Regione Veneto e immigrazione
Zanon: "Anche i ragazzi islamici non vogliono ghetti, ma mediazione culturale che aiuti l’integrazione"
VENEZIA - "Apprendo con piacere dalla stampa che l’ipotesi d’istituzione di una classe islamica, a Milano, come in qualsiasi altro luogo, non è accolta con favore nemmeno dai ragazzi islamici che non vogliono autoghettizzarsi ma integrarsi pienamente nel tessuto sociale italiano". Lo ha affermato l’Assessore della Regione Veneto alla sicurezza e ai flussi migratori Raffaele Zanon in riferimento alla notizia dell’opposizione di diversi ragazzi islamici all’istituzione di una classe di soli studenti islamici in un liceo milanese.
L’Assessore veneto condivide appieno alcune dichiarazioni del direttore del centro "Portofranco" di Milano il quale ha detto che "questi ragazzi non intendono isolarsi, ma puntano al confronto con la nostra cultura".
"L’idea dell’istituzione di una classe musulmana - ha detto Zanon - così come si stava proponendo di sperimentare al liceo Agnesi di Milano prima dello stop decretato dal provveditore e dal ministero, è sempre stata contraria all’indirizzo che la Regione Veneto si è data in materia di integrazione e che passa attraverso il rispetto dell’identità. Ora che iniziano a farsi strada anche le opinioni dei ragazzi islamici, abbiamo la conferma che questi esperimenti non nascono da reali esigenze religiose, ma dalla distorsione ideologica con cui alcuni amministratori interpretano la realtà islamica. Bisogna guardarsi - afferma l’esponente del governo veneto - dalle strumentalizzazioni soprattutto in questo campo. La scuola è il primo e basilare anello del processo di integrazione - spiega Zanon - e le classi sono palestre di convivenza e di conoscenza reciproca. Nulla impedisce ai dirigenti scolastici di favorire la frequenza a corsi di materie integrative per tutti gli studenti italiani e stranieri, materie che amplino le cognizioni in direzione di una multiculturalità che arricchisce la nostra società. Non esistono impedimenti all’insegnamento facoltativo della religione musulmana - ricorda Zanon - qualora esista la possibilità di stabilire un accordo con i rappresentanti riconosciuti della comunità islamica. La scuola statale italiana è laica e per questo è aperta a tutti, garantisce e deve garantire la parità di accesso al di là di ogni confessione religiosa. Il modello veneto d’integrazione - sostiene infine l’Assessore veneto - si avvale della mediazione culturale proprio per evitare i ghetti e l’isolamento per qualsiasi realtà religiosa e consentire agli stranieri, a partire dai giovani e dagli studenti, un inserimento armonioso, pacifico, positivo nel tessuto sociale". (Inform)