* INFORM *

INFORM - N. 147 - 15 luglio 2004

Rapanà: "Il Canada snobba l’Italia e nega alla comunità italiana Rai International"

MONTREAL - La comunità italiana in Canada vive oggi uno dei giorni più bui della sua storia. Si sente tradita dal Governo canadese e chiede a quello italiano di non essere abbandonata. La decisione negativa alla domanda presentata da Rai International lascia la Comunità nel più profondo sconforto. Il dubbio che circola nella comunità è che questa situazione non sia estranea al conflitto di interessi del Presidente del Consiglio.

Secondo quanto si apprende dal CRTC la licenza a Rai International è stata negata perché entrerebbe in concorrenza con una stazione privata che trasmette i programmi di MEDIASET. Gli italiani del Canada attendono un intervento diretto del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, proprietario di MEDIASET, presso il Primo Ministro del Canada Paul Martin.

Dopo anni di battaglie per ottenere un diritto sacrosanto: 105.000 firme; una montagna di lettere di sostegno; una straordinaria manifestazione pacifica a Ottawa; la mozione approvata all’unanimità dell’Assemblea Nazionale del Quebec e infine la lettera rassicurante del Ministro Frattini, nessuno si aspettava una simile decisione.

Il Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia durante la sua visita a Montreal disse: AVRETE LA RAI! E la gente, che gremiva il Teatro del centro Leonardo da Vinci, ci ha creduto e si spellata le mai per applaudirlo.

Oggi la verità! L’Italia in Canada è, di fatto, censurata da un gruppo di uomini d’affari che riescono a controllare le decisioni del CRTC.

Con la decisione di oggi questo potente gruppo di uomini d’affari, di finanziatori dei partiti al potere, tenta di spingere Rai International in un vicolo cieco ed accettare il progetto RAI-Canada, progetto già denunciato con forza dalla Comunità italiana come una vera e propria truffa ai danni di Rai International, perché pur procurando 85% dei programmi, non ne avrebbe il controllo, lasciandoli quindi alla manipolazione dei canadesi; è una truffa ai danni dell’Italia perché la sua immagine verrebbe alterata dagli interessi commerciali dei canadesi che con la produzione del 15% (di contenuto canadese più 12 minuti di pubblicità per ogni ora di programmazione come prevede la licenza di RAI-Canada; è una truffa ai danni della comunità italiana perché da anni questa chiede, in modo chiaro e inequivoco, di poter fruire dei programmi di Rai International 24 ore al giorno e di poter accedere ai programmi autentici della televisione pubblica italiana, i soli che possano presentare l’immagine dell’Italia nel mondo.

Ora gli italiani e tutta la comunità italiana in Canada si attende una pronta, soprattutto convincente, reazione da parte del Governo italiano, direttamente dal suo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

E’ inammissibile che alle soglie del terzo millennio, in Canada, un Paese tra i più progrediti al Mondo, che l’Italia ha sempre considerato Paese amico, gli italiani e la stessa immagine dell’Italia debbano essere penalizzati per favorire gli interessi economici di pochissime persone.

Chiediamo al Ministro Frattini, di intervenire alla prossima Assemblea del CGIE e riferire quali siano le iniziative che intende intraprendere e di valutare se, dietro questa assurda decisione, non vi siano gli elementi per dare il via ad una crisi dei rapporti diplomatici con il Canada dove l’Italia è censurata rispetto ad altri Paesi e la Comunità italiana è discriminata rispetto ad altre comunità. (Giovanni Rapanà, Consigliere al CGIE-Canada)

Inform


Vai a: