizio del voto ma non permette ad un cittadino con doppia cittadinanza di candidarsi alle elezioni per il Parlamento italiano. Una lacuna che si cercherà di colmare - con le autorità canadesi sono già stati avviati numerosi contatti - senza dimenticare gli altri aspetti ancora in sospeso, come il divieto di diffusione dei programmi di Rai International sul territorio canadese e la proibizione di consentire l'elezione diretta dei Comites.

E' stata poi la volta del Presidente della Commissione Andrea Pastore che, dopo aver sottolineato le oggettive difficoltà anche "corporative" derivanti dall'attribuzione della gestione degli elenchi anagrafici per l'estero, si è detto dubbioso sulla possibilità che le verifiche sul diritto dell'elettorato attivo possano essere portate avanti anche dai Consolati. Il senatore Pastore, nel ricordare la necessità di predisporre intese con i vari Stati che consentano di applicare con equità tutti le regole della campagna elettorale, ha poi parlato dell'esigenza di approntare specifici controlli (come ad esempio una telefonata all'elettore da parte del Consolato che verifichi l'effettiva consegna del plico elettorale) che consentano di ridurre i rischi di brogli e manipolazioni connessi al voto per corrispondenza.

Alle sollecitazioni del Presidente della Commissione il Direttore Generale del Mae ha replicato ricordando come, anche nell'ipotesi di una prevalenza degli schedari consolari rispetto quelli dell'AIRE, il riconoscimento della titolarità del diritto di voto dell'elettore rimarrebbe comunque di competenza dei Comuni interessati. In questo nuovo scenario spetterebbe invece in ultima istanza al Consolato, dopo l'incrocio dei dati con le liste comunali, la verifica dell'effettiva residenza all'estero dell'elettore. Sulla questione della sicurezza del voto Benedetti ha poi precisato come in questo contesto, oltre alla necessaria maturità dell'elettore, bisognerebbe affidarsi a specifici accorgimenti tecnici, come ad esempio l'invio del plico elettorale tramite raccomandata - una prassi che garantirebbe il ricevimento della busta nelle mani dell'interessato - e l'introduzione di nuove forme di monitoraggio da parte del Consolato. Altri correttivi potrebbero inoltre essere introdotti, attraverso una semplice circolare amministrativa, anche sulle modalità d'invio della scheda elettorale al Consolato. In questo contesto gioverebbe infatti, ai fini di una maggiore assunzione di responsabilità dell'interessato, la firma sul tagliando elettorale da parte del votante. (Goffredo Morgia-Inform)


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