* INFORM *

INFORM - N. 147 - 15 luglio 2004

Editoriale di Nino Randazzo su "Il Globo" di Melbourne e "La Fiamma" di Sydney

Andare in Grecia per andare in America: decisione offensiva

Rapporti Australia-Italia: spira aria di chiusura, di smantellamento lento ma costante. In tutti i sensi. Non era bastato che le compagnie aeree di bandiera Alitalia e Qantas avessero abolito i servizi fra i due Paesi. Non era bastato che alla rappresentanza diplomatica australiana di Roma i richiedenti informazioni su procedure d’ingresso in Australia fossero da tempo trattati ai classici pesci in faccia. Non era bastato che le autorità politiche di Canberra avessero sprezzantemente riservato all’Italia minore attenzione che non a un Paese del terzo mondo (anche dopo l’invio di soldati italiani a Timor Est in un’operazione sotto l’egida dell’ONU ma essenzialmente australiana). Non era bastato il sostanziale declassamento e riduzione all’osso della missione diplomatica australiana in Italia. Ora anche la chiusura a Roma dell’ufficio pratiche d’emigrazione, trasferito in Grecia.

Senza dubbio la decisione del governo di Canberra parte da motivi di economia, di razionalizzazione dei servizi, di una riduzione generale del programma d’immigrazione. Ma qualche spiegazione formale il ministro federale dell’Immigrazione, Amanda Vanstone, avrebbe pur potuto darla. Se non altro come gesto di cortesia al più numeroso gruppo etnico non anglo-celtico d’Australia e ad un Paese amico della cui "amicizia" i politici di governo e d’opposizione di questo continente-nazione si riempiono la bocca in ogni occasione di incontri celebrativi.

Qualunque possa essere il motivo della decisione, resta una realtà nuda e cruda, ed è che i rapporti fra i nostri due Paesi, invece di moltiplicarsi e rinsaldarsi, si scollano, si sfilacciano. E’ semplicemente irriguardoso, si potrebbe persino dire offensivo, comunicare ai residenti di un Paese come l’Italia, con centinaia di migliaia di familiari e parenti in Australia, che da ora in poi sono liberi di rivolgersi ad Atene per sapere se e come poterli raggiungere in pianta stabile.

Il fatto che sull’ufficio visti emigrazione dell’ambasciata australiana a Roma sia stato appeso il cartello "Chiuso. Rivolgersi ad Atene" non segna solo la fine di un capitolo di storia, ma ha anche un pesante significato simbolico di presa di distanze, politicamente cosciente e premeditata, da una società che tramite la sua massa di espatriati ha pur sempre, nonostante ogni negazione o preclusione, stabilito vincoli di sangue e cultura con l’Australia. Né gli italiani d’Italia né quelli d’Australia meritavano dai governanti di Canberra tale sconsideratezza, destinata non solo ad incidere negativamente sul morale dell’etnia italiana qui presente, ma di riflesso anche a raggelare lo sviluppo di relazioni di qualsivoglia natura fra i due Paesi.

Il governo di Roma non potrebbe neppure lontanamente pensare a qualche forma di rappresaglia "tipo pan per focaccia" in risposta all’insolente imposizione ai suoi cittadini di "andare in Grecia se vogliono andare in Australia". però una nota di protesta o di "espressione di preoccupazione" o di "richiesta di chiarimento" il Ministero degli Esteri potrebbe pur farla pervenire a Canberra. Ci sono di mezzo, in questa mortificante congiuntura, il "fair play" violato dagli australiani e la sensibilità, l’amor proprio e la dignità degli italiani d’Italia e d’Australia. (Nino Randazzo*)

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Domande d’emigrazione dall’Italia da inoltrare alla capitale ellenica "per posta, per corriere o di persona"

Questa per gli italiani la decisione del governo di Canberra che ha spostato da Roma ad Atene l’ufficio visti

La voce circolava da mesi, ma ufficialmente la notizia non era stata né diramata né confermata. Invece, corrisponde a realtà: di punto in bianco, senza fornire motivi e quasi alla chetichella, l’Australia ha chiuso l’ufficio visti a Roma e chiunque in Italia intende presentare domanda d’emigrazione è costretto a rivolgersi all’Ambasciata d’Australia ad Atene presentando documenti e richieste di informazioni in Grecia - stabilisce la circolare del Ministero dell’Immigrazione di Canberra - "per lettera raccomandata, per corriere o di persona".

Soltanto ora - e ne fa fede il timbo postale sulla busta - è giunto a questo giornale un comunicato del Dipartimento d’Immigrazione privo di data e con una "Important Notice" circa un provvedimento entrato in vigore già dal primo maggio scorso. Ecco la traduzione integrale del singolare comunicato:

"Governo australiano - Ministero per l’Immigrazione e gli Affari Multiculturali e delle Popolazioni Indigene".

Importante avviso ai residenti in Italia circa i visti d’emigrazione e questioni di cittadinanza".

Questo avviso interessa i residenti in Italia che intendono presentare domanda di visto d’emigrazione la cui procedura finora è passata attraverso l’Ambasciata d’Australia a Roma.

A partire del 1° maggio 2004 l’Ambasciata d’Australia a Roma non esaminerà più le domande di visto d’emigrazione ("permanent visa applications") presentate da persone residenti in Italia. Tutte le nuove domande di visti d’emigrazione di residenti in Italia, finora di competenza dell’Ambasciata d’Australia a Roma, verranno sottoposte alla prescritta procedura presso l’Ambasciata d’Australia ad Atene.

Detta categoria include domande presentate da: coniugi, fidanzati/e e partner di cittadini australiani, di residenti permanenti dell’Australia o di cittadini neozelandesi di diritto; familiari, inclusi gli unici familiari rimasti o badanti responsabili o anziani a carico, di cittadini australiani, di residenti permanenti dell’Australia o di cittadini neozelandesi di diritto; figli di cittadini australiani o di residenti permenenti dell’Australia o di cittadini neozelandesi di diritto; richiamati da datori di lavoro; richiamati per emigrazione in zone di provincia ("regional sponsorships"); contrattisti per occupazione a termine.

L’Ambasciata d’Australia a Roma continuerà a trattare le domande di cittadinanza e le domande di visto turistico non-ETA (non autorizzabili per via informatica).

Giacché i cittadini italiani possono avvalersi della concessione per via elettronica di visto turistico ETA (Electronic Travel Authorities") tramite i propri agenti di viaggio, non sono tenuti a contattare personalmente alcuna Ambasciata d’Australia.

Chi al momento risiede in Italia ed ha in corso una domanda presso l’Ambasciata d’Australia a Roma, può continuare a rivolgersi a detta Ambasciata fin quando la relativa procedura non sarà ultimata.

Chi risiede in Italia e intende presentare una domanda di visto d’emigrazione, a partire dal 1° maggio 2004 dovrà presentare detta domanda all’Ambasciata d’Australia ad Artene per l’espletamento della prescritta procedura.

Si possono presentare nuove domande: via lettera raccomandata a: Australian Embassy - PO Box 14070 – Ambelokipi - ATENE 11510 - (Grecia); o per corriere o di persona a: Australian Embassy - 37 Dimitriou Sotsou & Tsoha 24 - Ambelokipi - ATENE 11521 - Tel. 30 210 870 4000 - Fax: 30 210 870 4125 - Email: dimia-athens@dfat.gov.au. Informazioni, moduli di domanda e ed elenco delle tasse e tariffe dei varfi tipi di domanda si possono scaricare dal sito web: www.immi.gov.au. L’Ambasciata d’Australia ad Atene dispone anche di un ottimo sito web (www.ausemb.gr) che può essere consultato per ulteriori informazioni". (Il Globo-La Fiamma/Inform)


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