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INFORM - N. 150 - 20 luglio 2004

 

In discussione alla Camera il disegno di legge per il rimborso dei bond argentini acquistati dai risparmiatori italiani

In caso di approvazione le obbligazioni potrebbero essere rivendute alle banche collocatrici al 70% del valore originario

ROMA - E' in svolgimento alla Camera dei deputati il dibattito sul disegno di legge per il rimborso dei risparmiatori italiani che hanno acquistato obbligazioni della Repubblica Argentina. La discussione generale si è aperta con l'intervento del relatore Ettore Romoli (Forza Italia) che ha in primo luogo ricordato come la proposta di legge in discussione derivi dal lavoro di sintesi, compiuto dalla Commissione Finanze, sui progetti di legge n.4669 e 4703 presentati dai deputati Guido Rossi (Lega Padana) e Giorgio Benvenuto (Ds-Ulivo). Il testo unificato - secondo quanto appurato dalla Commissione nel corso delle audizioni informali il controvalore dei titoli argentini detenuti dagli investitori italiani ammonterebbe ad almeno 14 miliardi e 500 milioni di euro - prevede che le persone fisiche residenti in Italia in possesso di obbligazioni pubbliche argentine, alla data di dichiarazione del default sui titoli, possano vendere tali obbligazioni alle banche collocatrici per un corrispettivo pari al 70% del valore iniziale. In ogni caso il rimborso individuale non potrebbe superare i 50.000 euro. In alternativa i risparmiatori, al momento della vendita, potrebbero ricevere obbligazioni emesse dai medesimi Istituti bancari per il consueto valore nominale del 70%, ma con un massimo di rimborso individuale di 85.000 euro. L'adesione a tali misure comporterebbe ovviamente per l'obbligazionista la rinuncia ad ogni azione legale nei confronti delle banche collocatrici.

Il disegno di legge prevede inoltre che le banche iscritte all'albo debbano inoltre mobilitarsi per il finanziamento di uno specifico fondo di mutualità. Gli istituti di credito verserebbero l'uno per mille del patrimonio di vigilanza esistente alla data del 31 dicembre 2003 e le risorse del fondo bancario saranno devolute alle già citate banche collocatrici.

Dopo l'illustrazione del disegno di legge il relatore si è soffermato sui dubbi, sollevati dalla I Commissione, sull'effettiva applicabilità dell'obbligo di riacquisto dei titoli da parte delle banche collocatrici. Secondo i senatori della Commissione Affari Costituzionali un simile intervento legislativo, che non tenga conto delle accertate responsabilità dei singoli istituti nel collocamento dei titoli, finirebbe per comprimere il principio della libera iniziativa economica dei privati. Analoghe perplessità sono emerse anche per l'obbligo di versare, da parte degli istituti, specifiche risorse nel fondo bancario di mutualità. Dalla Commissione Bilancio è invece stato rilevato l'alto prezzo dell'operazione che, visti i costi aggiuntivi sostenti dalle banche, determinerebbe una riduzione delle entrate erariali di oltre 1,4 milioni di euro. Un problema, quello dei costi e della mancata copertura finanziaria del provvedimento, che, secondo il relatore, potrà essere risolto con il fattivo contributo di tutte le forze politiche.

E' stata poi la volta del deputato della Margherita Mario Lettieri che, nel ricordare la difficile situazione dei bond italiani sul mercato delle euro- obbligazioni, ha paventato il rischio che il nostro Paese possa presto trovarsi nella medesima situazione economica dell'Argentina. Lettieri, dopo sottolineato il positivo lavoro negoziale promosso da otto banche italiane nei confronti delle Società argentine, ha chiesto al Governo italiano ed al Fondo Monetario di esercitare, al fine di risolvere la questione e di accelerare i tempi della negoziazione del rimborso, una costante ed efficace pressione nei confronti delle Istituzioni argentine. Il deputato ha poi evidenziato come la richiesta di coinvolgere le banche nel riacquisto dei bond sia ampiamente giustificata dalle chiara responsabilità di alcuni istituti di credito che hanno coinvolto i piccoli risparmiatori in questa operazione. Lettieri ha infine concluso auspicando sia un intervento chiarificatore del Governo sul reperimento delle risorse per la copertura finanziaria del provvedimento, sia la rapida approvazione della legge sul risparmio che dovrebbe tutelare i piccoli investitori.

Della necessità di limitare i danni dei risparmiatori ha parlato anche il primo firmatario di una delle due proposte di legge Giorgio Benvenuto (Ds- Ulivo) che ha inoltre sostenuto come questo vero e proprio crac abbia investito soprattutto i cittadini anziani delle regioni del nord (14 miliardi di euro) e solo in maniera limitata il sistema bancario (473 milioni di euro). Un dato di fatto che pone ancora una volta sul tappeto la necessità di tutelare i piccoli risparmiatori. Anche Benvenuto ha elogiato il lavoro di rinegoziazione del debito argentino portato avanti dalle banche associate ed ha espresso critiche all'inerzia del Governo che ha finito con il creare una specie di "vuoto pneumatico" intorno ai nostri negoziatori. Una mancanza di peso politico che, in questo contesto, ci impedisce di instaurare un fattivo dialogo con il Governo argentino che intanto sta portando avanti, grazie al forte ritmo di sviluppo del PIL, il risanamento del Paese. "Occorre dunque - ha poi specificato il deputato - che il Governo italiano adotti precise direttive nei confronti dei nostri rappresentanti nel Fondo monetario internazionale, affinché questa rinegoziazione del debito possa muoversi in una diversa direzione". Dopo aver definito paradossale ed incredibile la preoccupazione che la restituzione dei soldi da parte delle banche possa influire negativamente sul gettito erariale dello Stato, Benvenuto ha ricordato la necessità di sostenere con forza i nostri negoziatori e di avviare in parallelo, anche alla luce degli ottimi rapporti che intercorrono fra i due Paesi, un'azione politica nei confronti dell'Argentina. Un salto di qualità in tal senso potrebbe infatti evitare una preoccupante proliferazione giudiziaria che finirebbe con il creare un clima di conflittualità nel nostro Paese. (Lorenzo Zita-Inform)


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