Question time alla Commissione Esteri della Camera: "Tutelare le associazioni storiche già presenti al CGIE"
ROMA - Giovedì 15 luglio, in Commissione Esteri della Camera, viene discusso il question time che Marina Sereni, responsabile Esteri della Segreteria nazionale Ds, insieme a un gruppo di altri parlamentari dell’Ulivo (Calzolaio, Spini, Intini e Bianchi) ha presentato ai Ministri Frattini e Tremaglia.
Nel documento, che ha come oggetto le nomine governative dei rappresentanti delle associazioni al CGIE e l’esclusione di alcune di esse, i parlamentari dell’Ulivo chiedono ai ministri di riconsiderare i criteri che hanno portato a esclusioni e a parzialità relativamente alle nomine dei rappresentanti delle associazioni, dei sindacati e patronati. Di fronte all’esclusione di alcune importanti associazioni che già esprimevano i loro rappresentanti nel CGIE i parlamentari chiedono ai ministri Frattini e Tremaglia "se intendano considerare l’opportunità di tutelare le storiche associazioni già presenti in tale organismo, che sono certamente più significative e consolidate rispetto ad altre appena costituite e di incerta proiezione nazionale e internazionale".
Si fa inoltre presente che, tra le associazioni, "sarebbero state estromesse alcune di provata storicità e autorevolezza, come il Santi, l’AITEF, il Circolo Mazzini", a beneficio di altre il cui merito maggiore è quello di essere vicine all’attuale maggioranza di governo. Sarebbero state introdotte invece, quelle vicine a specifici partiti, già rappresentati nella quota di nomina governativa, come il CTIM e Azzurri nel Mondo, mentre sarebbe stato escluso il Forum per gli Italiani nel Mondo "per l’evidente ragione di essere poco organico agli orientamenti politici dei responsabili dei dicasteri interessati".
Anche se il ritardo con cui il Governo risponderà ad un documento presentato diverse settimane fa rischia di attenuarne l’efficacia - è detto in un comunicato - l’iniziativa è comunque utile per portare alla luce del sole gli orientamenti e le scelte maturate in modo discutibile ed equivoco nell’ambito del Ministero degli Esteri. (Inform)