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INFORM - N. 151 - 21 luglio 2004

Su "Tribuna Italiana" di Buenos Aires l’editoriale del direttore Marco Basti

CGIE: all’odg le emergenze di sempre

BUENOS AIRES - Lunedì prossimo si riunirà a Roma per la sua prima seduta, il nuovo CGIE sorto dalle recenti elezioni di giugno. Come abbiamo già informato, per quanto riguarda la rappresentanza della comunità italiana in Argentina, si tratterà di un gruppo quasi totalmente rinnovato, con un solo rieletto tra gli otto consiglieri ai quali si aggiungerà Mario Frizzera, nominato con decreto governativo, rappresentante,del Ctim nel CGIE. Quindi anche se non rappresentando direttamente la nostra comunità, si da per scontato che Frizzera si interesserà anche della nostra comunità e quindi la "nazionale" argentina al CGIE sarà di nove consiglieri.

Sarà quindi il gruppo più numeroso e, visto che è anche in buona parte omogeneo, dovrebbe mettersi subito al lavoro per raggiungere alcuni importanti obiettivi politici. Il primo atto dell’assemblea plenaria del CGIE, sarà l’elezione del nuovo Direttivo, che comprende il segretario generale, i vicesegretari continentali e i membri del Comitato di Presidenza. Dal primo CGIE, nel 1986, il posto del segretario generale é sempre stato occupato da un consigliere residente in un paese europeo, fuori dall’Italia. Tra i vicesegretari continentali, creati dopo la modifica apportata nel 1992, l’Argentina ha occupato quella carica tra quella data e il 2002, anno in cui morì, con Antonio Macri che raccolse generale beneplacito per la responsabilità e l’impegno con cui svolse l’incarico.

L’elezione di Macri fu dovuta certamente alle sue note capacità manageriali e per fare relazioni. Ma nella scelta fu determinante inoltre la presenza in Argentina della più importante comunità italiana residente all’estero, non solo per il numero, ma anche per la lunga storia che ha alle spalle e - non meno importante – per l’impegno e la capacità di interloquire con le istituzioni italiane, nella costruzione di una politica dell’emigrazione, dimostrata fin dalla Prima Conferenza Nazionale dell’Emigrazione e confermata nelle assise successive.

Dopo la morte di Macri, le beghe tra i due consiglieri dell’Argentina che aspiravano alla vicesegreteria, portarono al risultato del classico proverbio: "Tra due litiganti, il terzo gode". E infatti, la comunità italiana in Argentina perse non soltanto la vicesegreteria, ma anche uno dei posti nel Comitato di Presidenza.

Ora gli incarichi nel CGIE sono stati rinnovati quasi completamente: Infatti solo uno tra gli otto consiglieri eletti all’assemblea elettorale del 26 giugno alla Colombo è stato rieletto. Tutti gli altri sono nuovi. Tra loro c’è Luigi Pallaro, il dirigente della nostra comunità che può vantare la maggiore esperienza nel campo dei rapporti con le istituzioni italiane nel quadro della politica per l’emigrazione. Partecipò da protagonista, giovane dirigente allora, alla Prima Conferenza Nazionale dell’Emigrazione, della quale insieme alla comunità italiana in Argentina era stato uno dei promotori. Legato al mondo dell’associazionismo dalla presidenza della Feditalia, conosce come pochi le associazioni fondate dagli italiani in Argentina in un secolo e mezzo di emigrazione. Ma conosce bene anche il mondso dei rapporti con le Regioni, visto che per molti anni fu consigliere del Veneto. Il suo impegno di rappresentanza lo portò a trattare con il mondo politico e istituzionale italiano ai più alti livelli. Inoltre la sua proficua attività imprenditoriale - è un self made man di grande successo - lo ha portato ad allacciare rapporti con il mondo economico italiano, ma non solo. Conosce, come vicepresidente della Federazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, gli imprenditori italiani in tutto il mondo. Conosce i dirigenti delle comunità italiane in tanti paesi al mondo.

Sembra quindi il candidato ideale che la nostra comunità può proporre se non all’incarico di segretario generale, che difficilmente l’alleanza tra i consiglieri europei e quelli di nomina governativa consentirebbe, sicuramente alla vicesegreteria per l’America Latina. Pallaro è accompagnato da dirigenti giovani, e comunque già sperimentati per la loro attività in seno alle associazioni. Molti di loro sono arrivati agli incarichi che oggi occupano grazie alla politica messa in atto dalla Feditalia di promuovere la partecipazione delle nuove generazioni nelle nostre istituzioni.

Ci sono quindi le premesse per fare un efficace lavoro di squadra il cui primo obiettivo sarà, riuscire a convincere prima i colleghi dell’America Latina e poi l’assemblea della convenienza dell’elezione di Pallaro alla vicesegreteria.

Se, come ci auguriamo, ce la faranno, avranno davanti a sè cinque anni per lavorare sul classico ordine del giorno delle nostre richieste: l’assegno sociale per i connazionali anziani e che non hanno entrate sufficienti per vivere gli ultimi anni delle loro vite con un minimo di dignità; l’urgente aggiornamento dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero; l’urgentissima situazione del personale a contratto dei Consolati, assunto negli ultimi due anni, che, se non saranno rinnovati, provocheranno che i consolati precipitino un’altra volta nel caos; il miglioramente della rete consolare; una nuova ed efficace politica culturale italiana all’estero, che tenga conto della realtà della presenza di importanti comunità italiane all’estero; una valida politica dell’informazione che comprenda il sostegno efficace ai media italiani all’estero. Una citazione certamente parziale. Solo l’inizio di un lungo elenco di argomenti sui quali dovrà lavorare il nuovo CGIE e sul quale dovranno impegnarsi i nostri consiglieri da lunedì prossimo. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)


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