Iniziativa della Provincia Autonoma assieme al Museo storico e alla Trentino nel Mondo
Emile: un progetto europeo per conoscere la storia dell’emigrazione trentina in America del Nord
Le fonti principali saranno le lettere scritte ai parenti rimasti in Trentino
TRENTO - Si chiama "Emile", che sta per "Emigration letters", ovvero "lettere dell'emigrazione". È un progetto comunitario che intende riportare alla luce un pezzo di storia comune dei paesi dell'Europa, compresi quelli che hanno appena fatto il loro ingresso nell'Unione europea: la storia delle emigrazioni in America del Nord. Al progetto - nato da una proposta del Museo svedese di Ostergotland - aderiscono partners di cinque paesi: Irlanda, Polonia, Repubblica Ceca; Svezia e appunto Italia, attraverso la Provincia autonoma di Trento, che partecipa assieme al Museo storico in Trento e all'associazione Trentini nel mondo.
Particolarità di Emile è di studiare questa storia comune attraverso le testimonianze dei diretti interessati, in particolare le lettere inviate da Usa e Canada ai parenti rimasti in patria. Anche in Trentino, perciò, chiunque disponesse di documenti rimasti a giacere per anni in fondo alle cassapanche o ai cassetti, è invitato a metterli a disposizione (naturalmente ne verranno fatte delle copie): lettere, diari, fotografie e quant'altro possa aiutarci a conoscere un pezzo importante della nostra storia recente. Tutte le biblioteche del Trentino sono attrezzate fin d'ora a ricevere il materiale: il destinatario finale è il Museo storico in Trento (via Torre d'Augusto 41): referenti i professori Quinto Antonelli o Rodolfo Taiani.
L'iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi in Provincia nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte i responsabili dei tre assessorati coinvolti: Margherita Cogo per quello alla cultura, Iva Berasi per quello all'emigrazione, e Gianluca Salvatori per quello all'Europa, assieme ai dirigenti e ai tecnici dei Servizi interessati.
"Il periodo che verrà messo a fuoco dalla ricerca - ha detto la vicepresidente Cogo - è quello che va dal 1840 al 1920. Nel progetto sono coinvolte anche le biblioteche del Trentino che collaboreranno nelle attività di sensibilizzazione della popolazione e nella raccolta delle testimonianze. Verranno inoltre realizzate iniziative come seminari, mostre, un sito web, incontri nelle scuole, e sarà realizzato un catalogo con il materiale raccolto". "Anche la mia famiglia ha ancora molti documenti dei parenti emigrati - ha detto l'assessore Berasi - come del resto molte altre: bisogna pensare che nel 1914 c'erano negli Usa circa 40.000 trentini, molti dei quali impiegati nelle miniere della Pennsylvania, in condizioni dure e difficili. Il nostro invito è pertanto ad aprire i cassetti, affinché tutte queste testimonianze possano diventare patrimonio comune". "Ma riscoprire questo pezzo del nostro passato significa anche lavorare sul presente e sul futuro - ha aggiunto l'assessore Salvatori - perché rileggendo le storie di quella prima, grande internazionalizzazione di cui la nostra terra è stata investita, un'internazionalizzazione che poggiava sulle gambe dei nostri emigranti, noi possiamo attrezzarci anche nei confronti dei processi di oggi, che vedono invece il Trentino accogliere gli emigrati. Emigrati che a loro volta scrivono a casa, e parlano di noi, di come il Trentino li ha accolti, di come si vive qui". Il costo complessivo del progetto è di 250.358 euro. Il contributo dell'Unione europea è di 125.179 euro. Ogni partner contribuirà con 19.843 euro.
Il progetto durerà 12 mesi. Nelle varie iniziative saranno coinvolte come abbiamo detto anche le scuole del Trentino, che avranno modo così di approfondire la conoscenza della straordinaria epopea dell'emigrazione, con le sue ombre e le sue luci. (Marco Pontoni-Inform)