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INFORM - N. 157 - 29 luglio 2004

CGIE: le considerazioni del Vice Segretario Generale per il gruppo di nomina governativa

Andrea Amaro: "Tra i punti di forza del nuovo CGIE il rapporto privilegiato con i parlamentari della circoscrizione Estero e le politiche di sostegno per le giovani generazioni e gli indigenti"

ROMA - Spetterà ad Andrea Amaro, l'esponente della sede centrale della CGIL che si occupa degli itasliani all’estero, il compito di coordinare il lavoro dei 29 rappresentanti del mondo politico, sindacale e dell'associazionismo che operano nell'ambito del CGIE. Con 68 voti Amaro è infatti stato eletto Vice Segretario Generale per il gruppo di nomina governativa. Un incarico impegnativo che è stato accolto con soddisfazione e spirito costruttivo.

"Sono contento di essere stato eletto - ci ha spiegato Amaro - anche da chi non condivide le mie opinioni. Questo ampio riconoscimento rappresenta un segnale importante anche per quanto riguarda il futuro funzionamento del CGIE che dovrà essere sempre più unitario. Tra le urgenze lavorative del nuovo Consiglio Generale - ha proseguito il Vice Segretario Generale rispondendo ad una nostra domanda sulle priorità del neo CGIE - io vedo in primo luogo i giovani all'estero. Per questi ragazzi di seconda e terza generazione noi dovremo attivare specifiche proposte culturali e linguistiche che diano un segnale positivo a quei giovani che, pur essendo perfettamente integrati nelle società d'accoglienza, vogliano riscoprire il loro patrimonio storico e familiare. Un altro aspetto rilevante che impegnerà il CGIE sarà la politica a favore dei più bisognosi. E' ad esempio inaccettabile che l'assegno per la seconda maternità valga solo in Italia e non all'estero e che la pensione sociale possa essere attribuita esclusivamente a coloro che risiedono in Italia. In questo ambito vi sono dunque dei problemi di equità e di rispetto dei diritti"

"Naturalmente - ha poi evidenziato Amaro ricordando la necessità di rafforzare il rapporto del Consiglio Generale con le collettività e l'associazionismo - il nuovo CGIE dovrà essere autonomo e, per quanto riguarda il confronto con il Governo ed il Parlamento, fortemente propositivo. Voglio infine ricordare come l'esercizio del voto politico da parte degli italiani all'estero sia un fatto decisivo. Non è però detto che tutto questo debba portare ad una riduzione del ruolo del CGIE, anzi io credo che i deputati ed i senatori, essendo eletti su base continentale, avranno bisogno di intavolare con le comunità italiane un rapporto che non potrà essere garantito dal loro apparato elettorale. Quindi in definitiva il CGIE, con l'elezione dei parlamentari nella circoscrizione Estero, avrà degli interlocutori privilegiati e più sensibili alle questioni degli italiani nel mondo. Un punto di forza che il nuovo Consiglio Generale, più autonomo e propositivo, dovrà sfruttare nel migliore dei modi". (Goffredo Morgia)


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