* INFORM *

INFORM - N. 152 - 22 luglio 2004

Politici e Ong su Cooperazione e solidarietà internazionale

Dibattito alla Festa dell’Unità di Roma. "La Cooperazione allo sviluppo deve diventare priorità delle forze del centro sinistra"

ROMA - La Cooperazione allo sviluppo dovrà essere uno dei cardini del programma di governo del centro sinistra. A chiedere che la Cooperazione rientri nelle linee programmatiche del centro sinistra sono esponenti di quell’area, nonché rappresentanti delle Ong e della società civile. A discutere di cooperazione, del suo rilancio in un eventuale governo di centro sinistra, e della necessità di serrare le file di fronte a possibili, forti tagli nel prossimo Dpef e nella Finanziaria sono stati il deputato dei Ds Famiano Crucianelli, il senatore della Margherita Franco Danieli (responsabile per la Cooperazione, e componente della Commissione Esteri del Senato), Nicola Manca responsabile nazionale Ds per la Cooperazione), Sergio Marelli (presidente Ong italiane). Il dibattito "Rilanciamo la Cooperazione e la solidarietà internazionale, contro la politica dei tagli del Governo" che si è svolto alla Festa dell’Unità di Roma, è stato introdotto da Mario Schina (esecutivo nazionale Autonomia tematica Ds "Altrimondi") e coordinato da Nello Gissara (segretario Autonomia tematica "Altrimondi" di Roma). Il quale, ponendo l’accento sulla necessità e l’urgenza di rilanciare la Cooperazione allo sviluppo, ha invitato ad un confronto all’interno dei Ds e delle forze del centro sinistra coinvolgendo Ong, organizzazioni del settore, società civile ecc. nella definizione del quadro programmatico della coalizione.

Anche da Schina, è arrivata la forte sollecitazione al centro sinistra a fare della Cooperazione allo sviluppo uno dei punti qualificanti del suo programma di governo. Schina, che ha paventato il rischio di forti tagli in autunno da parte dell’esecutivo, ha tirato le orecchie al centro sinistra per non essere riuscito a riformare negli anni in cui era alla guida del Paese la materia della Cooperazione allo sviluppo (furono presentati un ddl da parte dell’allora Ministro degli Esteri Dini e del Sottosegretario Serri, e una proposta di legge dei Ds-Ulivo. Anche il Prc presentò un testo di riforma della legge 49/1987 che disciplina la cooperazione allo sviluppo, ndr).

Sergio Marelli, sottolineando come la politica alla Cooperazione potrebbe essere tra le politiche fortemente distintive del centro sinistra rispetto al centro destra, ha proposto una serie di criteri da fare rientrare tra le priorità del programma. Tra essi, fare in modo che il Tesoro non attinga alla Cooperazione, far sì che la Cooperazione non sia garantita con fondi straordinari (è "carità compassionevole" ha commentato Marelli), tenere su piani distinti l'intervento umanitario e le missioni militari. Facendo riferimento alle risorse, questione scottante in questo settore, il presidente delle Ong italiane ha annunciato, per le prossime settimane, il lancio della campagna dello 0,7 per cento del Pil da devolvere alla Cooperazione allo sviluppo.

Anche il senatore Franco Danieli ha evidenziato il forte pericolo che con il Dpef e la Finanziaria arrivino grandi tagli per il settore della Cooperazione, anche se per il momento "sono stati sventati" i tagli di 250 milioni di euro per i cosiddetti fondi a dono e quelli di 500 milioni ipotizzati sui fondi a rotazione. Danieli, ricordando che i mali che hanno portato ad un cattivo funzionamento della Cooperazione hanno lontana origine, ha criticato la politica dell’attuale governo e la scelta del Ministero degli Esteri di chiamare consulenti esterni (un centinaio - ha fatto osservare il senatore - quelli utilizzati nell’ambito della Cooperazione allo sviluppo). Per Danieli "la politica della chiamata dei consulenti" può portare a "problemi di trasparenza" in un settore così delicato come quello della Cooperazione. Dopo avere sottolineato l’importanza di avere avviato un Forum sul volontariato e la cooperazione nel quale si confrontino tutti i partiti del centro sinistra e i soggetti che si occupano del settore, anche l’esponente della Margherita ha avvertito gli alleati che il programma di governo "non va realizzato a tavolino da un partito" e che per quanto riguarda la Cooperazione bisogna predisporre un programma di lavoro in vista di un autunno caldo sul fronte dei tagli e definire una proposta unitaria di riforma.

L’on. Famiano Crucianelli ha parlato di "obbligo morale e politico di resistenza" al possibile prossimo taglio dei fondi, puntando l’indice sulla "mancanza di impulso del governo" nei riguardi del settore della Cooperazione. Crucianelli ha però anche avvertito che nel centro sinistra stesso è indispensabile fare una "battaglia culturale" affinché il tema della Cooperazione diventi prioritario e ha invitato ad aprire un confronto su questo argomento anche con i rappresentanti dei no global

Nicola Manca, in conclusione di dibattito, si è detto fiducioso su una prossima piattaforma unitaria e ha sottolineato come la Cooperazione possa e debba diventare "il perno di politiche nuove". Anche per l’esponente dei Ds "è importante l’obiettivo dello 0,7 per cento" e ha indicato nella politica intrapresa dalla Spagna di Zapatero e da altri Paesi europei l’esempio da seguire per il rilancio della Cooperazione. Anche da Manca è arrivato il suggerimento ad ascoltare i movimenti e a costruire un rapporto con loro. (Simonetta Pitari-Inform)


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