* INFORM *

INFORM - N. 161 - 3 agosto 2004

Da "Pagine", Venezuela

Vitaliano Vita: "Perché il CGIE non può essere elettivo!"

CARACAS - - Di fronte ai problemi che sta attraversando l’umanità, esprimere altri giudizi sul Cgie ed suoi registi, alla luce di risultati scontati , è fare polemica inutile! Per chi porta avanti queste strategie, quel che conta non è il ruolo ed il significato del Cgie, ma dimostrare di aver occupato ogni spazio, di poter utilizzare il Cgie come cassa di risonanza; di poter parlare, suo tramite, in nome dell’emigrazione specialmente per condizionare il "Ministro" (ndr Tremaglia) ed il suo operato. Perciò certi risentimenti di qualcuno per la definizione di rinnovo "bulgaro" del Cgie data da Ferretti (AN),lasciano perplessi!

Nel precedente Cgie c’era stato un tentativo di fare meglio, di allargare la partecipazione, poi prevalsero le vendette e la smania di "acchiappare tutto". Perciò sembra opportuno ricordare che, in passato, i trattamenti riservati all’opposizione furono ben diversi. Ricordo per esempio il primo Cgie ,dove la maggioranza riservò alla sinistra, presente con meno di 10 membri, la partecipazione al CdP e la vice presidenza dello stesso, che confermò a Sandirocco anche dopo le dimissioni del primo destinatario. Quello fu un Cgie altro stile... che permise ai Farina, ai Micheloni , ai Zoratto e Conte di portare avanti le proprie battaglie e manifestare le proprie critiche; Fu un Cgie che consenti al Sottosegretario Fassino di svolgere in assoluta minoranza il suo compito di Presidente del Cgie, con il massimo rispetto e collaborazione degli avversari politici che erano forte maggioranza.

Altri tempi...! Il secondo Cgie cambio tutto, introdusse nuove regole (il tutto lecito pur di contrapporsi agli avversari). Perciò le affermazioni di Ferretti appaiono non solo giuste ed appropriate ma sorprendentemente contenute... (conoscendone il carattere); d’altra parte le assenze, nell’attuale esecutivo, di personaggi come Farina, già Vice Segretario Generale per l’Europa e di Micheloni nel CdP, la dicono tutta sull’intransigenza e i programmi predisposti nel copione di questo Cgie. A questo punto non rimane che sperare che il riconfermato Segretario generale Franco Narducci non venga sopraffatto, riesca a sottrarsi ai diktat della politica; una speranza labile, stando allo schieramento con il quale questo Cgie si predispone ad affrontare la nuova gestione (16 delle 17 nomine sono tutte da una parte), uno schieramento che qualcuno ha giudicato necessario ..."per rendere fisiologica la sua vita democratica". Noi rimaniamo fermamente convinti che il Cgie debba essere un organismo continentale, stante la diversità delle problematiche da affrontare, un organismo di rappresentanza degli italiani che risiedono fuori del Paese, scelto direttamente dagli elettori per affrontare e risolvere i loro propri problemi, tutelare i loro propri interessi, migliorare i servizi della PA e le relazioni con l’Italia ed il paese di residenza... Un organismo tecnico capace di individuare i problemi e proporne le soluzioni: una struttura complementare e di supporto alla rappresentanza parlamentare. Può un Cgie cosi costituito proporre una modifica legislativa che per essere democraticamente rappresentativa attuale e pertinente dovrebbe escludere almeno il 90% dei suoi attuali organi esecutivi? No! E allora? Inutile sperare, meglio rassegnarsi e commentare alla Ferretti. (Vitaliano Vita-Pagine/Inform)


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